Economia e Lavoro

I commercialisti ricorrono ai Garanti

Con l’approvazione della finanziaria, nel dicembre scorso, si erano proprio arrabbiati. E così, il Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dopo aver preso atto con indignazione dell’approvazione degli articoli 39 e 40 che, a loro giudizio, andavano ad incidere in misura rilevante sulla configurazione e durata della responsabilità dei soggetti deputati al controllo degli istituti di credito, e dopo avere sottolineato che era stato ignorato anche l’appello inviato dagli ordini a tutti i Consiglieri, aveva proposto ai propri iscritti di rassegnare in blocco le dimissioni dagli incarichi in corso presso i soggetti vigilati, qualora non si fosse giunti ad una sostanziale revisione degli articoli incriminati.

Poi non è successo nulla. Ma i commercialisti non sono stati con le mani in mano e hanno promosso una raccolta firme per portare le loro ragioni di fronte a Collegio dei Garanti. Ne sono richieste almeno 600, ma in pochi giorni hanno superato quota 700 e così può partire l’azione di fonte ai supremi giudici, che dovranno stabilire se effettivamente i due articoli “violano gli articoli 4, 10 e 15 della Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell’ordinamento sammarinese, contenuta nella Legge 8 luglio 1974 n.59, come modificata dalle leggi costituzionali successive, nonché l’articolo 6, § 1 e il Protocollo I, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, riconosciuta dall’art. 1, comma 3, della stessa legge del 1974.