Politica

San Marino. È la giornata dell’orgoglio e della soddisfazione. Il governo sull’Accordo UE, punto di svolta per lo sviluppo

di Angela Venturini

Vent’anni fa San Marino ha detto “no” all’Italia. Ci sono voluti altri 20 anni per avere un “sì”. Dal Consiglio alla conferenza stampa del Congresso rimbalza il ricordo di un errore: la mancata firma del memorandum d’intesa con Bankitalia, nel 2006, pagata a carissimo prezzo da San Marino e da tutto il suo sistema. Oggi, quel “sì” appena arrivato da Bruxelles premia le politiche di rigore, di trasparenza e di impegno portate avanti dai vari governi, nonostante nel mezzo ci siano state situazioni oscure e terribili. Una su tutte, la vicenda della cricca confuortiana.

Ma oggi è un giorno di festa, il giorno dell’orgoglio e della soddisfazione nazionali. Il governo, in rappresentanza di tutta la maggioranza, si schiera in favore di click per raccogliere gli allori. Star assoluta di questo momento è il Segretario agli Esteri Luca Beccari, che per un attimo dimentica le frecciate al veleno che gli sono state scoccate contro negli ultimi anni, e ancora una volta butta il cuore oltre l’ostacolo per parlare delle prossime sfide. “L’Accordo c’è, e c’è il governo” manda subito a dire alle opposizioni che lamentavano un ritardo infinito per colpa delle manchevolezze proprio del governo. Poi rivolto ai colleghi e agli alleati: “Mi sono sempre raffrontato con gli altri Segretari in ragione delle rispettive deleghe e ho sempre ricevuto un grande sostegno. Non sono mai stato solo”.

Non è spaventato dal processo di adeguamento normativo rispetto all’acquis comunitario, ovvero l’insieme delle leggi, dei diritti e degli obblighi che vincolano tutti i paesi dell’Unione Europea. Un pacchetto la cui raccolta conta più di 100 mila pagine di Gazzetta Ufficiale. “Da tempo – spiega Beccari – abbiamo sempre lavorato in un’ottica europea per l’emanazione di ogni legge e di ogni disposizione, altrimenti non avremmo mai sbloccato la situazione”.

Abbiamo sempre lavorato per creare ponti” conferma il Segretario alle Finanze Marco Gatti, ben consapevole della grossa sfida che attende San Marino nel settore bancario e finanziario. “Ma è anche vero – aggiunge – che si apriranno molte nuove opportunità per i cittadini, che potranno avere in territorio servizi assicurativi e finanziari per i quali, finora, dovevano rivolgersi all’esterno”. È l’occasione anche per fare luce su alcune questioni importanti: l’IVA, che facendo parte della sfera fiscale, rimane una prerogativa statuale, ma che si sta già studiando come venire incontro alle esigenze delle aziende; il clarifying addendum che è diventato un’appendice scritta all’Accordo di Associazione in merito alla vigilanza bancaria. La sintesi delle diverse posizioni è stata trovata con EBA e con la definizione di un protocollo (entro il 2027) per una supervisione che garantisce tutte le parti.

L’importanza dell’ingresso nel mercato unico è davvero una marcia in più per tutto il comparto produttivo e industriale sammarinese e il Segretario di Stato all’Industria Rossano Fabbri ne coglie la grandissima importanza: “Finora abbiamo dovuto rincorrere ogni disposizione presa da Bruxelles, adesso siamo in condizione di vederla sul nascere e di poterla allineare alle necessità del nostro Paese”. San Marino, a differenza di altri piccoli Stati fonda gran parte della sua economia sul manifatturiero, il 90% del quale viene esportato in Italia. Ora, sarà tutto più agevole. “Questo percorso virtuoso era necessario più che mai” commenta Fabbri.

Anche la PA è pronta a diventare europea, assicura il Segretario di Stato agli Interni Andrea Belluzzi. “Abbiamo sempre lavorato come se l’Accordo fosse già stato firmato, come se la pietra miliare di ieri ci fosse già” anticipa, considerando l’adeguamento alle norme europee come elemento di competitività per tutto il sistema.

Il cambio di paradigma mentale dovrà trasformarsi in paradigma culturale” afferma il Segretario di Stato alla Pubblica Istruzione e Cultura Teodoro Lonfernini, sottolineando che l’impegno morale e politico della maggioranza dovrà essere ancora più alto. “Vogliamo lasciare un’eredità prestigiosa alle future generazioni”.

Questa legislatura è nata con l’obiettivo dell’Europa – dice il Segretario al Territorio Matteo Ciaccie la portiamo avanti con la UE”. Una legislatura “riformista” la definisce, elencando tutti i progetti, le leggi, le attività, le iniziative fatte in questa prima metà del mandato elettorale. “Questa nuova, prestigiosa tappa ci consentirà di mettere il piede sull’acceleratore”.

Il Segretario alla Giustizia con delega alla Famiglia Stefano Canti interviene per ultimo. A lui il compito di ringraziare tutti quelli che hanno dato il contributo al raggiungimento dell’obiettivo, che sono un elenco lunghissimo, a dimostrazione, ancora una volta, di un’azione di sistema. “Un lavoro non facile, ma necessario, che proietterà San Marino nel futuro”.

Infine, qualche commento sui picchi di dissenso registrati in questi anni, sempre a ridosso dei risultati più importanti, ricorda Beccari: “C’è un dissenso diviso in due parti: ovvero tra quelli che non sono informati e quelli che usano la UE come strategia politica per altri fini”. Ma sottolinea anche un aspetto assai significativo. “Ci sono indicatori importanti riguardo al consenso della gente: il 90% dei partiti è europeista, insieme a tutti i sindacati, alle associazioni di categoria e molte altre associazioni. Ciascuno di questi soggetti raccoglie le istanze del mondo che rappresenta e che sono la sintesi di un sentimento vero, che vuole il superamento delle difficoltà”.

E poi è sempre vero che urla solo chi vuol fare confusione, gli altri tacciono.