CulturArte

Sold out per il vernissage de: “La vita, la natura, la realtà” la mostra antologica di Rosolino Martelli

Angela Venturini

Ci sono dipinti che sembrano nati da una poesia; altri vengono da un’amicizia, un’osservazione, una ricerca.

È indubbia la capacità di narrazione di Rosolino Martelli attraverso uno stile così personale in cui, però, ognuno è in grado di riconoscersi. Ogni pennellata vibra in uno straordinario impatto visivo, descrive una realtà e trasmette l’idea di un potenziale umano che raggiunge il suo apice nella capacità espressiva. Opere spesso visionarie, con vaghi richiami cubisti; paesaggi che sembrano risentire influssi di Cezanne. Ma al centro c’è sempre la figura umana, imprescindibile, potente, riconoscibile.

Al vernissage della sua ultima mostra antologica: dipinti, disegni, ceramiche, che attraversano almeno 50 anni di produzione, si è data appuntamento mezza San Marino. Ognuno con un ricordo del professore, con un aneddoto, con un’amicizia capace di colorarsi di ironia. Come quel signore che gli si avvicina alle spalle: “Sa fet te chi?” (cosa fai tu qui?). Sono abbracci, sorrisi, racconti che si intrecciano, perché Rosolino Martelli è prima di tutto un sammarinese, così attaccato a questo Paese che lo definisce: “Questa grazia di Dio” e prega perché si conservi sempre.

Professore, con 86 primavere sulle spalle, dove trova l’energia per fare ancora una personale così intensa e coinvolgente?

Non è che devo trovare l’energia, l’ho sempre avuta e fino a quando ci sarà, la necessità di esprimermi attraverso il pensiero, la parola (mi piace anche scrivere), le immagini, la pittura, eccetera, continuerà ad essere la mia ragione di vita. Se dovessi allontanarmi da queste abitudini, o passioni, non saprei come passare il tempo.

Quindi continua ancora a lavorare, a dipingere?

Ogni volta che posso, dipingo. Attualmente sono stato molto impegnato anche per questa mostra, ma dipingo praticamente ogni giorno. Anche perché, sempre più, sta venendo meno la socialità. È sempre più difficile. Per questo, appena ho l’ispirazione, vado nel mio studio.

Da dove le viene l’ispirazione?

Da tante cose: dalla vita di tutti i giorni, dai pensieri che si affacciano alla mente, dalle parole che si incrociano con qualche amico. E poi, quando ho bisogno di riempire qualche momento della mia vita, dico: Rosolino, adesso ti faccio un regalo, domattina comincio a dipingere.

Nella sua opera non ci sono solo quadri, ma anche ceramiche, cosa le piace di più fare?

Anche in questa mostra ci sono dipinti e disegni, nonché un assaggio di ceramica. Abbiamo dovuto selezionare, anche per ragioni di spazio. Hanno fatto veramente un grande lavoro espositivo. Mi piace qualsiasi forma espressiva.

Qual è la tecnica che preferisce?

Dipende dai momenti. Sono passato dall’olio all’acrilico perché si asciuga prima. E poi la china, c’è in mostra una serie di lavori a china, tutti nuovi. E poi gli acquerelli, la tempera, le tecniche miste. Mi sono anche specializzato in incisioni xilografiche alla scuola di Urbino. Le uso tutte, le tecniche, non ho preferenze.

Com’era la San Marino artistica dei suoi anni di gioventù?

Abbiamo passato un periodo di grande attività. Insieme a Marina Busignani Reffi e ad altri, abbiamo fondato l’ASART (associazione sammarinese artisti). Questo ci ha concesso di avere molti contatti anche con realtà estere. Io sono tuttora membro della Società del Salon d’Automne. Un mio lavoro è stato messo nella Riserva di quadri del Salon d’Automne, per più di 10 anni. Abbiamo avuto esperienze bellissime. È stato un periodo artistico veramente intenso e prolifico. Con l’ASART eravamo arrivati ad avere 60 membri. Poi passano le generazioni e molte cose vanno scemando…

E adesso, com’è la situazione?

Io personalmente non ho contatto con le nuove generazioni di artisti e non mi sembra che ci siano punti di riferimento com’era l’ASART. Ci vorrebbe qualcuno che avesse voglia di farla rivivere.

La mostra intitolata “La vita, la natura, la realtà”, dedicata all’artista sammarinese Rosolino Martelli, è promossa dagli Istituti Culturali della Repubblica e curata da Roberta Aliventi. Si sviluppa in due sezioni principali. La prima, allestita a Palazzo SUMS, è dedicata alla pittura e alla ceramica, evidenziando il talento e la versatilità di Martelli. La seconda sezione, ospitata presso il Museo di Stato, è dedicata alla grafica, con incisioni, disegni e acquerelli che esaltano l’abilità dell’artista nel tratto e l’attenzione ai dettagli.

L’iniziativa gode dell’Alto Patrocinio della Reggenza, del patrocinio della Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, e rappresenta un’importante occasione per approfondire la produzione artistica di uno dei protagonisti più significativi del panorama culturale della Repubblica di San Marino.