Innovazione

San Marino firma gli Artemis Accords e si consolida come hub d’eccellenza per gli investimenti della New Space Economy

Con la sigla formale degli Artemis Accords da parte del Segretario di Stato per l’Industria Rossano Fabbri, sottoscritta alla presenza del Console Generale degli Stati Uniti d’America Joe Tordella e del responsabile NASA per l’Europa Gregory Mann, la Repubblica di San Marino chiude la sua partecipazione al Beyond Exploration Expo di Rimini e diventa ufficialmente il settantaquattresimo Paese firmatario delle intese internazionali. L’appuntamento fieristico traccia un bilancio che supera la cronaca espositiva per definire l’architettura industriale e legislativa con cui il Titano intende ritagliarsi una posizione solida nella New Space Economy. L’ambizione poggia sulla combinazione tra sovranità statale snella e un impianto normativo di nuova concezione, ideato per offrire tempi certi e risposte immediate agli operatori privati.

L’indirizzo istituzionale promosso dal Congresso di Stato in attuazione delle direttive del Forum “Next Economy” ha trovato nella tre giorni una convergenza rigorosa tra istituzioni, atenei e finanza d’impresa. Se la sessione inaugurale aveva puntato i riflettori sulla presentazione del disegno di legge quadro, i lavori successivi hanno calato la visione sul terreno operativo del mercato. I contatti sono avviati. L’obiettivo della Repubblica non si esaurisce in una semplice ricerca di visibilità internazionale. «Siamo qui per strutturare un ecosistema reattivo e competitivo», spiega Rossano Fabbri nel tracciare il valore strategico dell’intesa. «Non cerchiamo una presenza di facciata. Vogliamo mettere a disposizione degli investitori esteri un quadro normativo e operativo unico, capace di integrare le nostre imprese all’interno delle catene di valore aerospaziali internazionali. Dialogare alla pari con le principali agenzie mondiali e siglare accordi di rilevanza globale dimostra che la Repubblica possiede gli strumenti logici e la determinazione per agire da catalizzatore d’innovazione». A confermare l’interesse per il percorso intrapreso dal Titano è stato il colloquio, presso lo stand della Repubblica, tra il Segretario di Stato Fabbri e il Colonnello Walter Villadei. L’astronauta dell’Aeronautica Militare — già pilota della missione Axiom-3 sulla ISS e insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine di Sant’Agata durante San Marino Aerospace — si è intrattenuto con la delegazione sammarinese per un confronto sulle prospettive del settore.

Sotto il profilo delle intese multilaterali, Gregory Mann ha rimarcato come i programmi di esplorazione contemporanei poggino sul principio di trasparenza e sulla condivisione dei dati scientifici, evidenziando come gli accordi rappresentino la cornice ideale affinché anche i Paesi che si affacciano oggi allo spazio possano beneficiare delle scoperte e sviluppare competenze tecnologiche d’avanguardia. Una prospettiva integrata con la visione europea delineata da Alexander Soucek, responsabile delle relazioni internazionali dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il quale ha evidenziato l’importanza della sovranità tecnologica continentale, indicando nell’ESA il punto di riferimento naturale per accompagnare il Titano verso l’inclusione nei programmi europei di ricerca.

Il pilastro dell’intera impalcatura risiede nella legge quadro sulla Space Economy, elaborata dalla giurista Anna Masutti, docente dell’Università di Bologna. La norma armonizza i trattati ONU e le indicazioni dell’European Space Act con le esigenze della libera iniziativa economica. Nel definire l’impianto, Anna Masutti individua nel testo la pietra angolare del progetto, ideato attorno a un regime autorizzativo rapido, alla registrazione trasparente degli oggetti spaziali e a regole rigorose sulla responsabilità civile e la sicurezza, indispensabili per attrarre capitali esteri.

La sessione conclusiva degli Stati Generali della New Space Economy ha ripreso i temi emersi nel dibattito dedicato all’ecosistema di innovazione e al trasferimento tecnologico. Il Segretario di Stato per il Lavoro e l’Innovazione Tecnologica Alessandro Bevitori ha sottolineato la necessità di costruire un raccordo permanente tra ricerca di base e impresa. Per Alessandro Bevitori l’innovazione richiede infrastrutture stabili e strumenti finanziari dedicati, elementi imprescindibili per posizionare la Repubblica come un hub agile capace di accogliere startup e sostenere le aziende territoriali nei percorsi di riconversione produttiva.

I modelli operativi e la gestione dei servizi all’innovazione sono stati approfonditi da John Mazza, amministratore unico di San Marino Enterprise, che ha illustrato il piano d’azione destinato a raccordare il tessuto economico sammarinese con i buyer internazionali. Sul fronte operativo, l’Head of Innovation di San Marino Innovation Nicolas Rossini ha confermato che la New Space Economy costituirà il cantiere pilota per affinare l’infrastruttura di supporto alle imprese, avvalendosi dell’apporto strategico offerto dal direttore generale dell’Agenzia di Sviluppo Economico – Camera di Commercio Denis Cecchetti sul versante dell’attrazione degli investimenti e dell’internazionalizzazione.

L’esperienza internazionale ha arricchito il confronto grazie a Wil Benton, fondatore di Metta Partners, che ha evidenziato come mentorship rigorosa e reti di advisory mirate siano indispensabili per contenere la mortalità delle giovani imprese nei primi mesi di vita. Dall’India è arrivata la testimonianza di Amit Sachdeva, rappresentante dell’agenzia INSPACE, che ha descritto l’architettura di supporto dell’agenzia ISRO per orientare i privati verso le filiere aerospaziali, evidenziando le opportunità per un piccolo Stato focalizzato su nicchie ad alto contenuto tecnologico quali la gestione dati, il software avanzato e la componentistica di precisione.

La dimensione scientifica e formativa ha trovato un perno centrale nell’Università degli Studi di San Marino. La docente di Innovation Management Karen Venturini ha evidenziato il valore del nuovo regolamento sugli spin-off universitari, strumento che trasforma l’Ateneo in un incubatore naturale capace di produrre ricerca applicata e formare i profili STEM ad alta specializzazione richiesti dal mercato.

L’innovazione necessita di capitali dedicati. L’amministratore delegato di NT Capital SG Pierpaolo Fabbri ha illustrato i vantaggi offerti dai fondi d’investimento di diritto sammarinese, evidenziando come tali veicoli finanziari mettano a disposizione degli investitori privati un quadro regolatorio e fiscale competitivo, permettendo di convogliare risorse verso imprese ad alta tecnologia attraverso il frazionamento del rischio. Un’analisi integrata da Boris Caharija Pizzolitto, amministratore di BCP Consulting, che ha richiamato l’attenzione sulla rigorosità delle analisi economico-finanziarie necessarie per accompagnare le startup prive di storico aziendale nei percorsi di reperimento di capitale di rischio, fino alle opzioni di quotazione sul listino tecnologico del Nasdaq.

Le ricadute industriali toccano settori già centrali nell’economia reale del Titano. Nel comparto della salute, il presidente e CEO di PromoPharma Filippo Borsani ha tracciato le prospettive offerte dalla sperimentazione di nuove molecole in assenza di gravità, condizione che altera le proprietà della materia schiudendo orizzonti inediti per la ricerca farmaceutica. Sul versante del packaging alimentare, la presidente di SIT Neni Rossini ha sottolineato come i test sulle caratteristiche di resistenza, impermeabilità e isolamento termico condotti nello spazio siano destinati a rivoluzionare i materiali di confezionamento di nuova generazione.

Il quadro istituzionale si rafforza attraverso la cooperazione transfrontaliera e l’approfondimento normativo. Il seminario condotto dal Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) — introdotto da Antonio Concilio e moderato da Andrea Colucci — ha affrontato il nodo del diritto spaziale con i contributi del giurista Tommaso Edoardo Frosini, di Stefano Beco in rappresentanza della federazione AIAD, della docente Valeria Falce, di Stefano Gualandris, consulente per il Ministero dell’Economia italiano, e con le valutazioni conclusive del generale Luigi Riggio. Parallelamente, il primo tavolo di lavoro permanente attivato nell’ambito dell’Accordo Quadro con la Regione Emilia-Romagna ha avviato la progettazione congiunta per la creazione di un distretto aerospaziale basato sulla complementarietà produttiva.

La conclusione dell’Expo – forte del notevole riscontro di pubblico e operatori economici registrato allo stand biancazzurro – non esaurisce il percorso della Repubblica, ma ne segna il rilancio. Le relazioni B2B allacciate nello stand coordinato da San Marino Innovation e le intese bilaterali siglate getteranno le basi per l’entrata in vigore della legge sulla Space Economy. Esprimendo viva soddisfazione per i traguardi raggiunti e guardando con pragmatismo al futuro, il Segretario di Stato Rossano Fabbri traccia la rotta: «Restiamo con i piedi ben piantati a terra e per ora la priorità iniziale rimane far ‘volare’ le nostre tecnologie, i componenti e i servizi creati dalle imprese della Repubblica. Una volta consolidate le competenze dei nostri giovani, vedere le nostre professionalità integrate nei programmi spaziali internazionali rappresenterà la naturale evoluzione di questo percorso».

Segreteria di Stato per l’Industria, il Commercio, l’Artigianato, la Ricerca Tecnologica, le Telecomunicazioni e lo Sport