Economia e Lavoro

CSDL sull’assegno unico per i figli: l’Italia estende il diritto ai soli lavoratori residenti nell’UE. Esclusi i frontalieri residenti a San Marino.

Abbiamo appreso dalla CGIL nazionale e dalla San Marino RTV che l’Italia ha ampliato la platea degli aventi diritto all’assegno unico, entrato in vigore nel 2022, per i figli fino a 21 anni di età. Non ne avevano diritto i lavoratori non residenti in Italia da almeno due anni o che avessero figli all’estero.

Nel 2024, la Commissione UE ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia, culminata nel deferimento alla Corte di Giustizia Europea, ritenendo discriminatorio il provvedimento adottato, in quanto contrario ai principi fondamentali del diritto comunitario.

Ora il Governo italiano corregge parzialmente il tiro, includendo tutti i lavoratori residenti nell’UE ed i figli a loro volta residenti nel territorio dell’Unione. Quindi i lavoratori frontalieri residenti a San Marino e che lavorano in Italia sono rimasti esclusi.

È doveroso ricordare che, all’epoca, il Governo sammarinese emanò un provvedimento, che abbiamo condiviso viste le circostanze, attraverso il quale venne riconosciuto a tali lavoratori l’assegno familiare da parte dell’ISS, pur meno favorevole rispetto all’assegno unico italiano, a quanto ci risulta, per la gran parte dei casi.

La palese discriminazione è quindi stata ridotta nei numeri, ma non nella sostanza, come la CGIL ha rilevato attraverso una propria presa di posizione.

Si tratta ora di vedere se la Commissione europea riterrà soddisfatti i criteri di equità o manterrà in essere la procedura d’infrazione e se la firma dell’Accordo di Associazione tra San Marino e l’UE, quando verrà apposta, costituirà il soddisfacimento dei requisiti previsti dalla nuova norma. Il testo cita infatti espressamente i “residenti in un altro Stato dell’Unione Europea”: non sono indicati i Paesi associati o facenti parte dello Spazio Economico Europeo.

Ma la questione coinvolge anche le relazioni tra San Marino e Italia. A nostro avviso, è stata violata la Convenzione tra i due Stati in materia di assegni familiari, vigente fin dal 1974, la quale ne stabilisce espressamente la reciprocità. Occorre però precisare che l’assegno unico somma i benefici relativi agli assegni familiari ed alle detrazioni fiscali spettanti fino al 2021, seppure rivisti nella quantità e nei criteri, sulla base dell’ISEE.

Questa descrizione è esemplificativa degli effetti del provvedimento: serve per rendere l’idea. Fino al 2021, i frontalieri residenti in Italia beneficiavano della detrazione fiscale nel loro Paese e degli assegni familiari a San Marino, in quanto più favorevoli rispetto a quelli erogati dall’INPS, mentre ora non c’è possibilità di scelta.

Di certo, le casse dell’ISS ne hanno tratto beneficio, per cui non c’è da aspettarsi una reazione da parte del Governo sammarinese, come invece sarebbe doveroso per principio.

Peraltro, anche il nostro Paese non brilla per correttezza, come abbiamo già avuto modo di denunciare con riferimento alla questione fiscale relativa ai pensionati atipici ed ex frontalieri.

Il Titano, infatti, incamera le tasse, poche o molte che siano visti i corposi “sconti” riconosciuti ai pensionati, per entrambe le tipologie di reddito, nonostante i Governi sammarinesi che si sono succeduti dal 2014, anno dell’entrata in vigore della Convenzione contro le doppie imposizioni, abbiano sempre ufficialmente sostenuto che le imposte vadano pagate nel solo Paese di erogazione della pensione.

CSdL