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Attiva-Mente – Diritti umani e disabilità: il Protocollo di Oviedo si ferma, una vittoria attesa da anni

La notizia della bocciatura da parte dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa del progetto di Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo rappresenta un passaggio di grande rilievo per il movimento internazionale dei diritti delle persone con disabilità. È una decisione che afferma un principio semplice ma fondamentale: i diritti umani non possono essere compressi, aggirati o reinterpretati in nome di presunte “tutele” che rischiano di legittimare discriminazioni strutturali.

Le prese di posizione delle organizzazioni internazionali, ad esempio quella dell’European Disability Forum, testimoniano la soddisfazione per un risultato che premia chi ha scelto di stare, senza ambiguità, dalla parte della dignità, dell’autodeterminazione e dell’uguaglianza delle persone con disabilità.

Per noi di Attiva-Mente questa notizia ha un significato particolare, perché da molti anni segnaliamo, anche a San Marino, la questione sottesa alla Convenzione di Oviedo e ai suoi sviluppi più critici, in modo costante, documentato e pubblico.

Lo abbiamo fatto spesso in solitudine, talvolta derisi e quasi sempre inascoltati.

Non abbiamo trovato nemmeno sostegno da parte delle istituzioni nazionali deputate all’attuazione dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Senza questo nostro agire ostinato e continuativo, a San Marino questa lunga e complessa vicenda sarebbe probabilmente rimasta del tutto sconosciuta all’opinione pubblica. Un paradosso che stride apertamente con il principio, spesso richiamato ma raramente praticato, del “Nulla su di noi senza di noi”.

Eppure abbiamo continuato, perché la posta in gioco non era teorica né ideologica: era, ed è, la vita concreta delle persone, e il rischio che si consolidasse un approccio medico-paternalista capace di normalizzare esclusione, segregazione e decisioni prese al posto delle persone con disabilità, anziché con loro.

In questo percorso non sono mancate nemmeno prese di posizione critiche nei nostri confronti da parte di qualche membro del nostro Comitato di Bioetica, che ci ha richiesto chiarimenti o smentite su contenuti di pubblico dominio o su affermazioni che non avevamo mai scritto né pronunciato.

Oggi, questa valutazione negativa dimostra che non eravamo isolati nelle ragioni, ma solo nel contesto. Dimostra che la linea dei diritti umani, della non discriminazione e dell’autodeterminazione alla lunga regge, anche quando è minoritaria, scomoda e osteggiata.

Non vogliamo fare alcun trionfalismo: siamo ben consapevoli che il lavoro più importante, complesso e determinante è stato svolto dalle grandi organizzazioni europee che da anni difendono i diritti delle persone con disabilità, con competenza, continuità e capacità di incidere nei luoghi in cui si prendono le decisioni. Il nostro ruolo, nel contesto sammarinese, è stato infinitamente più piccolo.

In questo quadro, desideriamo esprimere un sincero ringraziamento alla delegazione parlamentare sammarinese per aver partecipato al dibattito in sede europea e per aver contribuito a una decisione che, alla fine, è stata assunta all’unanimità. La presenza e il coinvolgimento in questi passaggi non sono mai formali: sono parte integrante della responsabilità democratica.

Crediamo solo di poter dire che, una volta tanto, ha avuto ragione chi ha scelto di stare sin dall’inizio dalla parte dei diritti.

Il Consiglio Direttivo di Attiva-Mente