Arte e Religione

Tornano alla luce gli stampi delle decorazioni della Basilica e della Chiesa di San Pietro

Un lavoro di assemblaggio e restaurazione per dare vita a un inventario di assoluta importanza. Tutto parte dai materiali preparatori, gli stampi, delle decorazioni depositati nel sottotetto della Basilica del Santo. Risalgono all’inizio dell’Ottocento e servivano a realizzare rosoni, fasce e cornici che oggi ritroviamo nella stessa Basilica del Santo e nell’adiacente Chiesa di San Pietro. Da qui l’importanza di ridare loro vita: diventano fondamentali per future restaurazioni che si rendessero necessarie e rappresentano un patrimonio rimasto a lungo accatastato e dimenticato.

Raccontano due momenti storici fondamentali: il primo legato alla costruzione della Nuova Pieve con Antonio Serra, il secondo al 7 luglio 1941, quando l’ingegnere Gino Zani intervenne nella Chiesa di San Pietro con la realizzazione della cripta e delle decorazioni. Proprio nel 2026 si festeggiano i 200 anni dalla posa della prima pietra.

“L’iniziativa è degli istituti culturali – spiega Paola Bigi della Sezione Archeologica degli Istituti Culturali – ed è un progetto che è stato attuato in sinergia con la Commissione per la Conservazione dei Monumenti e degli Oggetti di Antichità e di Arte, con l’Unità di Coordinamento del sito Unesco e anche con i Massari del Santo e il Rettore della Basilica del Santo. Una collaborazione importante è stata quella con l’Azienda Autonoma di Stato per i Lavori Pubblici che ha spostato qui nell’aula didattica del Museo di Stato dalla Basilica i materiali che stiamo vedendo”.

Si chiude in questi giorni la prima fase del progetto: in Pieve restano ancora due terzi dei materiali da studiare. Alcuni stampi saranno esposti a novembre in una mostra dedicata proprio alla Chiesa di San Pietro. 

“Lavorando in collaborazione con il geometra Daniel Pedini della sezione archeologica dei Musei di Stato – racconta Renzo Broccoli, architetto responsabile del progetto – abbiamo organizzato delle sessioni di lavoro, ovviamente sempre in coppia perché alcuni elementi pesano anche 50-60 kg. Siamo riusciti a contenere anche le giornate di lavoro. Scherziamo dicendo che ci siamo trovati di fronte a 100 puzzle mischiati, perché questo effettivamente era”.

Fonte: San Marino RTV