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Scalata a Banca di San Marino, l’inchiesta si allarga tra silenzi, accuse politiche e possibili sviluppi internazionali

Il quadro che emerge attorno alla tentata scalata alla Banca di San Marino, riconducibile all’investitore bulgaro Assen Christov, resta segnato da un riserbo giudiziario totale e da un crescente livello di tensione politica. L’indagine, ora rafforzata da ipotesi di reato particolarmente gravi contro l’assetto istituzionale della Repubblica, si avvia a una fase cruciale con gli interrogatori di convalida delle misure cautelari e con la concreta possibilità di estendersi oltre confine tramite rogatorie internazionali.

Sul piano politico, Repubblica Futura chiede apertamente di fare luce su eventuali appoggi politici, sammarinesi o stranieri, a un presunto “piano parallelo”, denunciando al contempo l’atteggiamento attendista del Governo dopo la conferenza stampa di Bruxelles del 4 febbraio, ritenuta un attacco diretto alla credibilità dello Stato. Il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari ha espresso forte preoccupazione per il profilo dell’operazione, dichiarandosi sorpreso dalla possibile matrice criminale, pur nella consapevolezza di un’azione mediatica in corso.

Restano invece fuori dall’attuale perimetro investigativo i fatti legati all’effrazione avvenuta nella sede di Faetano dell’istituto di credito, mentre sullo sfondo cresce il malcontento di alcuni clienti per l’impossibilità di accedere alle cassette di sicurezza ancora sottoposte a sigilli. Un contesto complesso, in cui silenzi giudiziari, interrogativi politici e riflessi internazionali continuano a intrecciarsi senza che, per ora, emerga una linea di chiarezza definitiva.