San Marino. La maggioranza sulla Sanità: un primo anno di lavoro nella direzione giusta, ora servizi e strutture devono arrivare ai cittadini
Dopo l’audizione del Comitato Esecutivo dell’ISS e gli interventi dei Segretari di Stato alla Sanità, Ugolini, e al Territorio, Ciacci, riteniamo utile informare la cittadinanza sul lavoro svolto nel primo anno di mandato, su ciò che sta per partire e sull’idea di sanità che si intende costruire nei prossimi anni.
Alla base c’è la convinzione che la sanità sammarinese debba puntare sempre più sulla prevenzione e sulle cure di prossimità: servizi vicini a dove le persone vivono, capaci di seguirle nel tempo e non solo nel momento dell’emergenza. Su questa strada il Comitato Esecutivo si è mosso con coerenza. Sono stati ampliati gli screening, con “Cardio 40” per chi compie quarant’anni, l’anticipo a 45 anni del controllo del colon-retto e il nuovo test gratuito per l’epatite C. Da maggio è operativo il servizio di medicina proattiva domiciliare: è il medico di famiglia a raggiungere a casa le persone fragili o con poca mobilità, senza attendere che siano loro a chiedere aiuto. Il percorso “Verso le cure di prossimità” sta intanto preparando il personale a una nuova organizzazione dei Centri Sanitari, chiamati a diventare il vero punto di riferimento del territorio, dove servizi sanitari e sociosanitari lavorano insieme intorno alla persona. Partirà inoltre nel corso di ottobre l’assistenza pediatrica a domicilio per i bambini più fragili.
Sul fronte delle liste d’attesa, una delle preoccupazioni più sentite dai cittadini, il Comitato Esecutivo sta lavorando per ridurre quelle ormai insostenibili. Lo fa su due versanti: con l’avvio delle prestazioni aggiuntive dei medici, che consentono di aumentare l’offerta di visite ed esami, e con l’assunzione di personale medico dove si registra una carenza. Sono interventi concreti, che si aggiungono a un utilizzo più efficiente di strutture e macchinari e puntano a restituire ai cittadini tempi di risposta adeguati.
Un sistema sanitario si misura anche dai luoghi in cui le persone vengono curate e accompagnate, e su questo i tempi sono ora più precisi. All’ospedale i lavori dell’oncologia sono in fase avanzata e dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno, mentre il 12 ottobre prenderanno il via quelli della nuova farmacia. L’area prelievi e la nuova camera mortuaria sono in progettazione, con tempi stimati di circa sei mesi; sono previsti inoltre l’ampliamento della sala d’attesa del pronto soccorso e una nuova sala del risveglio in endoscopia. Sono interventi meno visibili di una grande opera, ma incidono ogni giorno sulla qualità dell’esperienza di pazienti, familiari e operatori. Sul territorio, il Centro Sanitario di Borgo Maggiore sarà inaugurato a brevissimo, mentre a Murata partono i lavori di riqualificazione della struttura, che recupereranno l’edificio oggi in uso senza consumare nuovo suolo.
Particolare attenzione va agli anziani e alle persone più fragili, il bisogno più gravoso per molte famiglie. Alla Fiorina è previsto l’ampliamento della RSA con circa cinquanta nuovi posti per non autosufficienti, con l’obiettivo di avviare i lavori tra la primavera e l’estate prossime. Accanto alla RSA nascerà quindi l’hospice, che completerà l’offerta di cura mentre, come soluzione provvisoria, in ospedale è attesa entro l’inizio del nuovo anno. Prima di quella definitiva, il passo successivo sarà la convenzione con l’Associazione Oncologica Sammarinese, che ha promosso il progetto e lo destinerà poi allo Stato. È inoltre allo studio una nuova RSA convenzionata a Chiesanuova, nell’ex Karnak, con circa settantasei posti: un’ipotesi ancora da verificare sotto il profilo della fattibilità, che punta a recuperare un edificio esistente e ad affiancare alla capacità pubblica strutture private accreditate e convenzionate, sotto il controllo dell’ISS.
Sul nuovo ospedale la maggioranza intende procedere con metodo e senza scorciatoie. San Marino, per le sue dimensioni, deve garantire in autonomia le prestazioni sanitarie fondamentali, e deve farlo con una struttura moderna, modulare e adattabile, capace di seguire l’evoluzione delle tecnologie e dei modelli di cura e di ospitare nel tempo anche attività specialistiche ad alto contenuto tecnologico. Prima di ogni decisione servono un confronto sulle caratteristiche dell’opera, una valutazione seria delle diverse forme di finanziamento, compresa la finanza di progetto, con i relativi vantaggi, criticità e impatto sui conti dello Stato, e la chiarezza sui passaggi istituzionali necessari.
Siamo fermamente convinti che anche la sanità del futuro debba essere pubblica, universale e gratuita per gli assistiti: una sanità che riduca le liste d’attesa usando meglio strutture e macchinari e prescrivendo in modo più appropriato, che semplifichi l’accesso con strumenti digitali e rafforzi l’assistenza domiciliare. Un sistema che sappia inoltre valorizzare le proprie capacità anche verso chi non è assistito, per aumentare le entrate dell’Istituto, senza mai intaccare la priorità dei cittadini assistiti. Da qui partirà la riflessione sul prossimo Piano Sanitario e Socio-Sanitario, da impostare nei primi mesi del 2027, e sul successivo Atto Organizzativo.
La maggioranza riconosce al Comitato Esecutivo di aver impostato un lavoro in linea con gli indirizzi ricevuti, ma sa che i cittadini giudicheranno i risultati: servizi che funzionano, cantieri aperti e opere consegnate nei tempi annunciati. Per questo ne seguirà con attenzione l’attuazione, nel confronto con le forze sociali, con le associazioni e nel Paese.
PDCS
LIBERA
PSD
AR
Giovanna Cecchetti, Consigliere indipendente PSRS


