Politica

San Marino. Il PSD sul RallyLegend: un grande evento, una grande responsabilità

Rallylegend è una manifestazione straordinaria, che ha portato il nome di San Marino nel mondo, richiamando decine di migliaia di appassionati e generando importanti opportunità economiche. Il PSD ne riconosce il valore e vuole che continui a svolgersi nella nostra Repubblica.

Ma c’è una realtà che non possiamo più ignorare. Quasi centomila presenze in un Paese di 34.000 abitanti rappresentano un problema enorme di ordine pubblico, prima ancora che di organizzazione sportiva. E San Marino non dispone di un apparato di ordine pubblico paragonabile a quello che una manifestazione di queste dimensioni richiederebbe. ll decreto adottato quest’anno dal Governo prova a rispondere proprio a questa difficoltà: di fronte a un afflusso di queste dimensioni, che mette inevitabilmente sotto pressione un apparato di sicurezza dimensionato per un Paese di 34.000 abitanti, si è scelto di intervenire anche a monte, cercando di prevenire e dissuadere i comportamenti che negli ultimi anni hanno creato le situazioni più pericolose.

È un passo necessario, che raccoglie anche una parte delle preoccupazioni che il PSD aveva espresso già un anno fa. Ma non può essere considerato la soluzione definitiva. I divieti possono ridurre i rischi, non possono sostituire uomini, mezzi, controlli e un’organizzazione della sicurezza adeguata alle dimensioni che Rallylegend ha ormai raggiunto. E quando questo equilibrio salta, a pagarne le conseguenze sono innanzitutto i residenti: famiglie che per giorni convivono con strade chiuse, rumore, sporcizia, comportamenti incivili e situazioni che, in alcune zone, hanno ormai prodotto una comprensibile esasperazione.

Chi vive sul territorio non può sentirsi ospite a casa propria. È dentro questo quadro che vanno considerate anche le preoccupazioni degli operatori economici sulle limitazioni introdotte. Sono interessi legittimi e meritano ascolto. Ma l’ordine delle priorità non può essere rovesciato: prima vengono la sicurezza, l’ordine pubblico e la vivibilità del territorio; poi vengono gli incassi. È comprensibile che regole più stringenti possano suscitare critiche e richieste di modifica. Meno comprensibile è che proprio la richiesta di maggiori garanzie e sicurezza diventi motivo per evocare il trasferimento della manifestazione altrove. Il confronto con gli organizzatori è necessario, ma non può svolgersi sotto la pressione del “se mettete troppi vincoli ce ne andiamo”.

San Marino ha dato moltissimo a Rallylegend e Rallylegend ha dato molto a San Marino. È proprio per questo che il rapporto deve essere maturo e fondato sul rispetto reciproco, non sugli ultimatum. Anche perché l’idea che oltre confine sia possibile organizzare una manifestazione di queste dimensioni, con le stesse caratteristiche e con meno vincoli, è tutta da dimostrare. C’è poi una questione di trasparenza che continuiamo a porre. Rallylegend beneficia di contributi pubblici e mobilita risorse importanti dello Stato.

È quindi legittimo chiedere una rendicontazione complessiva: quanto incassa l’organizzazione, quanto spende, quali sono i costi effettivamente sostenuti dalla collettività e quali le ricadute economiche e fiscali per il Paese. Non bastano le stime sulle presenze e le dichiarazioni sui benefici economici. Servono numeri verificabili, per capire se l’attuale modello sia davvero sostenibile e come distribuire equamente costi e responsabilità. Vogliamo che questa manifestazione continui a essere un motivo di orgoglio. Per riuscirci, però, occorre ripensarne seriamente dimensioni, organizzazione e gestione della sicurezza. Perché il successo di un grande evento non si misura soltanto dal numero degli spettatori o dagli incassi, ma anche dal rispetto che dimostra verso il Paese che lo ospita.

Partito dei Socialisti e dei Democratici