Politica

San Marino. RF sulla giustizia: fino a quando potrà continuare questa retorica del va tutto bene?

Dopo aver letto il comunicato dei giorni passati del Segretario di Stato Teodoro Lonfernini in merito al cosiddetto piano parallelo, pensavamo sinceramente che la politica sammarinese potesse fare un passo in avanti in termini di coraggio, di libertà di espressione e di indipendenza dei poteri.

Purtroppo il comunicato congiunto dell’intero Congresso di Stato di domenica ci ha clamorosamente smentiti.

Immaginiamo, con qualche divertimento, il Segretario di Stato Canti in missione nel Golfo vergare il dotto comunicato che il Congresso di Stato ci ha voluto dedicare. In realtà crediamo non l’abbia scritto lui, ed anzi ci chiediamo chi lo abbia confezionato. 

Ma già questo forse segna una netta distinzione tra noi e certa altra politica. Noi ci mettiamo la faccia, non facciamo i ventriloqui, sappiamo che le posizioni costano, ma fare le giuste battaglie è un dovere per chi vuole fare politica in un paese purtroppo ad agibilità sempre più limitata.

Ma veniamo al merito. Come non citare ancora una volta il governo di Adesso.sm, tipico talismano brandito in maniera distorta quando si è in difficoltà? Bene, non sfuggirà ai membri del governo che nessuna delle decisioni adottate da quel “famigerato” governo ha avuto l’onore di ricevere sentenze di condanna della Corte europea dei Diritti Umani, cosa ormai diventata un’abitudine per la tanto lodata nuova era della giustizia. Si dimenticano davvero i membri del Congresso di Stato i richiami plurimi del Segretario generale del Consiglio d’Europa, del Commissario per i diritti umani, della lettera che proprio a questi interlocutori vari giudici del tribunale sammarinese avevano voluto a suo tempo rivolgere per denunciare quella che poi fu chiamata giornalisticamente la “terra da ceci”? Ma non è proprio la stessa interpretazione retroattiva sanzionata dalla Corte di Strasburgo ad avere in uno demansionato il Dottor Simoncini e rimosso dal suo ruolo di Dirigente del Tribunale il Professor Guzzetta?

Signori, non prendiamoci in giro! Non è proprio la legge costituzionale n. 1 del 2021, che questa maggioranza continua a difendere, ad essere pesantemente messa in discussione dalla sentenza della Corte EDU? Sapete leggere?

Non sappiamo fino a quando potrà continuare questa retorica del va tutto bene, certamente ormai tutti hanno capito che non regge e che cercate di far finta che le sentenze della CEDU non esistano.

Infine, per quanto attiene al membro proposto da RF e nominato dal Consiglio Grande e Generale in seno al Consiglio Giudiziario, ha la nostra stima e, proprio in virtù di questa – come per tutte le nomine che facciamo – ha la piena libertà ed autonomia di comportarsi, argomentare, decidere e votare come meglio ritiene in seno all’organismo di cui fa parte, senza dover rendere conto a nessuno, né a RF né – tantomeno – al Congresso di Stato. Forse questa è un’altra cosa che ci rende fieramente diversi da chi intende i nominati nei vari enti come dei semplici spingi-bottone.

Per quanto, poi, riguarda la delibera del Consiglio Giudiziario non possiamo che rilevare alcuni aspetti.

La delibera della seduta del Consiglio Giudiziario del 23 settembre scorso non approva la relazione istruttoria dell’8 settembre, che doveva orientare la decisione dell’organismo, ma si limita a prenderne atto. Evidentemente vi erano contenuti non condivisibili da parte del Consiglio Giudiziario, ad ulteriore riprova della complessità di questa vicenda e delle grandi difficoltà che il provvedimento retroattivo del 2020 – quello preannunciato da un noto politico del passato come la famigerata “terra da ceci” – continua a porre al nostro Paese.

Inoltre, la posizione ribadita secondo la quale l’ordinamento sammarinese non può revisionare o revocare sentenze civili o amministrative passate in giudicato sembra essere apertamente contradetta dal Collegio Garante che – destino crudele – in una inusitata contemporaneità di riunione con la seduta del Consiglio Giudiziario sembra essere giunto a conclusioni opposte a quelle dichiarate dal Consiglio Giudiziario.

In definitiva, per quanto riguarda le conclusioni della delibera, cioè il difetto dei prerequisiti per il reintegro alla funzione di magistrato, funzione che fu illegittimamente revocata con la famigerata legge qualificata numero 1 del 2020 come sentenziato dalla CEDU, rimane comunque la necessità di ulteriori valutazioni e del giudizio conclusivo degli stessi organismi del Consiglio d’Europa preposti alla verifica dell’effettiva esecutività delle sentenze.

Repubblica Futura