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Il discorso di Sergio Mattarella per inaugurare L’Aquila Capitale italiana della Cultura è un inno all’umanesimo

C’è anche Sergio Mattarella all’apertura ufficiale dell’anno da Capitale italiana della Cultura dell’Aquila. Al suo arrivo, il Presidente riceve in dono dal sindaco Pierluigi Biondi una copia della Perdonanza di Celestino V; poi, sul palco dell’Auditorium che accoglie la cerimonia inaugurale, nell’evidenziare la presenza del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sottolinea immediatamente il legame tra economia e cultura, “i benefici che l’economia trae dalla cultura”.

In una platea gremita di istituzioni, sono seduti anche tutti i sindaci della Provincia, che sarà protagonista al pari del capoluogo nell’organizzazione degli eventi previsti nel 2026 al motto di “un territorio, mille capitali”. “Il ruolo di Capitale della Cultura non è esclusivo dell’istituzione” spiega Mattarella “riguarda l’intera collettività, riguarda la comunità. È un’opportunità da condividere, un’occasione di crescita nella conoscenza e nell’incontro.  La cultura è motore e anche collante di civiltà: un patrimonio che si sviluppa nel dialogo e nel confronto e che si arricchisce nello scambioLa cultura è strumento principe di convivenza, di dialogo, e dunque di pace. La nostra responsabilità è consentirle di svilupparsi, investire in cultura vuol dire investire nello sviluppo della coscienza civile, investire in democrazia”. Il discorso del Presidente prosegue per una decina di minuti, intenso e ispirato. Nel prendere spunto dagli abruzzesi del passato che hanno dato lustro alla cultura, Mattarella cita Ovidio – “Una speranza, se si presta fede per una volta, dura per lungo tempo”, ricorda il valore del perdono concesso da Celestino V e le parole di Ignazio Silone sulla libertà, che “è la possibilità di dubitare, di sperimentare, di dire no a qualsiasi autorità”. Chiosando con un riferimento all’intellettuale Mario Pomilio, che definì il male “un’assenza di amore che va riempita d’amore”: “Auguro all’Aquila di contribuire a riempire sapientemente i vuoti di questo cambiamento d’epoca. Cultura è rifiuto di ogni forza ostile che cerchi di respingere l’umanesimo”.
Del resto, come ricordato dal Presidente, “L’Aquila non è nuova a sfide difficili. Ardua è stata quella con la quale si è misurata dopo l’immane tragedia del terremoto del 2009, e con la quale si sta misurando ancora per completare l’opera di ricostruzione e di pieno rilancio. Essere Capitale della Cultura sarà un prezioso contributo a questa impresa di successo della comunità aquilana. Impresa che prosegue verso il futuro. Un’impresa che appartiene anzitutto a L’Aquila e ai suoi cittadini e che sta a cuore a tutta l’Italia”.

Il 2026 dell’Aquila e provincia proseguirà mettendo insieme oltre 300 iniziative culturali in 300 giorni, tra mostre, spettacoli e progetti territoriali, a partire dallo spettacolo di droni  organizzato nel pomeriggio della giornata inaugurale alla Fontana Luminosa, seguito dalla parata con il gigante di luce Dundu lungo corso Vittorio Emanuele II fino a Piazza Duomo, dove lo spettacolo La Città Celestiale, l’accensione dell’installazione luminosa Il Faro 99 e l’intervento del Sindaco hanno chiuso il programma.
I prossimi mesi segneranno anche la restituzione alla città di luoghi simbolo: dopo la riapertura di parte del Forte Spagnolo, con il ritorno del Munda nel castello cinquecentesco, torneranno ad aprire le porte anche il Teatro Comunale e il Teatro San Filippo.

La felice coerenza dello spirito che alimenterà gli oltre 300 eventi di questa speciale stagione aquilana sul grande palcoscenico della cultura nazionale è un’occasione per proiettare una rinnovata coscienza sociale, morale perfino, sulla Provincia, sull’Abruzzo intero e, via così, per cerchi concentrici sempre più ampi” sottolinea il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Questo è un riconoscimento che premia la visione e la determinazione con cui la città ha investito nel proprio futuro” spiega il sindaco Biondi. “Per L’Aquila la cultura è da sempre un abilitatore di sviluppo, uno strumento di coesione e una leva strategica per la crescita economica e sociale del territorio. Dal 2017 abbiamo destinato 25 milioni di euro a politiche culturali, con l’obiettivo di consolidare un percorso strutturale che mette al centro identità, innovazione e opportunità per le nuove generazioni”.

Fonte: https://www.artribune.com/