CulturArte

La mostra “Carla Accardi, oroargento” in corso alla Galleria dello Scudo, questa sera su Sky Arte

 Giovedì 22 gennaio alle ore 20.40, su Sky Arte va in onda The Square, il programma condotto da Nicolas Ballario che accompagna lo spettatore alla scoperta dei protagonisti e dei luoghi dell’arte contemporanea.
Nell’episodio 4 della sesta stagione, in onda questa, verrà presentata la mostra Carla Accardi, oroargento. Dipinti 1964-1965, in corso alla Galleria dello Scudo fino al 28 marzo. 
Un appuntamento dedicato a una protagonista dell’arte italiana del Novecento e a un ciclo di opere ora riunito per la prima volta a documentare una fase creativa tra le più intense del suo percorso.
L’esposizione attualmente in corso, è dedicata a una selezione di opere di Carla Accardi eseguite tra il 1964 e il 1965. I dipinti, riuniti per la prima volta a documentare un nucleo ben definito, sono caratterizzati dall’uso di pigmenti oro e argento, una scelta con cui l’artista declina in termini del tutto inediti una personale riflessione sul rapporto fra segno, luce e spazio pittorico.
La rassegna, in collaborazione con l’Archivio Accardi Sanfilippo, riunisce tele di grandi dimensioni provenienti dalla collezione dell’artista, alcune già esposte in Italia e all’estero negli anni ’60, che testimoniano di una fase creativa tra le più intense del suo percorso. Del 1964, infatti, è l’invito alla XXXII Biennale di Venezia con una sala personale. Nel testo in catalogo, Carla Lonzi sottolinea come Accardi sia passata “attraverso l’informale senza possibilità di identificarvisi, ma avvertendone la presenza come dato ovvio e preesistente”.
L’artista sceglie ora per la prima volta di ricorrere a questi pigmenti per spostare con decisione la sua pittura verso una nuova dimensione di luminosità, che coinvolge lo spazio oltre i confini della tela, in un dialogo che, negli stessi anni, la porta a concepire le prime radicali sperimentazioni ambientali con il sicofoil.
Con l’oro e l’argento, Carla Accardi non solo sfrutta gli effetti ottici delle bicromie già impiegate in molti lavori dell’inizio del decennio, ma arriva a intercettare, attraverso le proprietà riflettenti del colore dei metalli, i riverberi della luce dell’ambiente esterno. Le superfici delle tele qui raccolte si configurano come campi visivi in costante mutazione: in relazione al punto di osservazione e all’angolo di incidenza dei raggi luminosi, si animano, vibrano, si caricano di riflessi e ombre.
In Grigio scuro oroArgento oro 1 e Argento oro 2, realizzati nel 1964, la natura del segno e la sua disposizione sulla superficie richiama da vicino la struttura dei quadri che l’artista decide di proporre in quello stesso anno alla Biennale di Venezia. Fasce in diagonale, strisce orizzontali, losanghe e parallelepipedi, entro cui imperfettamente si ripete e si organizza questo singolare alfabeto in una incessante e sorprendente invenzione, ricordano le strutture di capolavori coevi come Omaggio al Presidente Kennedy e Oriente presentati nella rassegna veneziana.