Il Venezuela senza Maduro è un Paese migliore, ma le modalità sono discutibili … di Alessandro Mancini
La dittatura di Maduro ha tolto libertà e dignità a milioni di venezuelani, spesso anche il minimo per vivere, trasformando il Paese in un sistema opaco in cui potere politico, corruzione e narco-traffico si sono intrecciati fino a diventare parte del problema stesso dello Stato, e un Venezuela senza Maduro è un Paese migliore, senza se e senza ma, perché quando cade una dittatura che si regge anche su traffici criminali non è il tempo dell’ambiguità ma della chiarezza politica, e si apre una fase nuova. Le modalità con cui Trump interpreta il ruolo degli Stati Uniti restano profondamente discutibili, spesso muscolari e semplificatorie, più attente alla propaganda e al consenso interno che alla stabilità internazionale, e rischiano di alimentare ulteriore caos invece di costruire soluzioni durature. È una logica che si ritrova anche nell’azione di Putin, dove la politica estera diventa uno strumento di potere e di controllo, con effetti destabilizzanti ben oltre i confini. Tutto questo conferma una debolezza sempre più evidente degli organismi multilaterali, nati per governare le crisi ma oggi spesso incapaci di incidere davvero, mentre il mondo si muove sempre più per scelte unilaterali e rapporti di forza.
Alessandro Mancini


