Politica

San Marino. Questo è il governo degli scandali e dei segreti. Le opposizioni bocciano i primi due anni e mezzo di legislatura

Nella piena salvaguardia del garantismo, chiedono chiarezza sulla Giochi del Titano, che porta una delle voci di ricavo più importante nel bilancio dello Stato e occupa un centinaio di dipendenti. Va salvaguardata

di Angela Venturini

La vicenda della Giochi del Titano è in qualche modo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Così i tre rappresentanti dei partiti di opposizione, convocati dalla Reggenza per un confronto sull’organizzazione dei prossimi impegni (cosa di cui hanno espresso sincera gratitudine) hanno colto l’occasione per manifestare ai Capi di Stato tutti i loro elementi di preoccupazione, e poi renderli noti tramite stampa.

“Partiamo da un’inalienabile posizione di garantismo – ha introdotto Nicola Renzi (RF) – non abbiamo alcuna volontà di indicare con il dito gli eventuali colpevoli, ma il comunicato del Congresso di Stato è ampiamente insufficiente”. Il fatto è che la Giochi del Titano è un’azienda interamente di proprietà dello Stato, ci lavorano un centinaio di dipendenti che mantengono altrettante famiglie e le opposizioni (forse non solo loro) si sarebbero aspettate sia delle spiegazioni, sia delle linee di indirizzo. “Questa azienda ha un valore troppo grande per potersela giocare con uno scandaletto”.

L’altro rospo che proprio non gli va giù è la segretezza che circonda tutte le vicende scandalistiche di questi ultimi anni: il DES, il pedofilo, gli NPL, la BSM, i bulgari e per finire la Giochi del Titano. Su tutte viene accampato il segreto. “Non sopportiamo più questa modalità. Ormai è segreta anche la qualunque. È una prassi fortemente limitativa dell’attività del Consiglio e dell’informazione di cui hanno diritto anche i cittadini”.  Ha infine ricordato che lo stesso FMI raccomanda che il primo requisito per fare bene le cose, è proprio la trasparenza.

Gaetano Troina (DML) conferma e sottoscrive tutto quello che ha detto il collega, con qualche aggiunta: “Il governo deve dire se intende gestire il Paese come se fosse cosa propria, senza mai dare spiegazioni, né fare riferimenti su tutti i dossier”. Ha quindi passato in rassegna le vicende più intricate, dove le opposizioni sono sempre state ridotte a un ruolo marginale. “Ci aspettavamo un cambio di atteggiamento, essere convocati e coinvolti sui temi più complessi. Invece, così facendo sono saltate tutte le dinamiche democratiche”. E poi, tornando al caso del giorno, ha sottolineato che, di fatto, ancora una volta è venuta alla ribalta l’immagine della Repubblica in maniera non certo positiva. “Torniamo ad avere una reputazione poco bella – ha chiosato – dopo che abbiamo lavorato tanto per cancellarla”.

Emanuele Santi (Rete) ha affrontato infine anche l’aspetto economico legato alla Giochi del Titano. “Questa azienda produce una delle voci di ricavo più importante nel bilancio dello Stato. La massa dei dipendenti non può essere messa in discussione. Va preservata. Abbiamo chiesto chiarezza, perché se la modalità fosse voler insabbiare tutto, noi non ci stiamo”. Ha quindi sottolineato che un’accusa di riciclaggio è molto grave, soprattutto per un’azienda dello Stato, perché innesca anche danni reputazionali. Oltre tutto è un settore, quello dei giochi, altamente attenzionato. Come minimo, il governo avrebbe dovuto riferire.

Mentre si svolge la conferenza stampa, è arrivata la voce che ci sarà un apposito comma nella prossima sessione consiliare, le modalità di svolgimento si vedranno solo in Aula. Quindi la cosa non rassicura nessuno dei tre rappresentanti delle opposizioni.

“È dal 2023 che chiediamo chiarezza – ha insistito Santi – perché nella Commissione Antimafia erano arrivati segnali di situazioni a rischio. Il governo non ha fatto niente, anzi con gli ultimi provvedimenti presi anche in altri settori, ha allargato ulteriormente le maglie. Questo non fa che aumentare le nostre preoccupazioni”.

Le ultime battute dei tre esponenti sono per la durata dei ruoli di vertice, spesso prolungati all’infinito: vedi il tribunale, Banca Centrale e, non ultima, la Giochi del Titano. Nessuna istituzione pubblica o ente, può essere in mano ad una sola persona per tempi illimitati. È necessario un turn over. E comunque, anche questo dovrebbe essere un ulteriore elemento di riflessione.