Attualità

San Marino. In occasione del 2 novembre ricordiamo il tragico destino di due volontari sul fronte italiano della Prima Guerra Mondiale

di Angela Venturini.

Carlo Simoncini e Sady Serafini sono gli unici due cittadini sammarinesi a cadere al fronte durante la drammatica epopea della Prima Guerra Mondiale. Entrambi scelsero la via del volontariato per arruolarsi nell’Esercito del Regno d’Italia, pagando con la vita il loro ideale di libertà e solidarietà. Tuttora sono il simbolo del legame indissolubile tra la Repubblica di San Marino e l’Italia. Riposano entrambi in una tomba celebrativa presso il cimitero di Montalbo.

La storia di questi due eroi si consuma nel tragico scenario del fronte goriziano e del Carso durante il 1916:

Carlo Simoncini: Trovò la morte il 9 luglio 1916 a Lucinico, nei pressi di Gorizia. Mentre era impegnato nelle delicate e pericolose operazioni di posizionamento di un cannone, fu investito in pieno dall’esplosione di una granata nemica.

Sady Serafini: Combatté valorosamente nella sanguinosa battaglia dell’altopiano del Carso. Gravemente ferito durante gli scontri, si spense dopo mesi di agonia il 12 ottobre 1916 a causa delle lesioni riportate.

Dal sacrificio alla solidarietà. Il loro estremo sacrificio divenne infatti la scintilla che portò alla nascita dell’Ospedale di Guerra sammarinese. La perdita dei due giovani non rimase un fatto isolato, ma scosse profondamente la comunità locale e si trasformò in una spinta umanitaria senza precedenti. L’eco del loro sacrificio agì da vera e propria leva per concretizzare un’idea che fino ad allora era rimasta solo abbozzata: realizzare un ospedale da campo sammarinese direttamente in zona di guerra.

Questo percorso di cooperazione e assistenza medica aveva già mosso un passo fondamentale il 27 agosto 1916, con l’inaugurazione ufficiale di una Delegazione della Croce Rossa Italiana sul Titano. La morte di Simoncini e Serafini accelerò la mobilitazione, trasformando il dolore della piccola Repubblica in un aiuto concreto ai feriti del conflitto e consolidando per sempre la memoria dei suoi due unici caduti della Grande Guerra.

Sull’ospedale di guerra, si può leggere l’ottimo saggio del dottor Giuliano Giardi (ex Primario del Pronto Soccorso). Le sue ricerche hanno permesso di localizzare con precisione la sede principale di questa struttura medica mobile, identificata in Villa Battaggia (già Villa Varetton) a Casier sul Sile, in provincia di Treviso. Nel periodo più cruento dei combattimenti (in particolare nel 1918), la villa divenne la sede dell’Ospedale n° 74 della sanità militare italiana, gestito proprio dal personale medico e farmaceutico sammarinese.

Tra i pazienti illustri, Giardi cita anche il celebre scrittore americano Ernest Hemingway, che qui fu curato. All’epoca, Hemingway era giovane guidatore di ambulanze per la Croce Rossa Americana rimasto ferito sul fronte del Piave.