Lo Stato italiano ha acquistato il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” di Caravaggio
È stato firmato oggi presso il Ministero della Cultura, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del Direttore generale Musei Massimo Osanna, del Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma Thomas Clement Salomon e del notaio Luca Amato l’atto di acquisto del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio che, al termine delle procedure amministrative previste, entrerà a far parte del patrimonio dello Stato e sarà assegnato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, entrando stabilmente nelle collezioni di Palazzo Barberini.
L’acquisizione, conclusa per la cifra di 30 milioni di euro al termine di una lunga trattativa, rappresenta uno degli investimenti più rilevanti mai sostenuti dallo Stato italiano per l’acquisto di un’opera d’arte e testimonia l’impegno del Ministero della Cultura nel rafforzare le collezioni pubbliche con opere di assoluto rilievo nella storia dell’arte.
Durante le fasi della negoziazione, grazie a un accordo con i proprietari, l’opera era stata esposta al pubblico nelle sale di Palazzo Barberini per alcuni mesi a partire dal novembre 2024 e fino alla conclusione della grande mostra CARAVAGGIO 2025 che ha accolto oltre 450.000 visitatori consentendo alla comunità scientifica e al grande pubblico di apprezzarla dal vivo. In quell’occasione la critica italiana e internazionale ha unanimemente confermato l’attribuzione a Caravaggio, sottolineando l’eccezionale importanza del dipinto.
Il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” raffigura il futuro papa Urbano VIII (1568–1644) intorno ai trent’anni, nella veste di chierico della Camera Apostolica, in un momento cruciale della sua ascesa al potere. L’opera fu resa nota da Roberto Longhi nel celebre articolo Il vero Maffeo Barberini del Caravaggio, pubblicato su «Paragone» nel 1963, ed è stata da allora ampiamente riconosciuta dalla critica come opera del Merisi. Longhi stesso riconobbe nel dipinto uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna, sottolineando come in esso Caravaggio inaugurasse una nuova intensità psicologica e una capacità di rappresentare la presenza viva del personaggio senza ricorrere a elementi retorici.
Nel ristretto corpus delle opere attribuite con certezza a Caravaggio – circa sessantacinque dipinti in tutto il mondo – i ritratti rappresentano una tipologia estremamente rara: ne sono noti e certi soltanto tre. ‘Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini’ costituisce quindi una testimonianza eccezionale della ritrattistica del maestro lombardo e un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione del suo linguaggio pittorico tra la fine del XVI e i primi anni del XVII secolo.
L’acquisizione assume inoltre un particolare valore simbolico per le Gallerie Nazionali di Arte Antica. A Palazzo Barberini il dipinto potrà infatti dialogare con la collezione di caravaggeschi tra le più importanti al mondo e, in particolare, con un altro capolavoro del Merisi, la “Giuditta che decapita Oloferne” anch’essa frutto di un acquisto dello Stato italiano avvenuto nel 1971.
A oltre cinquant’anni di distanza, l’ingresso del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini rappresenta un nuovo momento di particolare rilievo nelle politiche italiane di ampliamento del patrimonio pubblico e di rafforzamento del sistema museale nazionale, offrendo nuove opportunità di valorizzazione dell’opera del Merisi.
Fonte: http://musei.beniculturali.it/


