San Marino, strade, sanità e tutele degli autonomi: in commissione il confronto su lavori e ritardi
La sicurezza della superstrada, le mammografie, gli aiuti a chi lavora in proprio e si ammala. Ma anche i parcheggi nei centri storici e la caccia vicino alle abitazioni. La seduta di lunedì 19 ottobre della commissione Territorio e Sanità mette insieme problemi quotidiani e risposte ancora da completare. Il Governo illustra programmi e tempi, mentre dai consiglieri arrivano richieste di accelerare, anche su questioni aperte da anni.
Sulla superstrada, il segretario di Stato al Territorio Matteo Ciacci riconosce l’urgenza: “La superstrada è diventata pericolosa, gli attraversamenti pedonali rappresentano uno dei rischi più importanti e servono interventi strutturali non più rinviabili”.
Il programma comprende barriere più resistenti, illuminazione potenziata, fermate degli autobus più sicure e una revisione degli attraversamenti pedonali. Un primo intervento sperimentale sullo spartitraffico è previsto subito dopo il sottopasso di Dogana, tra la fine dell’anno e il 2027. Il finanziamento principale è programmato per il prossimo anno.
Lungo gli 8,5 chilometri dell’arteria sono stati individuati circa venti punti critici per chi attraversa a piedi. Si punta a sostituire gradualmente i passaggi più pericolosi con sottopassi e sovrappassi. Per alcuni si valuta invece l’eliminazione senza nuove strutture.
Matteo Casali (RF) chiede un progetto complessivo e una gestione continuativa della manutenzione. Gian Carlo Venturini (PDCS) richiama le conseguenze delle scelte urbanistiche che hanno favorito gli insediamenti lungo la strada. Aida Maria Adele Selva (PDCS) sottolinea la complessità degli interventi, mentre Gaetano Troina (D-ML) segnala l’attraversamento sotto l’accesso della Baldasserona, dove la scaletta riduce la visibilità dei pedoni in avvicinamento alla carreggiata.
Per la strada di Canepa, Ciacci conferma i lavori nel 2027 e annuncia l’imminente avvio del restauro del mulino Reffi. Casali insiste però sul problema dell’innesto con strada Prima Gualdaria e delle auto parcheggiate che rendono meno sicuro il passaggio.
A Montegiardino, il progetto prevede un parcheggio interrato da 30-35 posti, la pedonalizzazione della piazza e il recupero dell’edificio vicino, con una sala polivalente e spazi per il Castello. L’investimento è di 1,5 milioni di euro tra il 2026 e il 2028, con avvio operativo indicato nel 2028.
Prima servono progettazione, pareri e gara. “Se la progettazione arriverà entro la fine dell’anno, come auspichiamo, considerando poi l’acquisizione dei pareri, penso che entro la fine del 2027 potremo andare in procedura d’appalto e successivamente avviare i lavori”, spiega Ciacci.
Paolo Crescentini (PSD) sottolinea quanto il parcheggio sia atteso dalla comunità. Casali chiede di confrontare più soluzioni e di tutelare il paesaggio del centro storico. Venturini suggerisce di considerare anche parcheggi in superficie a gradoni, per contenere i costi. Guerrino Zanotti (Libera) sostiene la scelta di distribuire le opere nei diversi Castelli.
Il confronto sulla caccia al cinghiale parte da una conferma: la braccata è esclusa dal calendario venatorio, mentre resta consentita la girata, con squadre più piccole e un nuovo percorso di formazione. Per una parte dei consiglieri, però, il problema della vicinanza alle case rimane.
Casali ricorda il colpo di fucile che nel gennaio 2025 sfondò la finestra di un’abitazione e propone di potenziare la caccia di selezione, anche ampliandone il calendario. Venturini chiede maggiore attenzione alle aree autorizzate e alle distanze dai nuclei abitati. Selva sottolinea invece le differenze della girata, che descrive come una pratica più selettiva e silenziosa.
Ciacci riconosce la necessità di approfondire: “È però vero e innegabile che, in un territorio limitato come il nostro, gruppi di cacciatori possano di fatto essere assimilati a una sorta di braccata: su questo concordo”. Restano da valutare le zone più adatte, le distanze dalle abitazioni e un possibile rafforzamento della selezione. Ancora aperta anche la questione del personale pubblico distaccato alla Federcaccia e dei costi di sede e utenze.
Sulle indennità di malattia e maternità per artigiani e autonomi, il segretario di Stato Stefano Canti annuncia il lavoro con gli uffici dell’ISS per cambiare le regole. Le valutazioni economiche consentono di procedere, riferisce, ma servirà controllare nel tempo l’equilibrio della gestione. L’erogazione dovrà essere legata alla regolarità dei versamenti, con eventuali correttivi contributivi.
Qui pesa soprattutto il tempo trascorso: otto anni senza arrivare all’attuazione. Casali e Zanotti giudicano l’attesa eccessiva. Zanotti apre anche alla possibilità di ritoccare l’aliquota contributiva, oggi al 2 per cento, se necessario per finanziare prestazioni adeguate. “Alla fine è un contributo solidaristico, che serve a garantire a chi sta davvero male un’indennità, un sostegno economico degno di questo nome”, osserva.
Troina richiama le difficoltà delle lavoratrici autonome, costrette in alcuni casi a rinviare l’interruzione dell’attività o a riprenderla poco dopo il parto. Chiede risposte anche sui congedi, sui servizi e sulla compatibilità tra orari scolastici e lavoro.
Sul fronte sanitario resta aperto lo scontro sulle mammografie. Il segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini conferma la prosecuzione dello screening annuale: “La cadenza è annuale e si continua con questa modalità”. Lo studio sul modello sammarinese durerà cinque anni, coinvolgerà l’Osservatorio epidemiologico e passerà poi all’esame del Comitato di bioetica.
Le opposizioni contestano le indicazioni emerse nelle settimane precedenti. Emanuele Santi (Rete) sostiene che tra gli obiettivi della Radiologia siano già previsti il passaggio ai controlli ogni due anni e una riduzione delle mammografie di almeno il 25 per cento rispetto al 2025. Casali critica la comunicazione dei vertici sanitari e chiede di chiarire se pesino anche ragioni di contenimento della spesa.
Per maggioranza e Governo, invece, il programma non è mai stato modificato. Andrea Ugolini (PDCS) riassume così la posizione: “Il Comitato esecutivo non torna indietro sulle scelte, perché non è mai andato avanti”.
La richiesta delle opposizioni di mantenere la cadenza annuale durante gli approfondimenti, garantire trasparenza e subordinare eventuali cambiamenti alle evidenze scientifiche viene respinta con 8 voti contrari e 3 favorevoli. Per ridurre le attese in Radiologia, Massimo Andrea Ugolini indica turnazioni, prestazioni aggiuntive, una diversa organizzazione ed eventuali nuove risorse, con l’obiettivo di garantire gli esami nel servizio pubblico.


