Strasburgo: la CEDU dà ragione a Massimiliano Simoncini nel ricorso contro San Marino
Ben 150.000 euro a titolo di danno patrimoniale e non patrimoniale; 10.000 euro per spese legali e rimborsi: è ciò che San Marino dovrà versare al proprio concittadino Massimiliano Simoncini, secondo la quinta sezione della Corte di Strasburgo. Inusuali, a quanto pare, importi così consistenti in questa sede. Da considerare però un caveat significativo: lo Stato, tramite l’Avvocatura, avrà la possibilità di fare ricorso alla Grande Camera, per capovolgere la sentenza. Vicenda che affonda le radici in un periodo di estrema conflittualità anche politica, in Repubblica, sul dossier Giustizia. Nel 2019 Simoncini venne nominato Commissario della Legge dal Consiglio Giudiziario, nella composizione di allora. Per mesi svolse questa mansione, fino a che l’anno successivo entrò in vigore una norma di interpretazione autentica di alcuni articoli della legge sull’ordinamento giudiziario. Uno dei nodi principali riguardava proprio la pregressa composizione – ritenuta erronea – dell’organo di governo della magistratura sammarinese. Che sulla scorta del disposto normativo, in via di autotutela decise la decadenza della nomina di Simoncini. Da qui il ricorso amministrativo di quest’ultimo, che una volta esperiti invano tutti i gradi di giudizio interni, aveva poi deciso di rivolgersi alla CEDU. Con doglianze non solo di natura professionale – la retrocessione, l’abbassamento dello stipendio – ma anche a livello esistenziale, per l’impatto che ebbe la vicenda sulla sua vita privata. Oggi la pubblicazione della decisione della Corte, all’unanimità. Fra i 7 giudici anche il sammarinese Gilberto Felici. Rigettata – per la cronaca – la richiesta del Governo di una sua ricusazione.
Quanto al merito ravvisata dalla Corte la violazione dell’articolo 6 della Convenzione europea sui diritti umani – quello sull’equità del procedimento – e ciò in ragione della retroattività dell’intervento legislativo di allora. Ritenuto violato anche l’articolo 8: il diritto al rispetto della propria sfera personale. Nulla quaestio invece sulla durata del procedimento. Da valutare ora le possibili conseguenze a cascata: dalla sorte di altre decisioni prese all’epoca dal Consiglio Giudiziario, all’ipotesi di un reintegro di Simoncini nelle funzioni di Commissario della Legge. Sempre ovviamente che la Grand Chambre non accolga un eventuale ricorso dello Stato sammarinese. Nessun commento dall’Avvocatura dello Stato. Quanto alla Difesa del magistrato prende atto della pronuncia: “Senza doverosamente fare commenti” puntualizza. Ieri intanto, a San Marino, l’elezione dei 4 Magistrati che andranno a comporre il Consiglio Giudiziario per il quadriennio 2026-2030. Approvata già alla prima votazione, con maggioranza qualificata dei due terzi, l’elezione dei Commissari della Legge Adriano Saldarelli, Francesco Santoni, Elia Zaghini, e del Giudice per la Terza Istanza Luca Barchiesi. Si attende ora il completamento della composizione dell’organismo con l’elezione dei 4 membri laici, da parte del Consiglio Grande e Generale, a marzo.
Fonte: San Marino RTV


