San Marino. Inaugurazione della mostra “Al sesto suono della campana” – 120 anni dall’Arengo dei capifamiglia del 25 marzo 1906
Nella giornata di ieri (5 marzo 2026) è stata inaugurata presso il Museo Pinacoteca San Francesco di Città di San Marino la mostra “Al sesto suono della campana”, realizzata a cura degli Istituti Culturali di San Marino e dell’Archivio di Stato e Biblioteca di Stato. L’iniziativa è sostenuta dall’Alto Patrocinio dei Capitani Reggenti, della Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura e dalla Segreteria per gli Affari Interni e dalla Giunta di Castello della Città di San Marino.
L’esposizione celebra il 120° anniversario dell’Arengo del 25 marzo 1906, un momento storico fondamentale nella vita della Repubblica di San Marino. Attraverso documenti originali, testimonianze storiche e materiali d’epoca, la mostra ripercorre le radici dell’Arengo, l’antica assemblea dei capifamiglia, dall’ordinamento medievale fino agli eventi che hanno segnato l’inizio della moderna democrazia sammarinese.
Il percorso espositivo offre ai visitatori un’occasione unica per approfondire la storia della Repubblica di San Marino e comprendere come le istituzioni tradizionali abbiano contribuito a consolidare la partecipazione civica, tuttora alla base della vita democratica del Paese.
L’Arengo del 1906 rappresenta il momento apicale del processo di affermazione della partecipazione democratica, segnando il superamento di un tipo di sistema oligarchico e aprendo la strada alle prime elezioni della storia del Paese, inserendosi al contempo in una tradizione più antica, che affonda le proprie radici negli ordinamenti comunali medievali, quando l’Arengo rappresentava la forma originaria di espressione della comunità.
Presenti al taglio del nastro gli Eccellentissimi Capitani Reggenti Matteo Rossi e Lorenzo Bugli, il Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura Teodoro Lonfernini, il Dirigente degli Istituti Culturali Vito Testaj.
Il percorso espositivo si apre con una sezione dedicata proprio all’Arengo antico, documentato fin dal XIII secolo e disciplinato dagli Statuti. La disposizione circolare è foriera all’immagine di collettività riunita in assemblea e all’etimologia stessa del termine Arengo, da hrings, cerchio. In questa sezione viene ricostruita e celebrata l’importanza dell’istituzione, ma anche il suo progressivo ridimensionamento: nel corso dei secoli, infatti, le prerogative dell’Arengo vennero gradualmente trasferite al Consiglio, fino alla sostanziale perdita di tutti i suoi poteri tra XVII e XVIII secolo.
La seconda sezione conduce il visitatore attraverso la complessa fase di crisi che ha caratterizzato la seconda parte dell’Ottocento: un periodo segnato da difficoltà economiche e sociali e da un prolungato immobilismo politico, in cui il potere risulta concentrato nelle mani di un ristretto gruppo dirigente. Proprio in questo contesto sono sorte forme di partecipazione inedite per San Marino, grazie alla nascita di associazioni, allo sviluppo della stampa e alla progressiva formazione di una progressiva e ferma coscienza civica nella popolazione.
La terza parte è dedicata alle iniziative e alle battaglie che hanno condotto alla convocazione dell’Arengo nella storica giornata del 25 marzo 1906 e alle prime elezioni “democratiche” del 10 giugno successivo: passaggi decisivi verso un rinnovato equilibrio istituzionale fondato sulla partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Il percorso prosegue al piano superiore con alcuni approfondimenti tematici, realizzati con il contributo di studiosi e storici locali. Vengono qui analizzati criticità e limiti dell’esperienza del 1906, la sua eredità nella vita politica e sociale contemporanea, le celebrazioni e gli anniversari che ne hanno mantenuto viva la memoria. La legge elettorale del 25 marzo 1906 avvia un sistema politico di democrazia rappresentativa in cui la sovranità è affidata al popolo, che governa in maniera indiretta tramite i rappresentanti da lui liberamente eletti. A concludere l’esposizione lo sguardo rivolto al presente, attraverso un’opera di arte contemporanea “partecipata”, che richiama simbolicamente il valore, ancora attuale, del contributo di ciascuno alla vita della comunità.
La mostra presenta documenti provenienti da fondi archivistici governativi e da importanti fondi privati, affiancati da materiale librario, opuscoli, manifesti, fotografie, materiale numismatico, dipinti e cimeli museali. Il percorso è arricchito da contenuti digitali accessibili tramite QR code sulla piattaforma Discover More, che consentono di approfondire la consultazione delle fonti e rendono più accessibili testi e documenti, offrendo così un’estensione virtuale dell’esperienza espositiva.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione del patrimonio storico e culturale sammarinese promosso dagli Istituti Culturali di San Marino, con l’obiettivo di avvicinare cittadini e turisti alla storia e alle tradizioni della Repubblica di San Marino. La mostra sarà visitabile sino al 5 maggio 2026.
Dichiarazioni istituzionali:
Teodoro Lonfernini- Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura:
“Questa esposizione invita cittadini e visitatori a rileggere un momento cruciale del nostro percorso istituzionale: l’Arengo dei capifamiglia del 25 marzo 1906, offrendo l’opportunità di avvicinarsi a quella stagione attraverso documenti originali, testimonianze archivistiche, materiali iconografici e oggetti che raccontano il clima culturale e politico di quegli anni. Accanto alla ricostruzione storica, l’esposizione propone anche strumenti e linguaggi contemporanei che rendono l’esperienza accessibile a un pubblico più ampio, invitando soprattutto le nuove generazioni a confrontarsi con il valore della partecipazione civica e con il significato della cittadinanza attiva”.
Vito G. Testaj – Direttore Istituti Culturali
“Desidero ringraziare con sincera gratitudine tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione di questa importante mostra. Le curatrici, i collaboratori e tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito. La mostra che oggi inauguriamo risponde alla nostra missione di cultura anche civica. Ringrazio infine le Loro Eccellenze per essere qua questa sera e tutti i numerosi visitatori che sono venuti a questa inaugurazione”.


