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San Marino. Dalla Convenzione ai diritti. Il lavoro della CSD ONU: ascolto, proposta e partecipazione per mettere la persona al centro

Vent’anni dopo la ratifica della Convenzione ONU, la sfida non è soltanto conoscerne i principi, ma trasformarli in diritti concretamente esercitabili.

Nel corso di questo mandato, la Commissione Sammarinese per l’Attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CSD ONU) ha scelto di svolgere il proprio ruolo attraverso un lavoro costante di ascolto, confronto, approfondimento e proposta. Un lavoro che spesso non si vede.

Gran parte dell’attività di una Commissione si svolge infatti lontano dai riflettori: nelle riunioni, nell’analisi dei provvedimenti, nella scrittura di osservazioni e proposte, nel confronto con le istituzioni, con le associazioni, con le famiglie, con i servizi e con le persone con disabilità.

Ma è proprio in questo lavoro quotidiano che i principi della Convenzione ONU possono trasformarsi in politiche concrete.

La CSD ONU non è chiamata a rappresentare una parte politica. È chiamata a rappresentare un principio: quello dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU.

È partendo da questo principio che la Commissione ha affrontato, nel corso del mandato, diversi ambiti della vita delle persone con disabilità: l’inclusione lavorativa, il caregiver familiare, il progetto di vita e la vita indipendente, l’affettività e le relazioni, la prevenzione della violenza e degli abusi, la formazione, la partecipazione sociale e la piena cittadinanza.

Il mandato ha prodotto iniziative concrete e, in diversi casi, risultati che sono entrati nel percorso istituzionale del Paese.

Sul piano internazionale, la CSD ONU ha partecipato alla 19ª Conferenza degli Stati Parti della Convenzione ONU a New York, portando la realtà sammarinese nel confronto internazionale e costruendo occasioni di dialogo con rappresentanti delle Nazioni Unite e con realtà impegnate nell’attuazione della Convenzione.

Un’esperienza che ha permesso anche di avviare un’importante interlocuzione con la Relatrice Speciale ONU sui diritti delle persone con disabilità, alla quale è stato rivolto l’invito a conoscere direttamente la realtà di San Marino.

Sul piano della formazione e della crescita culturale, la Commissione ha promosso il percorso “The Power of Love”, dedicato all’affettività, alle relazioni e alla consapevolezza, e successivamente un weekend rivolto a giovani con disabilità, famiglie, educatori, insegnanti e volontari.

Affrontare questi temi significa riconoscere che l’affettività, le relazioni, il diritto di scegliere e di esprimere i propri desideri fanno parte della vita di ogni persona e non possono diventare dimensioni negate o rimandate a causa della disabilità.

Sempre sul piano della sensibilizzazione, la CSD ONU ha realizzato una campagna attraverso cartelloni esposti presso l’Ospedale di Stato, dedicata alla prevenzione della violenza e degli abusi nei confronti delle persone con disabilità.

Anche in questo caso l’obiettivo è stato quello di portare un tema delicato fuori dalla dimensione privata, rendendolo visibile all’intera comunità.

Una parte particolarmente importante dell’attività della CSD ONU ha riguardato il confronto con i provvedimenti legislativi.

Sul tema del caregiver familiare, la Commissione ha formulato proposte specifiche relative alla formazione, al sostegno e ai momenti di sollievo per chi presta quotidianamente attività di cura, contribuendo alla costruzione di disposizioni che hanno visto l’accoglimento di alcune delle proposte avanzate.

Ancora più significativo è stato il lavoro svolto sulla normativa per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

La CSD ONU ha sostenuto con forza la necessità di una disciplina equilibrata, che non limitasse l’inclusione al solo settore pubblico, ma coinvolgesse anche il settore privato.

Perché il diritto al lavoro non può dipendere dal fatto che una persona abbia la possibilità di trovare spazio soltanto nell’amministrazione pubblica.

Nel confronto sull’articolato, la Commissione ha inoltre lavorato sulle definizioni, sui criteri e sugli strumenti necessari a rendere effettiva l’inclusione, formulando numerose osservazioni che sono state accolte nel percorso di elaborazione della normativa.

Un lavoro tecnico, forse meno immediato da raccontare, ma fondamentale: entrare nel merito delle norme significa incidere concretamente sulle condizioni attraverso le quali i diritti possono essere esercitati.

In questo percorso, la CSD ONU ha sempre considerato essenziale il ruolo delle associazioni, delle famiglie e delle persone con disabilità.

Le associazioni sono una parte fondamentale del sistema: raccolgono esperienze, bisogni, difficoltà e proposte e rappresentano una voce preziosa che le istituzioni devono continuare ad ascoltare.

Ma la partecipazione non può fermarsi all’ascolto. La voce delle persone con disabilità c’è. Il tema è fare in modo che quella voce riesca a essere ascoltata e, soprattutto, riesca a incidere sulle decisioni.

È questa la responsabilità che deve essere condivisa tra istituzioni, associazioni e persone con disabilità.

E in questo senso la CSD ONU ha cercato di svolgere il proprio ruolo: raccogliere, mettere in relazione, portare nelle sedi istituzionali e trasformare, quando possibile, le istanze in proposte concrete.

Perché “Nulla su di noi senza di noi” non può essere soltanto uno slogan.

Deve essere un metodo.

Il tema del progetto di vita rappresenta infine una delle sfide più importanti che San Marino è chiamato ad affrontare nei prossimi anni. Significa costruire percorsi che partano dalla persona, dalle sue capacità, dai suoi desideri, dalle sue aspirazioni e dalle sue scelte, e non soltanto dai servizi già disponibili.

Non deve essere la persona ad adattarsi ai servizi. Devono essere i servizi ad organizzarsi intorno alla persona.

In questa prospettiva, la CSD ONU guarda con favore alla disponibilità manifestata dalla nuova Segreteria di Stato per la Sanità ad aprire un confronto con le associazioni, le famiglie e tutti i soggetti coinvolti. La Commissione considera questo confronto un passaggio importante e necessario, perché solo attraverso l’ascolto diretto delle esperienze e dei bisogni delle persone è possibile costruire risposte realmente efficaci e coerenti con la Convenzione ONU.

La CSD ONU è pronta a mettere a disposizione il lavoro svolto in questi anni, le osservazioni maturate e le proposte elaborate, contribuendo in modo costruttivo a questo percorso.

L’obiettivo non è mettere in discussione ciò che già esiste, ma continuare a costruire un sistema nel quale i servizi siano realmente al servizio del progetto di vita della persona e nel quale la persona con disabilità sia riconosciuta, prima di tutto, come titolare di diritti, protagonista delle proprie scelte e cittadina a pieno titolo.

La CSD ONU continuerà a svolgere il proprio ruolo con spirito costruttivo, mantenendo la propria autonomia di valutazione e la libertà di sostenere ciò che ritiene necessario per la piena attuazione della Convenzione.

Essere indipendenti non significa essere neutrali di fronte alle discriminazioni. Significa essere liberi di sostenere i diritti, indipendentemente da chi governa, da chi propone una norma o da chi rappresenta un interesse.

Questo è il senso del lavoro della Commissione: non sostituirsi alla politica, ai servizi o alle associazioni, ma contribuire affinché il punto di vista dei diritti delle persone con disabilità sia presente nei luoghi in cui si decide.

Il bilancio di questo mandato non è quindi soltanto un elenco di iniziative. È un percorso nel quale la CSD ONU ha cercato di portare la Convenzione ONU dentro le norme, dentro le politiche, dentro la formazione e dentro la cultura del Paese. E il lavoro non è concluso. La sfida per i prossimi anni sarà continuare a costruire un sistema nel quale la persona con disabilità non sia considerata semplicemente destinataria di prestazioni, ma persona titolare di diritti, protagonista delle proprie scelte e cittadina a pieno titolo. Perché mettere la persona al centro significa, prima di tutto, chiederle cosa vuole per la propria vita e costruire intorno a quella risposta le condizioni perché possa realizzarlo.

Questo è il senso più autentico della Convenzione ONU. E questo è il senso del lavoro della CSD ONU.

La presidente Patrizia Gallo