ARCOmadrid, polemiche per l’opera di Kubra Khademi: politica e provocazione alla fiera d’arte
Alla fiera ARCOmadrid, uno dei principali appuntamenti europei dedicati all’arte contemporanea, a far discutere è il progetto “Pane, lavoro, libertà” dell’artista afghana Kubra Khademi, esposto nello stand della galleria Eric Mouchet. A raccontarlo è Il Giornale dell’Arte, che descrive come l’opera sia diventata una delle più commentate dell’edizione 2026.
Il progetto nasce dopo la fuga dell’artista dall’Afghanistan, quando il Paese tornò sotto il controllo dei talebani. Rifugiatasi in Francia, Khademi scrisse una lettera aperta alle donne più potenti del mondo, senza ricevere risposta. Da quella delusione è nato il ciclo di disegni presentato a Madrid.
Nelle opere compaiono figure politiche internazionali come Angela Merkel, Kamala Harris, Ursula von der Leyen, Margaret Thatcher, Hillary Clinton e Benazir Bhutto, ritratte in scene provocatorie e volutamente estreme. Le immagini, ambientate in un bagno – simbolo dell’unico spazio di intimità possibile per molte donne afghane – vogliono denunciare il silenzio e l’impotenza delle donne anche nei luoghi del potere.
Come sottolinea Il Giornale dell’Arte, l’intervento di Khademi spicca in una fiera tradizionalmente molto orientata al mercato. ARCO, che quest’anno riunisce oltre 200 gallerie, resta infatti prima di tutto una piattaforma commerciale dove dominano opere facilmente vendibili e dove, curiosamente, si registra anche un forte ritorno della ceramica tra i linguaggi più presenti.
L’edizione 2026 è stata inaugurata dal re di Spagna e proseguirà fino all’8 marzo, ma nei corridoi della fiera – osserva ancora il quotidiano specializzato – la guerra internazionale resta quasi assente dal dibattito artistico. L’unica protesta visibile riguarda l’IVA culturale spagnola, ancora al 21%, più alta rispetto a quella applicata in molti altri Paesi europei. Una mobilitazione simbolica, durata pochi minuti e conclusa con una semplice foto di gruppo.


