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Il referendum in Italia: ha vinto il fronte del no

Il referendum confermativo sulla riforma della giustizia (nota come “riforma Nordio”) si è concluso oggi, 23 marzo 2026, con la vittoria del “No”, che ha bocciato le modifiche costituzionali proposte dal governo. 

Con questo voto, la riforma della magistratura approvata dal Parlamento nel 2025 non entrerà in vigore, mantenendo l’attuale assetto costituzionale dell’ordinamento giurisdizionale. 

Ecco i dettagli principali del risultato finale.

Il fronte del “No” ha prevalso con circa il 54% dei voti, contro il 46% dei “Sì”.

La partecipazione è stata significativamente alta per una consultazione referendaria, raggiungendo il 58,93% degli aventi diritto. Trattandosi di un referendum costituzionale, non era comunque previsto il raggiungimento di un quorum per la validità del voto.

Gli elettori erano chiamati a confermare o respingere la legge di revisione costituzionale riguardante, tra i vari punti, la separazione delle carriere dei magistrati e l’istituzione di una Corte disciplinare.

Reazioni politiche: La premier Meloni ha dichiarato di rispettare la decisione degli italiani, mentre la segretaria del PD, Elly Schlein, ha celebrato il risultato come il segnale di una “maggioranza alternativa” nel Paese. 

Con questo voto, la riforma della magistratura approvata dal Parlamento nel 2025 non entrerà in vigore, mantenendo l’attuale assetto costituzionale dell’ordinamento giurisdizionale.