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La democrazia non si esporta con la forza … di Giulia Muratori

L’ennesima dimostrazione di come gli Stati Uniti continuino a considerare l’America Latina come una zona di influenza da controllare. Un’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐢𝐚𝐥𝐞 mascherata da intervento per la sicurezza o per la democrazia.

Non ho mai sostenuto la dittatura di Maduro, né ho mai giustificato le gravi e ripetute violazioni dei diritti umani commesse dal suo regime contro il popolo venezuelano. Detto questo, non posso nemmeno accettare o giustificare la 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐢𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩.

Trump ha affermato più volte che gli Stati Uniti resteranno nel Paese fino a quando la situazione non sarà “sistemata” secondo i loro criteri, parlando apertamente di una gestione diretta della transizione e del 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐭𝐫𝐨𝐥𝐢𝐟𝐞𝐫𝐨. Parole che non hanno nulla a che fare con la tutela della democrazia e molto a che fare con la logica della forza e dell’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨.

Sentire poi usare la scusa del narcotraffico per giustificare un’azione militare fa sinceramente sorridere: è una narrazione già vista e già sentita. La storia dimostra che, quando gli Stati Uniti decidono di “intervenire”, il vero motore non è mai stato la difesa dei diritti o della legalità, ma quasi sempre l’interesse economico, in particolare il controllo delle risorse energetiche e del petrolio.

La 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 non si esporta con le invasioni militari, non si costruisce occupando altri Paesi e non si difende calpestando le regole comuni. Esiste il diritto internazionale ed è uno dei pilastri dell’equilibrio globale: va difeso e rispettato sempre, anche quando è scomodo.

Liquidare queste posizioni dicendo che “la sinistra è ridicola” o i comunisti come piace ad alcuni additare i democratici, significa non capire — o fingere di non capire — la posta in gioco. Qui non si tratta di ideologia, ma di legalità internazionale, stabilità mondiale e futuro della democrazia. 𝐒𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞, 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨: 𝐜𝐚𝐨𝐬 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚.

𝐄, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞, 𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐫𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥i

Giulia Muratori