Politica

Consiglio Grande e Generale: al via la seduta di giugno, confronto serrato su “caso bulgaro” e Banca di San Marino (report della seduta di mercoledì 17)

Consiglio Grande e Generale – sessione 17-18-19-22-23-24 giugno 2026

Mercoledì 17 giugno 2026

Il Consiglio Grande e Generale di giugno si apre in un clima di cordoglio e commozione in ricordo del Segretario di Stato per la Sanità Mariella Mularoni, alla quale l’Aula dedica una lunga commemorazione condivisa da tutte le forze politiche, per poi entrare nel vivo di un ampio confronto politico sulle prospettive dell’Accordo di associazione con l’Unione Europea, sulla vicenda della Banca di San Marino e dei rapporti con la Bulgaria, sulla sanità e sul dibattito nato attorno all’ipotesi di revisione dello screening mammografico, oltre che sulle più recenti valutazioni economiche internazionali che hanno interessato la Repubblica.

Ad aprire i lavori sono stati i Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva, che hanno ricordato Mariella Mularoni come una figura istituzionale capace di interpretare il proprio ruolo “con dedizione, equilibrio e spirito di servizio”, sottolineandone “il rispetto per le istituzioni, per i cittadini e per chi sosteneva posizioni diverse dalle sue”. La Reggenza ha ricordato inoltre la sua esperienza di insegnante e il modo con cui ha affrontato la malattia, senza rinunciare fino all’ultimo alle responsabilità pubbliche.

Alla commemorazione hanno preso parte esponenti di tutti i gruppi consiliari. Aida Maria Adele Selva (Pdcs) ha definito Mularoni “un punto di riferimento per una politica volta al bene delle persone”, mentre Maria Donatella Merlini (Psd) ne ha ricordato “l’educazione, il garbo e la naturale eleganza nel rapportarsi agli altri”. Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha parlato della sua capacità di “coinvolgere tutti in un ragionamento aperto al miglioramento”, Denise Bronzetti (Ar) ha sottolineato il valore del suo esempio istituzionale, mentre Giovanna Cecchetti, indipendente di maggioranza, ne ha evidenziato “la forza silenziosa ma incrollabile”. Miriam Farinelli (Rf) ha ricordato “una donna attenta e misurata, capace di ascoltare prima ancora di parlare”, Carlotta Andruccioli (D-ML) la docente che “ha permesso a tanti ragazzi di conoscere il mondo universitario americano”, Michela Pelliccioni ha parlato del suo “grande cuore”, Gian Matteo Zeppa (Rete) della sua “signorilità e compostezza”. A nome del Congresso di Stato è intervenuto Teodoro Lonfernini, che ha ricordato come Mularoni abbia portato avanti il proprio mandato “fino all’ultimo secondo che le è stato consentito”. Per ricordare Mularoni è stato posto un mazzo di fiori nei banchi del Congresso di Stato.

Conclusa la commemorazione, il Consiglio è passato al comma Comunicazioni. Andrea Belluzzi, Segretario di Stato per gli Affari Interni, ha informato l’Aula delle dimissioni del direttore della Funzione Pubblica Milena Gasperoni, ringraziandola per il lavoro svolto. Belluzzi ha poi illustrato alcune iniziative in corso, dal coordinamento con le Giunte di Castello alla gestione dell’emergenza cimiteriale, annunciando la presentazione di un progetto complessivo per l’ampliamento della disponibilità di sepolture. Ha inoltre richiamato il lavoro sui regolamenti delle forze di polizia e sulla futura riforma dell’Avvocatura dello Stato.

Matteo Ciacci, Segretario di Stato al Territorio, ha trasmesso all’Aula il bilancio del Fondo Mortalità Bestiame e quello del Fondo di Solidarietà contro le calamità atmosferiche, evidenziando il miglioramento dei conti del primo fondo e i dati relativi agli indennizzi erogati nel comparto agricolo. Ha quindi respinto le accuse dell’opposizione sulla gestione della sanità e sulle prospettive europee del Paese, sostenendo che “sulla prevenzione non si può assolutamente scherzare, ma bisogna continuare a investirci”. Sul dossier europeo ha riconosciuto che “c’è una questione aperta con la Bulgaria”, ribadendo tuttavia che “l’accordo di associazione è un obiettivo di governo e di legislatura” e che le difficoltà vanno affrontate “facendo squadra, unendo il governo, la maggioranza e spero davvero anche l’opposizione”.

Il primo vero terreno di scontro politico è stato però quello sanitario. Maria Katia Savoretti (Rf) ha contestato le ipotesi emerse nei giorni scorsi su una possibile riduzione della frequenza dello screening mammografico, affermando che “sulla salute dei cittadini non si deve risparmiare”. Sulla stessa linea Emanuele Santi (Rete), che ha definito “indegna” l’ipotesi di passare dalla cadenza annuale a quella biennale, e Matteo Casali (Rf), che ha chiesto chiarimenti sugli obiettivi assegnati al Comitato Esecutivo dell’ISS.

Dal fronte della maggioranza, Michele Muratori (Libera) ha invitato a riportare il confronto sul piano scientifico, ricordando che “la medicina moderna si basa sull’evidenza scientifica” e che in molti sistemi sanitari europei la mammografia viene effettuata con cadenza biennale. Marco Gatti, Segretario di Stato per la Sanità facente funzioni, ha respinto le accuse sostenendo che “non è stato adottato alcun provvedimento e non è stato assegnato nessun obiettivo di budget in questo senso”, ribadendo che “il miglior risparmio per lo Stato è la prevenzione”. 

Gran parte del dibattito è stata però assorbita dal dossier europeo e dalla vicenda legata alla Bulgaria. Emanuele Santi (Rete) ha parlato di “manifesto fallimento politico di questa maggioranza”, chiedendo chiarimenti sul rinvio della firma dell’Accordo di associazione e sui presunti effetti dell’“affare bulgaro”. Fabio Righi (D-ML) ha sostenuto che la posizione bulgara starebbe mettendo in discussione la credibilità internazionale del Paese, mentre Antonella Mularoni (Rf) ha definito la situazione “un buco nero” per il futuro europeo della Repubblica. Alle critiche si sono aggiunti Nicola Renzi (Rf), che ha parlato di “momento più difficile per il Paese”, Enrico Carattoni (Rf), secondo cui il governo starebbe ignorando la gravità del contesto internazionale, e Andrea Menicucci (Rf), che ha accusato l’esecutivo di affidare sempre più ruoli strategici a consulenti esterni a discapito delle professionalità sammarinesi.

Sul fronte della maggioranza, Luca Gasperoni (Pdcs) ha invitato invece a valorizzare il miglioramento del rating sovrano, sostenendo che Standard & Poor’s abbia riconosciuto “una Repubblica più forte, stabile e resiliente”. Paolo Crescentini (Psd) ha parlato di “economia che sta bene e che ha il segno positivo”, mentre Massimo Andrea Ugolini (Pdcs) ha accusato l’opposizione di rappresentare “un Paese che non esiste”. Gerardo Giovagnoli (Psd) ha sostenuto che il nodo bulgaro rappresenti “una sfida internazionale” da affrontare come sistema Paese e non come terreno di scontro interno.

Sul tema è intervenuto direttamente il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari, che ha respinto le ricostruzioni dell’opposizione affermando che “non abbiamo alcuna conferma ufficiale” dell’esistenza di una lettera bulgara agli altri Stati membri e ribadendo che il governo continuerà a lavorare per arrivare alla firma dell’Accordo di associazione. “Quando qualcuno ci dirà che l’accordo è incagliato, verrò qui a dirvelo”, ha dichiarato. 

Un ulteriore terreno di confronto è stato rappresentato dalla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul caso Simoncini. Sara Conti (Rf) ha parlato di “violazione dello Stato di diritto accertata definitivamente”, accusando il governo di non assumersi le proprie responsabilità. Enrico Carattoni e Andrea Menicucci hanno contestato la scelta di ricorrere alla Grande Camera della Corte. Di diverso avviso il Segretario Rossano Fabbri secondo cui l’opposizione starebbe strumentalizzando politicamente la vicenda, mentre Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha ribadito che le indicazioni della Corte “vanno tenute in altissima considerazione”. Anche il collega di partito Iro Belluzzi ha richiamato la necessità di rafforzare concretamente lo Stato di diritto e la separazione dei poteri.

Diversi interventi hanno riguardato poi la scelta di ricorrere a figure professionali esterne nei ruoli apicali della pubblica amministrazione e della giustizia. Marinella Lorena Chiaruzzi (Pdcs), Iro Belluzzi e Giulia Muratori (Libera) hanno sollecitato una maggiore valorizzazione delle professionalità sammarinesi. In senso opposto Silvia Cecchetti (Psd) ha difeso l’apertura a competenze esterne, definendola “un segnale di maturità istituzionale”. Anche Dalibor Riccardi (Libera) ha posto il tema dell’inclusione e dell’equità, richiamando l’attenzione sia sulla normativa sulla procreazione medicalmente assistita sia sulle nuove regole per la cittadinanza.

Nel corso della seduta sono intervenuti inoltre Mirko Dolcini (D-ML), che ha criticato il progetto di riforma del regolamento consiliare e rilanciato il dibattito sul nucleare; Michela Pelliccioni, che ha invitato tutte le forze politiche a “fare quadrato” per difendere l’immagine del Paese; Gian Matteo Zeppa (Rete), che ha contestato l’utilizzo di informazioni non verificate nel confronto politico e criticato la gestione dell’ISS; Tomaso Rossini (Psd), che ha dedicato il proprio intervento al rapporto tra giovani, social network e capacità di immaginare il futuro; William Casali (Pdcs), che ha difeso l’operato del governo e richiamato il tema della sovranità digitale; Lorenzo Bugli (Pdcs), che ha invitato a non “gettare fango sulla Repubblica”; Marino Albani (Pdcs), che ha proposto una riflessione sulle incompatibilità connesse alla doppia cittadinanza; Manuel Ciavatta (Pdcs), che ha riferito della partecipazione a un incontro del PPE a Sarajevo e del sostegno europeo al percorso sammarinese.

Per il Governo, il Segretario al Turismo Federico Pedini Amati ha difeso con forza gli investimenti infrastrutturali portati avanti dall’esecutivo, replicando alle critiche dell’opposizione sul Treno Biancoazzurro e sulle opere pubbliche. “Dobbiamo smettere di dire no a tutto”, ha affermato, ribadendo che “l’accordo di associazione con l’Unione Europea deve essere il nostro faro” e sostenendo che il Paese ha bisogno di continuare a investire per crescere.

Il Segretario al Lavoro Alessandro Bevitori ha illustrato i risultati raggiunti sul fronte della mobilità e dell’energia, soffermandosi sull’estensione del servizio Smuvi e sull’accordo tra AASS e Socar. “Abbiamo raggiunto un’intesa su una situazione annosa che trascinavamo da tanti anni” ha dichiarato, aggiungendo che “chi dice che si sta facendo poco sbaglia” e rivendicando il percorso verso una maggiore autonomia energetica della Repubblica.

Il Segretario all’Industria Rossano Fabbri ha difeso l’operato del governo e contestato le ricostruzioni dell’opposizione sulle principali vicende politiche e istituzionali. “Il bicchiere non si può dire che sia del tutto pieno”, ha riconosciuto, aggiungendo però che “non è nemmeno tutto vuoto come certa parte dell’opposizione vorrebbe far credere”. Fabbri ha inoltre sostenuto che l’esecutivo passa “il 60% del nostro tempo a smentire ricostruzioni fantasiose” e ha invitato a concentrarsi sui risultati ottenuti in materia economica, infrastrutturale e amministrativa.

Nel corso del dibattito Giuseppe Maria Morganti ha inoltre presentato un ordine del giorno sulla situazione umanitaria a Cuba, chiedendo che San Marino continui a sostenere nelle sedi internazionali la rimozione dell’embargo nei confronti dell’isola.

I lavori riprenderanno domani pomeriggio alle 14:00.

Di seguito un estratto dei lavori

S.E. Alice Mina – S.E. Vladimiro Selva: Commemorare oggi il ricordo del Segretario di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale, la dottoressa Mariella Mularoni, è per la Reggenza un tributo sentito e sincero, non solo per esprimere vicinanza in questo momento di profondo dolore alle figlie Beatrice e Giulia, alla sorella Roberta e ai familiari tutti, agli amici, ai collaboratori e a quanti hanno condiviso con lei il servizio alle istituzioni, ma per ricordare una figura di rilievo nel panorama politico che è venuta a mancare a tutti i sammarinesi. Il nostro Paese perde infatti una donna che ha dedicato una parte importante della propria vita al bene comune, assumendo responsabilità pubbliche con competenza, serietà e profondo senso dello Stato. Nel corso del suo mandato ha affrontato questioni complesse, consapevole del fatto che ogni scelta in materia di salute incide concretamente sulla vita di ciascuna persona. Ha interpretato il proprio incarico con dedizione, equilibrio e spirito di servizio, ponendo sempre al centro la dignità dei cittadini e il valore delle istituzioni democratiche. Nel ricordare Mariella desideriamo sottolineare una qualità che ne ha caratterizzato costantemente l’azione pubblica e il profilo umano: il rispetto. Rispetto per le istituzioni, per i cittadini, per chi lavorava al suo fianco; rispetto anche per coloro che sostenevano posizioni diverse dalle sue. Nel confronto pubblico non ha mai ceduto alla polemica personale, non ha mai cercato lo scontro come strumento di affermazione. Ha ascoltato con attenzione, ha accolto il dialogo come elemento essenziale della vita democratica e ha difeso con convinzione le proprie idee, senza mai negare dignità a quelle degli altri. Anche quando veniva attaccata, anche quando il dibattito assumeva toni accesi, non ha mai alzato la voce. Ha sempre risposto con misura, con fermezza, con argomentazioni. Ha mostrato che si possono sostenere le proprie convinzioni senza trasformare l’avversario in un nemico. Ha dimostrato che il confronto democratico trova la propria forza nella capacità di ascoltare e non soltanto in quella di parlare. In un tempo nel quale spesso il rumore sembra prevalere sulla riflessione, la sua testimonianza ci ha ricordato una verità semplice e preziosa: non vi è bisogno di gridare per essere autorevoli. La sua presenza pubblica è stata la dimostrazione che la credibilità nasce dalla coerenza, dalla competenza e dalla serietà con cui si esercitano le proprie responsabilità. 

La sua era una signorilità autentica. Non consisteva soltanto nell’eleganza con cui si presentava; era qualcosa di più profondo. Era l’eleganza della gentilezza, della discrezione e dell’attenzione verso il prossimo. Un’eleganza morale che si manifestava nella capacità di ascoltare, di comprendere, di rispettare anche nei momenti di maggiore difficoltà. Prima ancora di essere Segretario di Stato è stata insegnante. Non si è limitata a trasmettere il suo sapere, ma ha esercitato quello che forse è il dono più prezioso nell’educazione: l’ascolto. Ha accompagnato i propri alunni nel loro percorso di crescita, incoraggiandoli a scoprire le proprie potenzialità, a perseguire i propri obiettivi e ad avere fiducia in sé stessi. Per molti è stata non solo una docente, ma un punto di riferimento umano e formativo. Ha testimoniato che la dignità di una funzione pubblica si misura nella qualità dell’esempio che si offre agli altri. Negli ultimi anni la malattia l’ha messa duramente alla prova e l’ha costretta a convivere con la sofferenza. Tuttavia Mariella non le ha consentito di definire interamente la propria identità. A volte rischiamo di guardare al malato soltanto attraverso la sua condizione, quasi che la malattia finisca per oscurarne la persona, il suo vissuto. Ecco, con il suo esempio Mariella ha ricordato a tutti noi una verità fondamentale: la persona continua a essere persona anche nella fragilità. La malattia può segnare il corpo, ma non cancella la dignità, non cancella la storia, non cancella gli affetti e non cancella il valore di una vita. Con discrezione e coraggio ha continuato a svolgere il proprio compito senza mai trasformare la propria sofferenza in una richiesta di attenzione o in una ragione per sottrarsi alle responsabilità affidatele dalla Repubblica. Ha continuato a essere presente, a lavorare e ad assumersi il peso delle decisioni, offrendo una testimonianza che resterà impressa nella memoria del Paese.

Cari membri del Consiglio Grande e Generale, cari Segretari di Stato, di fronte alla perdita di una persona che ha servito il Paese sino alla fine dei suoi giorni vi è un gesto che possiamo compiere tutti: fermarci. Fermarci per qualche istante e riflettere. Richiamare alla memoria un incontro, una parola, un gesto, un’immagine. Anche chi non ne ha condiviso le idee può riconoscere il suo instancabile impegno, la correttezza del suo comportamento e il valore dell’esempio che ha saputo offrire. Le democrazie vivono del confronto tra opinioni diverse. È naturale che vi siano sensibilità differenti, appartenenze e vissuti dissimili. Eppure vi sono momenti nei quali comprendiamo con maggiore chiarezza che ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide. Siamo cittadini della stessa Repubblica, siamo eredi della stessa storia, condividiamo tutti lo stesso destino che accomuna ogni esistenza. La morte giunge una volta sola, ma ciò che siamo stati non si esaurisce con essa. Resta l’impronta che ciascuno di noi lascia nella vita degli altri e nella storia della comunità a cui appartiene. E vi sono persone come Mariella, il cui esempio continua a vivere nell’affetto di chi le ha amate, nella gratitudine di chi le ha conosciute e nei valori che hanno saputo testimoniare. Per questo oggi non salutiamo soltanto un Segretario di Stato. Salutiamo una donna che, con intelligenza, coraggio, compostezza, eleganza e profonda umanità, ha onorato le istituzioni, servito il Paese e che ha fatto, sino all’ultimo, trasparire il suo amore per la vita.

Aida Maria Adele Selva (Pdcs): Con la scomparsa di Mariella Mularoni il Consiglio Grande e Generale, il Partito Democratico Cristiano Sammarinese e l’intero Paese subiscono una grave perdita, ma soprattutto resta un grande vuoto nei cuori di chi poteva onorarsi della sua amicizia. Ricordo con profonda commozione questa donna delle istituzioni che, nei prestigiosi ruoli ricoperti, ha sempre saputo essere un’interprete attenta delle istanze dei cittadini. Iscritta al Pdcs dal 1993, ha sempre occupato un posto nel Consiglio Centrale e nella Direzione del partito; in più legislature è stata membro del Consiglio Grande e Generale, rappresentando la Repubblica anche in ambito internazionale con senso di responsabilità e misura. È stata Capitano Reggente in un momento particolarmente delicato e, dal 2023, ha ricoperto l’incarico di Segretario di Stato per la Sanità con dedizione, competenza e tanta umanità. Mariella è stata un punto di riferimento per una politica volta al bene delle persone, intendendo l’impegno pubblico come un autentico servizio al bene comune animato dai valori del nostro partito. Il tributo commosso dei sammarinesi è la prova di quanto seminato: è stata una madre splendida, una politica appassionata e un’insegnante amorevole che ha fatto del rispetto per gli altri una regola di vita. Sorriso, fede e coraggio sono le tre parole che la rappresentano meglio: un sorriso luminoso che metteva a proprio agio, una fede profonda che ha contraddistinto il suo agire e un coraggio straordinario con cui ha vissuto i mesi della malattia con una dignità unica. Ci ha lasciato un’eredità ideale che non possiamo disperdere, insegnandoci a essere coerenti con i propri valori anche e soprattutto nelle difficoltà. Cara Mariella, il tuo spirito e il tuo esempio resteranno con noi più vivi che mai.

Maria Donatella Merlini (Psd): A nome del nostro gruppo consiliare desideriamo unirci al cordoglio della famiglia e di tutti coloro che hanno voluto bene a Mariella Mularoni. Oggi non siamo qui soltanto per ricordare gli incarichi che ha ricoperto, ma soprattutto per ricordare la persona e le qualità umane che l’hanno accompagnata nel suo percorso professionale e politico. Mariella ha servito la Repubblica in ruoli diversi, come insegnante, consigliera, Capitano Reggente e Segretario di Stato, ma ciò che molti ricorderanno è il modo in cui ha vissuto questi incarichi, con grande educazione e garbo. Aveva una naturale eleganza nel rapportarsi agli altri: sapeva ascoltare, manteneva misura nei giudizi e affrontava il confronto senza mai trasformarlo in scontro. In un’epoca di toni accesi, lei rappresentava uno stile diverso, fatto di compostezza e rispetto per le persone e per le istituzioni. Aveva un forte senso della forma istituzionale; per lei i ruoli erano responsabilità da onorare con serietà e dignità, garantendo sempre il rispetto reciproco anche quando le posizioni politiche erano differenti. Come insegnante ha lasciato un ricordo positivo, contribuendo alla crescita di tanti giovani. Negli anni ha affrontato prove personali difficili con quella stessa discrezione e straordinaria riservatezza che la caratterizzavano, senza mai cercare compassione. Fino a quando le condizioni glielo hanno consentito, ha adempiuto ai suoi doveri istituzionali con una tenacia silenziosa che merita profondo rispetto. Era una donna capace di affrontare le prove più dure senza perdere il proprio equilibrio e la propria gentilezza; la ricordiamo come una presenza gentile che ha attraversato la vita pubblica e privata con dignità, e spero che il suo ricordo possa accompagnare per sempre la memoria della nostra Repubblica.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Il nostro gruppo intende unirsi alle magnifiche parole espresse dalla Reggenza in ricordo di Mariella, perché hanno saputo sottolineare gli aspetti essenziali della sua personalità anche come figura pubblica. La politica ha un profondo bisogno di questi principi e di queste sensazioni; il vostro discorso ribadisce quanto il contributo delle singole persone possa migliorare i rapporti democratici. Conoscevo Mariella da molto tempo, ma ho iniziato ad apprezzarla pienamente quando ha svolto il ruolo di Capitano Reggente in un momento di transizione necessario per riportare fiducia e normalità nel nostro Paese. Ricordo anche l’inizio di questa legislatura: il nostro partito ha investito molto sui cambiamenti necessari nel campo della sanità e ci siamo trovati a discutere con una certa energia proprio con Mariella e con la programmazione che lei aveva impostato. Devo dire che lei, con molto garbo e con quella squisitezza che è stata sottolineata, ha saputo coinvolgerci in un ragionamento che desse prospettiva alle sue azioni, sempre aperta alla possibilità di un miglioramento. È emerso con determinazione il ruolo che ha saputo dare al Paese, indicando una strada che mi auguro possa essere perseguita con lo stesso spirito da chi la sostituirà. Concludo ricordando un piccolo episodio che ancora mi commuove: ci siamo incontrati personalmente al pronto soccorso e, nonostante sapessi della sua malattia, abbiamo iniziato a parlare semplicemente. Lei mi disse: “Oggi facciamo un pizzico di politica anche all’interno di questo luogo”; questo dà il senso profondo di una persona che ha voluto svolgere il proprio ruolo fino in fondo, onorando le responsabilità che le erano state affidate.

Denise Bronzetti (Ar): Oggi il Consiglio Grande e Generale si riunisce con un sentimento di grande dolore per ricordare Mariella Mularoni, una donna che ha dedicato una parte importante della propria vita al servizio della Repubblica. È stata consigliera, Capitano Reggente e Segretario di Stato, interpretando ogni ruolo con serietà e profondo rispetto per la funzione pubblica. Come Alleanza Riformista desideriamo ricordarne il percorso istituzionale ma anche le qualità umane di donna e madre: ha saputo coniugare rigore e disponibilità al confronto, fermezza nelle convinzioni e rispetto per quelle altrui, dimostrando sempre attenzione ai bisogni della comunità. Ha assunto importanti responsabilità con competenza ed equilibrio, consapevole del valore del servizio reso ai cittadini. Particolarmente significativo è stato il modo in cui ha affrontato gli ultimi mesi della sua vita: pur nelle difficoltà della malattia, ha continuato a svolgere il proprio incarico con dignità e spirito di servizio, offrendo a tutti noi un esempio di attaccamento alla Repubblica che resterà nella memoria della nostra comunità. La sua scomparsa è una perdita importante per le istituzioni; rimane il ricordo di una servitrice dello Stato che ha interpretato i propri incarichi con umanità e senso del dovere. L’affetto e la stima manifestati da ogni parte della comunità sono il riconoscimento più autentico del bene che ha saputo seminare. Rinnoviamo alle figlie, ai familiari e agli amici le nostre più sentite condoglianze.

Giovanna Cecchetti (indipendente di maggioranza): Siamo qui oggi a condividere un momento di profonda tristezza per la scomparsa di Mariella Mularoni, che lascia un vuoto enorme nelle istituzioni e in tutte le persone che l’hanno stimata nella sua vita pubblica e privata. Questa notizia ha colpito profondamente la comunità sammarinese e ci invita a rivolgere un pensiero sincero alla sua memoria. Nel suo impegno politico all’interno del Partito Democratico Cristiano Sammarinese ha ricoperto ruoli di grande responsabilità, mettendo a disposizione del Paese la propria competenza ed esperienza con un costante senso del dovere. Chi ha lavorato al suo fianco ne ricorda la disponibilità al dialogo e la capacità di ascolto, qualità che le hanno permesso di costruire relazioni autentiche oltre i confini dell’appartenenza politica. Oltre agli incarichi, sentiamo il bisogno di ricordare la donna, la madre amorevole e l’insegnante che ha saputo mantenere sempre una dimensione umana, tratto riconoscibile del suo carattere. Alla solidità della sua azione politica univa doti umane di grande valore: una forza silenziosa ma incrollabile e il coraggio di affrontare i momenti complessi con dignità. La sua era una leadership fatta di sostanza, credibilità e rispetto; la sua bellezza interiore ed esteriore era il riflesso di una persona luminosa capace di lasciare un segno duraturo. In lei si incontravano armoniosamente determinazione e gentilezza, rendendola una figura completa capace di farsi apprezzare da chiunque l’abbia conosciuta. Il mio pensiero e quello del partito che rappresento vanno alla sua famiglia, alle amate figlie Giulia e Beatrice e a tutti i suoi cari; a loro esprimo la mia più sincera vicinanza, consapevole che nessuna parola può attenuare una perdita tanto grande.

Miriam Farinelli (Rf): Ho conosciuto Mariella molti anni fa in ruoli diversi; abbiamo condiviso momenti meravigliosi e momenti difficili segnati dalla malattia, che lei ha affrontato sempre con il sorriso e la speranza. Ho avuto il privilegio di conoscerla in doppia veste, come medico e come collega nell’impegno politico, ritrovando sempre la stessa donna attenta e misurata, capace di ascoltare prima ancora di parlare. Sapeva fare della conversazione uno strumento per la conoscenza reciproca; la sua cortesia non era una semplice convenzione ma sostanza, nata da un rispetto profondo per l’altro. Questa è una qualità che chiunque faccia politica dovrebbe coltivare ogni giorno. Ricordo le discussioni in commissione dove lei, pur con le sue posizioni, non si sottraeva mai al confronto con educazione e disponibilità verso l’interlocutore. Se n’è andata troppo presto e forse questo è l’aspetto più difficile da accettare, ma ci lascia un esempio concreto: si può fare politica con umanità e il confronto può essere fertile senza essere aggressivo. La gentilezza non è affatto debolezza, ma una forma di intelligenza, ed è questo che di lei porteremo sempre nel cuore.

Carlotta Andruccioli (D-ML): Desideriamo ringraziare la Reggenza per le parole spese in ricordo di Mariella; in momenti come questi si lasciano da parte le divisioni politiche per riconoscere doverosamente la serietà, l’eleganza e il senso delle istituzioni che la caratterizzavano. Il suo impegno profuso fino all’ultimo respiro è un grande esempio di spirito di servizio e di senso dello Stato che verrà certamente ricordato. Oltre al ruolo pubblico, è doveroso onorare la persona come donna e madre, ed esprimiamo la nostra vicinanza alla sua famiglia e in particolare alle figlie Giulia e Beatrice. Come professoressa, grazie al suo impegno, Mariella ha permesso a tantissimi ragazzi della mia generazione di viaggiare e conoscere il mondo universitario americano, incoraggiandoli a cimentarsi con la lingua inglese; io stessa ho avuto la fortuna di conoscerla in una di queste esperienze memorabili e la ricordo con molto affetto. È stata anche una cittadina impegnata nel sociale e tutti ne hanno riconosciuto la gentilezza e l’umanità. Come partito siamo entrati in questo Consiglio Grande e Generale prestando giuramento proprio quando Mariella era Reggente, e questo resta per noi un ricordo molto importante. Rinnoviamo le condoglianze ai suoi cari, al Pdcs e a tutti coloro che l’hanno apprezzata come docente e come membro delle istituzioni.

Michela Pelliccioni (indipendente di opposizione): Mariella Mularoni è stata il Capitano Reggente che mi ha accolta al mio ingresso in Consiglio Grande e Generale, stringendomi la mano con un messaggio di accoglienza che non è mai venuto meno sul piano umano e politico. Sono convinta che il peso di una persona in politica dipenda in buona parte dal suo valore umano, e Mariella ha sempre fatto sentire questo peso in maniera potente; il suo valore resta indelebile e si riflette nell’ondata di commozione che ha accompagnato la sua scomparsa. La Reggenza ha chiesto di ricordare un momento condiviso e io ne ricordo bene più di uno: in un periodo difficile della mia vita lei ha avuto la forza di rimanermi vicino, e proprio in quella vicinanza autentica ho capito che la malattia non avrebbe mai vinto in modo definitivo, perché non avrebbe mai potuto prendersi il suo grande cuore e la sua capacità di donarsi agli altri. Questo è il messaggio che voglio mandare oggi alle sue figlie, Beatrice e Giulia: quel cuore è un’eredità viva che deve accompagnarvi sempre come una bussola nei momenti difficili. Il regalo più grande che possiamo fare a Mariella è onorare sempre le istituzioni e la vita con lo stesso rigore e onestà che hanno caratterizzato il suo agire; lei non è andata via, ha solo cambiato forma per rimanerci vicino per sempre.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Il nostro gruppo consiliare esprime le più cordiali e sentite condoglianze alla famiglia e al gruppo di appartenenza di Mariella. Le parole della Reggenza manifestano chiaramente ciò che lei è stata per molti, sia in ambito scolastico che istituzionale; ci sono persone che hanno la fortuna di toccarne altre indipendentemente dal ruolo che ricoprono. Credo che la capacità di Mariella di toccare le persone nei vari ambiti della sua vita sia il ricordo e l’emozione più grande per chiunque abbia avuto a che fare con lei. Non ho aneddoti particolari da raccontare se non l’immagine di una persona caratterizzata da un’alta signorilità e compostezza. In queste occasioni il dispiacere è enorme, ma bisogna riuscire a fare un passo avanti perché Mariella ha lasciato un marchio che altri non possono avere. La sua caratura umana è stata probabilmente molto più ampia di quanto possiamo ricordare qui dentro oggi e ci porteremo questo ricordo per gli anni a venire. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza alla famiglia e alle figlie.

Teodoro Lonfernini Segretario di Stato: Intervenire in queste circostanze non è affatto privo di emozioni e parlo a nome dell’intero Congresso di Stato per esprimere il più vivo apprezzamento per le parole della Reggenza e per l’iniziativa di commemorare Mariella Mularoni. Tutto ciò che le istituzioni hanno fatto dal giorno della sua scomparsa è rappresentativo del profondo rispetto che lei stessa nutriva per esse, un sentimento che ogni collega di governo le rivolge in questo momento. Mariella ha avuto la dignità e la forza di portare avanti il suo mandato istituzionale fino all’ultimo secondo che le è stato consentito. Negli ultimi tempi era visibilmente provata e la malattia l’aveva trasformata fisicamente; una condizione che forse avrebbe spinto molti di noi a chiudersi in casa, mentre lei lo ha affrontato con grande dignità, autorevolezza e una forza di donna che ci ha colpito profondamente. Quando le forze sono venute meno, il suo posto nelle sedute del Congresso di Stato ha lasciato un grande vuoto. Come colleghi vogliamo ricordarla per il suo energico impegno, portato avanti nonostante la fatica personale della sua battaglia per la salute; onore a Mariella Mularoni come figura istituzionale, ma soprattutto come donna e mamma della nostra comunità.

Comma 1: Comunicazioni

Andrea Belluzzi Segretario di Stato: È con una particolare emozione che prendo la parola e desidero ringraziare tutti coloro che sono intervenuti finora. Mi riconosco profondamente in ogni parola che è stata detta e mi permetto di aggiungere il mio personale abbraccio alle figlie, a tutti i familiari e alle persone più care di Mariella Mularoni. Ho chiesto di intervenire per fornire alcune comunicazioni; alcune di queste sono già note, ma ci tengo a ribadirle in quest’aula. Avevo già anticipato queste informazioni in Commissione I nella giornata di martedì perché mi era stato chiesto, ma avrei voluto darle direttamente oggi. Ieri il Congresso di Stato ha preso ufficialmente atto delle dimissioni, rassegnate per motivi strettamente personali, del direttore della Funzione Pubblica, l’avvocato Milena Gasperoni. Io non credo ci sia molto altro da aggiungere se non esprimere il mio più sincero ringraziamento nei suoi confronti, perché in questo anno ha voluto accettare una sfida importante, mettendosi profondamente in discussione e rinunciando persino al ruolo di consigliere per seguire questo incarico di estrema rilevanza. Lo ha fatto al meglio delle sue possibilità, ma ora ha scelto di intraprendere un’altra strada e di tornare al suo lavoro nell’ambito della statistica. In questo momento intendo ringraziarla soprattutto per i numerosi insegnamenti che mi ha trasmesso, prima come collega consigliere e poi come dirigente della Pubblica Amministrazione. Mi riferisco alle sue competenze sulla statistica e sull’informatica, ai progetti di separazione degli uffici che abbiamo portato avanti e alla visione comune che condividiamo per la realizzazione della nuova legge sulla statistica e dell’Istituto Nazionale di Statistica, che dovremmo andare a istituire entro la fine dell’anno.

Passo poi a esprimere un ringraziamento per il percorso di valorizzazione delle nostre Giunte di Castello che è stato intrapreso, con la presenza dei Capitani Reggenti nelle sedute ordinarie. Sottolineando questo aspetto, viene valorizzato il ruolo delle Giunte che intendo toccare proprio ora in sede di comunicazioni; voglio infatti ringraziare i Capitani di Castello perché insieme stiamo innescando un lavoro costruttivo e positivo con le Segreterie di Stato al Territorio, allo Sport e al Turismo. In particolare, insieme ai Capitani di Castello abbiamo realizzato uno strumento fondamentale che fino a oggi mancava: l’agenda di tutti gli eventi che avvengono sul nostro territorio. Questo strumento ci sta aiutando a coordinare gli eventi in maniera ordinata, evitando che si sovrappongano arrecando danno alla vivibilità dei centri abitati per i nostri cittadini; mi riferisco in modo specifico agli eventi motoristici. Insieme ai Capitani di Castello stiamo affrontando anche un’altra emergenza che non può più essere rimandata: il tema dei nostri cimiteri. Mi rivolgo direttamente alla cittadinanza perché siamo ben coscienti che in questo momento un cittadino sammarinese non può trovare in tutti i Castelli quella sepoltura a cui avrebbe diritto. È una risposta che dobbiamo tornare a dare nel più breve tempo possibile attraverso un progetto articolato. Ne avevamo già parlato all’inizio della legislatura in sede di un’Istanza d’Arengo e ora siamo pronti. Insieme al Segretario di Stato Matteo Ciacci e in collaborazione con la Segreteria al Territorio e l’Azienda per i Lavori Pubblici, ci presenteremo con il nostro progetto per superare l’attuale emergenza cimiteriale, pronti ad ascoltare ogni contributo migliorativo dai gruppi consiliari. Al termine di questa tornata di lavori inizieremo un ciclo di incontri per raccogliere le varie sensibilità, incontri che faremo anche in ogni singola Giunta di Castello proprio per collaborare con i Capitani su questo importante progetto.

Un altro cantiere aperto riguarda la necessità di prestare attenzione alle raccomandazioni del GRECO sulle forze di polizia. Avrete visto le ultime delibere del Congresso di Stato riguardanti l’approvazione dei regolamenti delle forze di polizia; si tratta di uno dei 21 adempimenti che il GRECO ci ha chiesto di portare avanti in seguito all’ultimo ciclo di valutazione su San Marino. Oltre a varare questi regolamenti, ci stiamo impegnando per pubblicare a breve il bando di concorso per l’arruolamento di nuovi agenti. Sto lavorando con i comandanti della Gendarmeria, della Polizia Civile e della Guardia di Rocca per alzare l’asticella e fare in modo che i ragazzi e le ragazze che entreranno nelle nostre forze di polizia arrivino già con competenze e una preparazione superiore. Investiremo di più nelle ore di formazione in vari campi, affinché chi esce dal corso riceva già in partenza una preparazione maggiore. Il tema della formazione è centrale in tutto il percorso che stiamo affrontando nella Pubblica Amministrazione. Infine, per quanto riguarda il riordino amministrativo, risponderemo nei tempi previsti all’interpellanza di Repubblica Futura sulla nomina di Luciano Calamaro come agente presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Voglio ricordare a chi ha la memoria corta che non è il primo italiano a ricoprire un incarico simile presso la CEDU e daremo una risposta puntuale su questo. Ho voluto approfittare delle sue competenze in campo giudiziario e amministrativo perché credo sia più che opportuno procedere a una riforma della nostra Avvocatura di Stato. Abbiamo bisogno di una riforma seria e non di conservatorismo, e la faremo molto bene, non si preoccupi. Il tema della Corte di Giustizia Europea va monitorato quotidianamente perché ogni sua sentenza riguarda potenzialmente ogni Paese associato. Dobbiamo investire in competenze in questo settore; ecco perché, oltre al bando per il dirigente dell’Avvocatura, procederemo a una riforma della sua struttura per valorizzare le competenze interne e riorganizzare i settori. Dobbiamo dare gli strumenti per poter vivere quotidianamente quelle Corti, non limitandoci solo alle udienze ma monitorando costantemente il lavoro, senza affidarci esclusivamente alle istruzioni diplomatiche. L’azione diplomatica va affiancata da tecnici e giuristi per rendere un migliore servizio al Paese e affrontare sfide che oggi l’Avvocatura non è messa nelle condizioni di soddisfare a causa di un forte sovraccarico di lavoro, come dimostrano i numeri delle consulenze esterne. Credo che quelle risorse vadano investite nelle persone dell’Avvocatura e in nuovi strumenti.

Matteo Ciacci Segretario di Stato: In allegato si trasmette il bilancio consuntivo del Fondo Mortalità Bestiame per l’anno 2025, redatto dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 21 aprile 2026, esaminato dal Collegio Sindacale e approvato dall’Assemblea dei Soci il 20 maggio 2026. Dopo anni caratterizzati da importanti saldi passivi, l’esercizio si chiude con un saldo passivo di soli 72,72 euro. Questo risultato è dovuto principalmente al fatto che il contributo statale è passato dai 40.000 euro del periodo 2022-2024 ai 50.000 euro del 2025; inoltre, le quote versate dagli allevatori hanno generato entrate per 12.482,59 euro. Sette allevatori con meno di 40 anni hanno beneficiato della quota agevolata al 50%, come deliberato dall’assemblea. Le liquidazioni per gli indennizzi della mortalità nel 2025, pari a 57.687 euro, si mantengono su valori importanti a causa del costante aumento del valore dei capi bovini. Il bilancio, corredato dai documenti di legge, viene trasmesso ai sensi dello statuto dal presidente del CdA Ugo Bonifazzi. 

Per quanto riguarda il bilancio di previsione 2026, le entrate previste fanno riferimento alle quote degli allevatori per 13.000 euro, al contributo statale di 50.000 euro, a interessi attivi e recupero carcasse, per un totale di 66.540 euro. Le uscite previste per indennizzi, spese di gestione e attività formative ammontano anch’esse a 66.540 euro, portando il saldo di gestione in pareggio. 

Riguardo invece al bilancio consuntivo 2024 del Fondo di Solidarietà contro le calamità atmosferiche, la gestione si è chiusa con un passivo di 6.715,94 euro. I ricavi, derivanti dalle quote dei soci, sono stati di 15.955,76 euro, a fronte di costi per 22.671 euro, tra cui spiccano gli indennizzi alle colture per quasi 17.000 euro. Il patrimonio netto alla chiusura dell’esercizio è di 140.794,28 euro. L’andamento stagionale è stato segnato da abbondanti piovosità primaverili che hanno colpito soprattutto i foraggi, con ben 24 richieste di indennizzo totali.

Maria Katia Savoretti (Rf): Vorrei esprimere alcune considerazioni su una notizia apparsa sui giornali nei giorni scorsi, riferita a una lettera di una paziente che evidenziava la volontà dell’ISS di ridurre la frequenza dello screening mammografico da uno a due anni. Secondo me di fronte a notizie simili non si può e non si deve tacere. Con questo intervento non cerco lo scontro, ma voglio approfondire e capire il perché di tale ipotesi; sono notizie che fanno accaponare la pelle al solo pensiero che a qualcuno sia venuto in mente di proporre una cosa simile. Il direttore sanitario dell’ISS ha dichiarato che la decisione non è stata ancora assunta, ma staremo a vedere se corrisponde al vero. La cosa rimane bizzarra perché da una parte abbiamo una sanità che tentenna, con servizi in bilico e carenze che non migliorano nonostante i solleciti di Repubblica Futura, e dall’altra abbiamo un servizio di screening d’eccellenza che funziona e che ora si vorrebbe ridurre. Mi chiedo se vogliate ridurre i costi della sanità in questo modo. Certamente sarete bravi a ridurli così, e forse ridurrete anche le spese per le pensioni, ma io penso che non sia sulla sanità e sulla prevenzione che si debba tagliare; bisogna iniziare da altro. Facendo prevenzione si salvano vite e si riducono i costi futuri per curare le malattie, e questa deve essere la priorità assoluta. Non accetto che certe decisioni ci vengano imposte da persone che ricoprono ruoli apicali ma forse non conoscono bene la nostra realtà. Sulla salute dei cittadini non si deve risparmiare; c’è un limite a tutto. Vediamo un governo che getta dalla finestra tantissimi soldi per cose superflue ma poi cerca di risparmiare sulla prevenzione. Se andiamo avanti così non vedo un futuro garantito. Sono state fatte campagne informative e spesi soldi pubblici per promuovere la prevenzione, e ora mettiamo tutto nel cassetto? Se l’Italia opera diversamente non mi interessa; noi dobbiamo guardare ai risultati che la prevenzione ha portato nel nostro Paese e ragionare con la nostra testa. Se i risultati ci sono dobbiamo continuare su quella strada; cambiare sarebbe un passo gravissimo. La scusa della pericolosità delle radiazioni mi sembra esagerata, visto che siamo soggetti quotidianamente a radiazioni ben più pericolose. Di scuse e incongruenze ne vediamo tante, basta leggere le ultime delibere del Congresso di Stato. La prima riguarda l’incarico di agente del governo presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo affidato all’avvocato Luciano Calamaro. Segretario Andrea Belluzzi, noi la memoria non l’abbiamo corta: chi ha svolto questo ruolo finora era residente, mentre Luciano Calamaro non è né sammarinese né residente. Abbiamo presentato un’interrogazione e vedremo la risposta del governo. La seconda delibera riguarda il bando per l’elezione del giudice di San Marino presso la CEDU, che incredibilmente è aperto anche a non sammarinesi. Se chi deve rappresentarci può non essere del nostro Paese, non so quanto la scelta sia coerente. Vedremo come andrà a finire anche per la nomina del dirigente dell’Avvocatura di Stato e per la sostituzione del dirigente della Funzione Pubblica dopo le dimissioni appena comunicate. Il Segretario ha detto che non c’era nulla da aggiungere, ma secondo me sarebbe stato opportuno aggiungere qualcosa. Spesso ci lamentiamo in quest’aula che i giovani se ne vanno, ma io dico che di fronte a come agisce questo governo fanno bene ad andarsene per trovare lavoro altrove dove vengono valorizzati. Abbiamo giovani bravi che sembrano dare fastidio, mentre si continua ad assumere persone che vengono da fuori, magari in età avanzata e che conoscono poco il nostro Paese. Sembra che al governo interessi solo mantenere la poltrona e fare bella figura, ma in questo modo ne faremo davvero poca. Guardate cosa è successo con il ricorso del governo sul caso del giudice Simoncini: ricorso rigettato e sentenza definitiva, con un aggravio di costi enorme tra l’indennizzo di 160.000 euro e le spese per i consulenti dei consulenti. Per il governo questa è stata l’ennesima pessima figura che si doveva assolutamente evitare.

Emanuele Santi (Rete): Io credo sia abbastanza imbarazzante non avere qui il Segretario agli Affari Esteri con un riferimento su quanto accaduto il 10 giugno, ovvero il continuo rimando della firma dell’accordo di associazione che non arriva. Penso che questo debba avere dei risvolti politici; un governo normale che ha fatto di questo unico punto l’obiettivo della sua permanenza in carica, dopo due anni senza risultati, sarebbe andato a casa. Ci risulta che sia arrivata una lettera durissima dai ventisei Paesi da parte della Bulgaria, che metterebbe nero su bianco che il nostro Paese non è affidabile con motivazioni gravissime. Ce lo dovete dire se questa lettera esiste o meno; questo è il manifesto fallimento politico di questa maggioranza e di questo governo. Quello che doveva essere un fatto privato, ovvero la vendita di Banca di San Marino, è diventato una questione politica perché la Democrazia Cristiana l’ha portata avanti in tutte le sedi attraverso un CdA composto da parenti e amici degli amici del partito. È diventato un affare di Stato che oggi segna il fallimento della politica della DC. Mi rivolgo ai colleghi di Libera e del PSD: se non prendete le distanze da questa vicenda gestita completamente dalla Democrazia Cristiana, diventerete loro complici. Qui serviva un riferimento del Segretario che spiegasse le motivazioni, invece si continua a rimandare. Io mi auguro che l’accordo si firmi tra qualche mese, ma con tutti i danni reputazionali che avete fatto al Paese, raccoglieremo solo i cocci. La responsabilità di come è stata gestita la vendita della banca è totalmente interna alla Democrazia Cristiana; abbiamo visto i movimenti di chi veniva qui in aula a spingere, mentre dal PSD e da Libera c’è stato il silenzio totale. 

Non si può poi ignorare quanto emerso in Commissione Sanità riguardo all’indegna decisione del Comitato Esecutivo dell’ISS di ridurre del 25% le mammografie come obiettivo di risultato. È vergognoso che lo screening più importante per prevenire i tumori al seno venga portato da cadenza annuale a biennale. Non potete dire che la decisione non è stata presa, perché gli obiettivi li abbiamo già visti e li chiederemo al Segretario di Stato Gatti facente funzione. È solo grazie ai radiologi e a chi ha saputo cosa stava succedendo se la notizia è uscita. Si vuole risparmiare sulla prevenzione efficace contro uno dei tumori più aggressivi. Portare la cadenza da uno a due anni è l’impostazione che sta seguendo l’Italia, ma questo comporta che le donne poi vadano a fare lo screening nel privato. E guarda caso, mi chiedo se sia vero che ci sia una clinica privata a San Marino che ha già acquistato un apparecchio uguale a quello pubblico con personale pronto per le mammografie. Se così fosse, vorrebbe dire che c’è una volontà precisa di spogliare il pubblico per direzionare i pazienti verso il privato, e questo non è accettabile. Mi meraviglio di Libera che ha fatto campagne sulla sanità per anni; il vostro esponente nel CE ha dato gli obiettivi per diminuire gli screening. Se la soluzione è tagliare la prevenzione, siete fuori strada. Comincio a pensare che questa cosa sia stata voluta da qualcuno per favorire il privato, e su questo troverete un muro. Dovete aprire gli occhi perché la spogliazione del pubblico a favore del privato è inaccettabile; altro che riforma della sanità, avete fatto un bel lavoro. Sull’Unione Europea abbiamo chiesto un comma specifico perché nessuno ci dice cosa stia succedendo, se arriverà la firma o se esista questa lettera durissima. State con la testa sotto la sabbia mentre l’impostazione democristiana mette a repentaglio l’accordo per fare giochini sulle banche e prendere tangenti. Sono arrivati i rinvii a giudizio e io mi chiedo chi siano questi “fighters”. Spero che nella prossima seduta vengano nominati i componenti della Commissione d’Inchiesta sul caso bulgaro, per capire finalmente chi ha fatto i giochini sulla Banca di San Marino e chi sono questi “fighters” che potenzialmente hanno preso le tangenti.

Fabio Righi (D-ML): Io ho ascoltato con estrema attenzione i riferimenti fatti dai Segretari di Stato, compreso quello riguardante il bilancio sulla mortalità del bestiame. Mi scuserete, ma in questo comma comunicazioni preferisco concentrarmi su argomenti che ritengo altrettanto importanti e che toccano da vicino la realtà del Paese. Devo dire che rimango sinceramente stupito — ma forse ormai è colpa mia o nostra che continuiamo a meravigliarci — di come la maggioranza venga in aula con estrema tranquillità a riferire su questioni sicuramente interessanti, perdendo però completamente il focus sul tema dei temi e su quello che sta effettivamente accadendo a San Marino. Chi mi ha preceduto ha già toccato diversi punti fondamentali e io credo che questo debba essere oggi il vero centro del dibattito politico. Guardandovi, sento la necessità di iniziare a chiedere delle risposte molto chiare. Lo dico perché i fatti recenti riguardano quello che voi stessi avete sempre definito il punto principe, senza il quale San Marino non potrebbe quasi più esistere, e che invece sta andando completamente in fumo. Tutto questo è compromesso a causa delle dinamiche che hanno caratterizzato il cosiddetto ormai noto “affare bulgaro”, una vicenda in cui il partito di maggioranza relativa è coinvolto a pieno titolo come autore e fautore. Secondo le nostre informazioni, su cui stiamo preparando un’interpellanza per chiedere conto al governo del suo silenzio, pare che questa situazione sia alla base della posizione espressa dal governo bulgaro in vista del Coreper del 10 giugno. Dovrete dirci se è vero che la posizione della Bulgaria è passata da quella che ci avete raccontato fino a ieri come una riserva tecnica a una riserva prettamente politica. Pare che il quadro dipinto per il nostro Paese sia allarmante e confermi quanto la mia forza politica denuncia da tempo: abbiamo la forte sensazione che il Paese sia compromesso nelle sue istituzioni e nelle regole dello Stato di diritto. Questa situazione ha già danneggiato la nostra reputazione e rischia di bloccare la nostra integrazione con l’Unione Europea perché non siamo ritenuti credibili. Arrivati a questo punto possiamo parlare di qualsiasi cosa, dei cimiteri o della moria delle vacche, ma la maggioranza dovrebbe guardarsi allo specchio e chiedersi cosa vorrà dire a se stessa tra qualche anno: se vivere di rimorsi o di rimpianti. Dobbiamo capire se vogliamo dare al Paese qualcosa di diverso o se ci stiamo banalmente uniformando al potere del momento che usa strumenti estranei alla politica. Non è la prima volta che diciamo che nel nostro Paese si vive uno stato di terrore e di omertà perché si ha paura delle ritorsioni nella sfera privata e lavorativa. Questa è una cosa gravissima che segna il totale fallimento della linea politica della maggioranza. Se non si prendono le distanze da queste dinamiche aberranti, che nulla c’entrano con la politica ma la piegano agli interessi di qualcuno, si finisce per vanificare ogni progetto e ogni sforzo. Pensate a quante iniziative e investimenti sono stati fermati solo per favorire progetti che poi esplodono creando danni enormi. Questo modo di fare deve trovare uno stop perché le conseguenze si vedono anche in settori come la sanità, che oggi è un vero colabrodo. I meccanismi legislativi introdotti danno il potere di decidere chi può fare carriera in base alla convenienza del Comitato Esecutivo, dove siedono persone con una connotazione politica molto spiccata. Quello che è successo sulle mammografie è solo l’ultimo esempio di ciò che accade all’interno del nostro Istituto di Sicurezza Sociale. Sull’accordo di associazione, forse nulla avviene per caso; ci sarebbe la possibilità di riaprire un ragionamento in collaborazione con la parte italiana che è stata esclusa. Dobbiamo capire strategicamente quale posizione avere in un quadro internazionale che muta giorno dopo giorno. Ci risulta inoltre che ci siano grossi problemi con gli investimenti sul parco fotovoltaico a Faetano; vorremmo sapere se i lavori sono partiti o se il campo si allaga. Noi abbiamo lanciato anche una proposta sul nucleare, non perché sia una soluzione immediata, ma perché serve una programmazione seria. A noi non piace boicottare le iniziative per poi riproporle modificate anni dopo facendole passare per proprie, come è stato fatto per la digitalizzazione. Questa compagine di governo non ha più credibilità né serietà. L’invito che faccio è quello di aprire un ragionamento politico profondo per ridare credibilità alla Repubblica e avere una programmazione decennale che guidi il Paese nel futuro che aspetta noi e l’intero continente.

Antonella Mularoni (Rf): Io sono felice che il Segretario agli Affari Esteri sia finalmente arrivato in aula perché ritengo doveroso un suo riferimento su quanto sta accadendo a Bruxelles. Leggiamo notizie molto poco incoraggianti sulla firma dell’accordo di associazione con l’Unione Europea, una situazione che sta creando problemi anche ad Andorra. Auspicavamo che, vista l’importanza della materia, questo sarebbe stato il primo punto affrontato, invece abbiamo sentito parlare di mucche e cimiteri che, con tutto il rispetto, non possono essere l’unica priorità. Secondo me dobbiamo guardare innanzitutto a ciò che può dare ragioni di sviluppo e fiducia ai nostri giovani. Siamo in una situazione insostenibile. Il Congresso di Stato ha sempre negato collegamenti tra le vicende interne e la posizione della Bulgaria, ma ora sembra esistere un documento ufficiale che trasforma la riserva tecnica in una riserva politica. Questo è il fallimento di questo governo e di chi ha voluto tenere in piedi la scorsa legislatura promettendo una firma imminente. Oggi siamo in un buco nero e non sappiamo quando ne usciremo. Oltre a questo, la gestione quotidiana della cosa pubblica è assolutamente inadeguata per un Paese che ha necessità di ricorrere al debito pubblico. Vedo soldi buttati letteralmente dalla finestra. Ricordo, solo a titolo emblematico, i 24.000 euro dati a un giurista italiano per curare l’istanza di riesame dei ricorsi Felice e Simoncini contro San Marino, soldi finiti nel bidone perché non sono serviti a nulla. Poi vi siete inventati l’agente del governo prendendo un altro pensionato italiano, dimostrando un atto di sfiducia crescente verso i giovani sammarinesi. Questo signore, che dai curriculum online non sembra conoscere nemmeno l’inglese, probabilmente non conosce neppure il nostro ordinamento. Eppure costerà più del precedente agente, anche perché gli è stata data un’ulteriore consulenza da 35.000 euro per fare il dirigente dell’Avvocatura. Il Segretario Belluzzi dice che l’Avvocatura va migliorata, ma voi gestite la Pubblica Amministrazione da anni; avete assunto un mare di gente, eppure non siamo mai pronti e serve sempre altra formazione o altri consulenti esterni pagati con i soldi del debito. Senza l’accordo di associazione non c’è prospettiva internazionale per gli imprenditori. Il debito è una certezza e spenderlo così allegramente significa che qualcuno, in futuro, dovrà restituire questi soldi con enorme fatica. A fronte di questo, le grandi idee sono quelle di ridurre le mammografie per le donne sammarinesi da una all’anno a una ogni due anni. Non venite a dirci che la decisione non era stata assunta; probabilmente ora state tornando indietro rispetto a una scelta già presa per fini di risparmio apparente. Intanto il costo del personale è aumentato di 19 milioni dal 2015 senza che i risultati si vedano. Non credo che questo governo possa continuare a governare il Paese in questo modo; non basta sostituire un Segretario di Stato. In soli due anni avete fatto una miriade di danni. Pensiamo alle spese per il trenino: vorremmo sapere quanto è costato fare cento metri di rotaia, se siamo vicini al milione di euro. Bisogna determinare le priorità e dare un futuro ai giovani. Le valutazioni internazionali prendono come base la firma dell’accordo; se questa prospettiva si allontana, bisogna pensare ad altro. Voi demotivate anche il personale della Pubblica Amministrazione che si sente sempre considerato inadeguato a favore di super-consulenti esterni che non danno risultati. Forse dovreste interrogarvi sulle persone che vi consigliano. Pensate davvero che a Strasburgo il governo perda le cause solo perché l’agente non è adeguato e non per gli errori fatti nel cambiare l’ordinamento giudiziario? In questa legislatura avete persino attaccato i giudici della Corte Europea; queste cose all’estero le sanno e non fa bene al Paese. Purtroppo queste scelte torneranno a casa e le pagheremo tutti quanti.

Michele Muratori (Libera): Ci sono talmente tanti temi di cui si potrebbe parlare nel comma comunicazioni, ma poiché è stato tirato in ballo il partito che rappresento sulla questione della prevenzione e della sanità, sento il dovere di rispondere per portare un pizzico di equilibrio in un dibattito che a tratti è stato mistificatorio. Vorrei partire citando il ricercatore Marc Bloch, il quale sosteneva che la storia è una scienza al pari della biologia e della medicina perché si basa su prove provate. La medicina moderna si basa sulla “Evidence Based Medicine”: nulla è fatto senza che sia frutto di evidenza scientifica. Quando si opera un paziente o si fa una procedura diagnostica è perché è stata dimostrata la sua efficacia. La scienza non fa spending review, ma fa un uso consolidato delle risorse perché quell’agire è provato come davvero efficace. Parlando dello screening mammografico, ci riferiamo a una prevenzione secondaria, ovvero a una diagnosi precoce di una malattia esistente su una popolazione che fino a quel momento è sana. A San Marino 9.000 mammografie hanno intercettato 41 casi nel 2025 e 60 nel 2024 (circa lo 0,67% dei casi): questo è un dato che dobbiamo conoscere. In tutto il mondo occidentale i sistemi sanitari accettano linee guida internazionali che prevedono una mammografia ogni due anni tra i 50 e i 70 anni. In Italia e nel Regno Unito questa cadenza può iniziare a 45 anni con una frequenza annuale, seguita da quella biennale fino ai 70 anni. Sopra i 75 anni si fa ogni tre anni perché non è più giustificato sul piano scientifico. Attualmente a San Marino non si applicano linee guida che derivano strettamente dalla scienza e questo ci impone di porci delle domande. Dobbiamo sapere se il percorso fatto a San Marino vada nella stessa direzione del resto del mondo. Sappiamo che i tumori derivano da virus, sostanze chimiche o radiazioni ionizzanti; la mammografia stessa si fa con le radiazioni. Io, come operatore sanitario, ho il dovere di dire cosa è previsto dai piani sanitari mondiali. Riguardo agli obiettivi di budget, forse sono stati confusi con la “spending review”. L’obiettivo di budget rappresenta la declinazione numerica del piano strategico aziendale per il miglioramento di un servizio; non è un’imposizione, ma si concorda con gli operatori del servizio. Se un direttore propone di tornare alle linee guida internazionali per destinare tempo e risorse ad altri tipi di prevenzione, non potete dire che questo governo non sostiene la prevenzione; semplicemente si scelgono altri settori. Negli obiettivi di budget, come anticipato dal Segretario Marco Gatti, non si è parlato di tagli, anzi è stato proposto di avviare uno studio clinico qualora si volesse continuare con la cadenza annuale. Dire che Libera o la maggioranza vogliano fare cassa sulla prevenzione dei cittadini è una totale mistificazione della realtà; sulla sanità non è nostra intenzione risparmiare a tutti i costi.

Matteo Ciacci Segretario di Stato: Devo dire che, dopo l’intervento del collega che mi ha appena preceduto, non ho quasi nient’altro da aggiungere; anzi, penso che Libera potrebbe avere un candidato davvero serio per la Segreteria alla Sanità. L’intervento del consigliere Muratori è stato veramente molto efficace e credo che una cosa vada detta con estrema chiarezza: sulla prevenzione non si può assolutamente scherzare, ma bisogna continuare a investirci. Io non credo affatto che il nuovo Comitato Esecutivo abbia agito in modo diverso rispetto a quello che abbiamo sempre sostenuto politicamente. Secondo me sulle cure di prossimità sono stati fatti dei passi in avanti importanti; non sono stati più buttati via soldi inutilmente in progetti faraonici come il nuovo ospedale e, al contrario, si sta lavorando molto di più sui centri sanitari di territorio. Ho apprezzato molto, al di là delle battute, l’intervento del consigliere Muratori perché ha riportato nel giusto alveo una discussione che, capisco bene, faccia molta presa tra la popolazione. Ma voglio dire chiaramente che se ci fosse stato anche solo il minimo dubbio sulla possibilità di ridurre la prevenzione in settori così delicati, ecco, ci sarebbe stata la nostra ferma contrarietà. Però non è così, e lo hanno chiarito bene sia il Segretario di Stato Gatti in Commissione IV, sia lo stesso consigliere Muratori poco fa. Per il resto, io penso che le vicende che hanno caratterizzato l’attività del governo non possano essere sintetizzate esclusivamente con un atteggiamento semplicistico o definendole “disastrose”, come qualche collega dell’opposizione ha voluto dipingere. È evidente che il nodo dell’accordo di associazione con l’Unione Europea sussista; c’è una questione aperta con la Bulgaria, un nodo politico e tecnico su cui il governo è certamente impegnato. Proprio oggi c’è stata una visita con il Ministro cipriota, che presiede la Commissione Europea in questo periodo, e credo che questo sia un elemento molto importante. Sapete, io cerco sempre di essere estremamente pratico: l’accordo di associazione è un obiettivo di governo e di legislatura, ed è un obiettivo che va certamente raggiunto. Su questo non ci possono essere chiaroscuri o posizionamenti differenti; non c’è alcun cambio di rotta da parte della maggioranza e del governo, l’obiettivo principale va centrato e i fatti valgono più di tante parole. Riguardo alla questione bancaria e finanziaria, io penso che gli aspetti finanziari possano farci sorridere, considerando che sia il Fondo Monetario Internazionale che le agenzie di rating hanno evidenziato come il nostro Paese continui a essere sempre più appetibile e in crescita rispetto agli standard economici principali. Questo è un passaggio fondamentale che, in una lettura semplicistica, può essere omesso, ma non deve esserlo in una valutazione complessiva. Se l’associazione con l’Unione Europea è uno degli obiettivi principali, non si può nascondere la verità. È vero che esistono delle criticità e delle difficoltà rispetto alla Banca di San Marino e alla Bulgaria, ma queste criticità vanno risolte politicamente, diplomaticamente e sotto molti altri punti di vista. Questo è un passaggio delicato da affrontare facendo squadra, unendo il governo, la maggioranza e spero davvero anche l’opposizione. Anche sulla vicenda bulgara bisogna essere chiari: ho letto proprio ora le notizie dei rinvii a giudizio per quegli interlocutori che si erano approcciati per la vendita della Banca di San Marino. Qui non stiamo parlando di un’azione politica o diplomatica intempestiva da parte delle istituzioni, ma semmai del fatto che si sia agito nel rispetto dello Stato di diritto della nostra Repubblica. Il Tribunale ha avviato un’indagine che sta dando i suoi frutti e questo è un sistema Paese che va protetto; ci ha sempre contraddistinto l’essere una terra dove lo Stato di diritto deve essere salvaguardato. Questo approccio non può essere messo in discussione, anche nei confronti degli altri organismi internazionali. Io penso sia sciocco e stupido pensare che il nostro Paese possa andare in guerra con tutti per questioni esclusivamente personali o privatistiche; l’atteggiamento diplomatico deve essere portato avanti in maniera diversa. Ad esempio, credo sia stato poco produttivo l’approccio sulla giustizia degli anni scorsi, quando c’era lo scontro tra fazioni in Tribunale; quelle scorie purtroppo ci sono ancora oggi e vengono portate avanti a discapito del Paese. Voglio essere ancora più chiaro: nel periodo in cui c’erano quegli scontri e nel settore bancario si rischiava di far saltare finanziariamente il Paese, sono state fatte delle azioni che fortunatamente sono state limitate. Poi, dal mio punto di vista, anche nel 2019-2020 l’atteggiamento tenuto ha riappianato la situazione in Tribunale, ma le scorie di quello scontro tra fazioni ce le ritroviamo ancora davanti. Noi siamo qui a leccarci le ferite, ma sulla vicenda della CEDU cosa c’entra la politica? Sono sempre questioni interne al Tribunale. Io credo che il nostro Paese oggi debba invece elevare le proprie relazioni; spero che in maggioranza e al governo questo approccio venga definitivamente cambiato. Chiudiamo col passato e guardiamo al futuro, anche perché i dati macroeconomici, grazie all’azione di questo governo, ci danno ragione. È un peccato scivolare su bucce di banana quando stiamo avanzando e dando risposte su tanti fronti. Abbiamo un ordine del giorno strapieno di argomenti e temi importanti per la cittadinanza; non dobbiamo impantanarci in vicende che hanno stancato e che riguardano pochi addetti ai lavori, ma che mettono in difficoltà la reputazione del Paese. Finisco dicendo che, visto che ci sono state battute sui cantieri e sulle iniziative sul territorio, se aveste fatto voi quello che abbiamo fatto noi in due anni di governo, forse staremmo parlando di un’altra storia. Io sono onorato di avere a che fare ogni giorno con cantieri che partono e si concludono, non con soldi buttati in consulenze come accadeva in passato senza che partisse un solo progetto. Noi abbiamo avuto un approccio diverso e lo rivendichiamo; capisco che dia fastidio, ma ogni tanto dovreste ammettere i risultati invece di parlare solo di disastro, altrimenti saremo costretti a terminare questa legislatura fino al 2029 perché l’obiettivo è proprio questo. L’opposizione a volte potrebbe fare ragionamenti politici diversi, ma invece continuate a puntare contro tutto e tutti, nonostante i risultati siano assolutamente diversi.

Luca Gasperoni (Pdcs): Nonostante i tanti temi sollevati dall’opposizione in questo comma comunicazioni, io credo che oggi sia giusto soffermarsi un momento a riflettere su una notizia che non riguarda una singola parte politica, ma l’intero Paese. L’Agenzia Internazionale Standard & Poor’s ha innalzato il rating sovrano della Repubblica di San Marino, collocando il nostro Paese nella fascia alta dell’Investment Grade. Non si tratta di una semplice sigla per addetti ai lavori; dietro quel giudizio c’è una valutazione approfondita della credibilità, della solidità e delle prospettive della nostra nazione. Quando un’agenzia indipendente migliora il rating di uno Stato, sta dicendo agli investitori, alle imprese e ai mercati che quel Paese è affidabile, che i suoi conti pubblici sono gestiti con prudenza e che le prospettive economiche sono positive. Leggendo il report emerge un messaggio chiaro: San Marino oggi viene percepita come una Repubblica più forte, stabile e resiliente rispetto al passato. Standard & Poor’s individua tre ragioni fondamentali per questo miglioramento. La prima è la solidità dell’economia sammarinese, produttiva e capace di distinguersi per la forza del settore manifatturiero e per la capacità di esportazione. La seconda ragione è la prudenza nella gestione delle finanze pubbliche; viene riconosciuta la capacità di contenere il debito e di mantenere sotto controllo la spesa. In anni in cui molti Paesi europei affrontano difficoltà sui conti pubblici, San Marino viene indicata come un esempio di responsabilità. La terza ragione riguarda la stabilità finanziaria, con i progressi nel sistema bancario e l’accesso della Banca Centrale al programma EURET della Banca Centrale Europea. Anche se questo acronimo può dire poco ai cittadini, il suo significato è enorme: significa che oggi la nostra capacità di affrontare eventuali tensioni finanziarie è molto più forte. Nel report vengono citati positivamente anche il turismo, la crescita dell’occupazione, la capacità di attrarre investimenti e il percorso verso l’accordo di associazione con l’Unione Europea. Sono elementi che raccontano di una San Marino che guarda avanti, che investe nella qualità e punta sull’innovazione tecnologica per creare lavoro qualificato per le nuove generazioni. Significa che le scelte che stiamo compiendo oggi costruiscono opportunità per il futuro. Naturalmente non dobbiamo cadere nell’autocompiacimento; lo stesso report ricorda che esistono ancora sfide importanti, come il completamento del rafforzamento del settore bancario e l’aumento della competitività, ma proprio perché siamo consapevoli delle difficoltà questo risultato assume ancora più valore. Il rating non è un punto di arrivo, ma la conferma che la direzione è quella giusta. È un riconoscimento per l’intera comunità sammarinese. Il nostro compito ora è trasformare questa maggiore credibilità internazionale in nuove opportunità di sviluppo, occupazione e benessere per i cittadini.

Matteo Casali (Rf): Io volevo fare un intervento unitario, ma l’opportunità mi spinge a spigolare un po’ qua e là. La prima cosa su cui voglio concentrarmi è quella tecnica mediatica di bassa lega, ormai invalsa in questo Paese, che consiste nel creare un’emergenza — o magari lasciare che si esacerbi — per poi annunciare l’intervento, gonfiare il petto e dire “adesso ci pensiamo noi”. Mi riferisco alle notizie sulla questione dei cimiteri. Ma dobbiamo imparare solo adesso che i cimiteri a San Marino sono un problema? È una questione che nasce almeno dalla scorsa legislatura, ma ci svegliamo improvvisamente e annunciamo la task force. Ce lo ricordiamo tutti il regolamento di polizia mortuaria con le estumazioni coatte che non siamo stati in grado di portare avanti? Anziché annunciare interventi all’ultimo minuto, per favore rimboccatevi le maniche e fate quello che dovete, perché se si fosse fatto dall’inizio saremmo molto più avanti. C’è poi il tema di cronaca dell’esito negativo del ricorso di San Marino alla Grande Camera della CEDU sul caso Simoncini. Simoncini è stato travolto dalla legge del “reset” della politica in Tribunale, il primo atto del governo della scorsa legislatura. E non venite a dirmi che non c’è niente di politico. Abbiamo assistito alla ricusazione del nostro rappresentante alla CEDU, un atto vergognoso, e a un ricorso che vi avevamo detto avrebbe solo aggravato la nostra posizione internazionale. Invece no, siete andati avanti e avete fatto una figura becera. Il panel dei giudici che ha esaminato e respinto il ricorso era composto da almeno 24 giuristi diversi; altro che la vostra interpretazione sulla rappresentanza a Strasburgo. Quelle persone dovrebbero alzarsi e chiedere scusa, perché quella sentenza dice che lo Stato di diritto e i diritti dell’uomo sono stati violati. È la “pistola fumante” di quello che è successo in Tribunale, un fumo che hanno visto fin da Strasburgo mentre la politica faceva finta di niente. Chi ha avuto ruoli di responsabilità nella giustizia in quella situazione dovrebbe solo chiedere scusa. Cambio completamente discorso per parlare della notizia apparsa sugli organi di stampa riguardo al Comitato Esecutivo dell’ISS. Pare che siano stati posti degli obiettivi di budget per risparmiare sullo screening mammografico, con l’obiettivo di ridurre la spesa del 25% passando da una frequenza annuale a una biennale. Di fronte a questo, il Comitato Esecutivo dice che non è stata presa alcuna decisione e che bisogna avviare studi. Io apprezzo la dotta dissertazione del collega di maggioranza, ma mi sembra abbia fatto più confusione che altro. Qui le domande sono semplici: è vero o no che questi obiettivi di budget sono stati posti dal Comitato Esecutivo e che i professionisti devono sottoscriverli pena la perdita di parte dello stipendio? È vero o no che questi obiettivi sono stati posti prima ancora degli studi clinici? Una dirigenza seria non pone obiettivi di budget così, tanto per parlare. È vero che gli studi dell’unità di radiologia sono arrivati solo dopo la discussione sul budget? Se i medici non si fossero opposti, probabilmente la mammografia sarebbe passata da annuale a biennale senza che nessuno dicesse nulla. Questi obiettivi erano condivisi dalla politica? Perché se il Comitato Esecutivo li ha posti, o lo ha fatto d’accordo con la politica o ha disatteso il piano sanitario. La cosa più sconvolgente è la risposta del Comitato Esecutivo che parla della necessità di valutare la sicurezza e la frequenza degli esami, citando la pericolosità delle radiazioni. Anche qui: o abbiamo sottoposto le donne sammarinesi a un rischio negli ultimi dieci anni, oppure quello che state facendo si chiama “procurato allarme”. Prima che le donne si allontanino da questo importante strumento di prevenzione, voglio dire chiaramente che la mammografia è sicura e bisogna avvicinarsi con fiducia. Il messaggio che state mandando è pericoloso. La verità è che il Comitato Esecutivo ha un approccio puramente algebrico al bilancio e si limita a fare le somme, invece di avere una visione strutturale. Qualcuno di voi diceva di identificarsi con la “sanità del fare”, ma io mi chiedo se vi identifichiate in questa realtà.

Marco Gatti Segretario di Stato: Mi pare che l’opposizione sia in un momento di forte tensione; siamo partiti con attacchi a tutto tondo basati molto sul sentito dire e su processi alle intenzioni. Conoscete bene la procedura di come vengono definiti gli obiettivi, visto che è stata applicata anche nella scorsa legislatura: si parte da una proposta del Comitato Esecutivo o del Direttore di Dipartimento e poi c’è una discussione. Sulla questione dello screening mammografico è nata molta confusione partendo probabilmente da un confronto tra il Direttore Sanitario e i medici, ma non è stato adottato alcun provvedimento e non è stato assegnato nessun obiettivo di budget in questo senso. A seguito della discussione è stata interessata anche la Segreteria per chiedere un orientamento basato sulle evidenze scientifiche e su ciò che fanno altri Paesi. Noi abbiamo risposto semplicemente che il nostro obiettivo è migliorare la prevenzione, perché prevenire costa molto meno che curare; prima di trarre conclusioni o assegnare obiettivi, dobbiamo mettere sul tavolo un miglioramento del processo di screening. Lo confronteremo, ma oggi non abbiamo ancora le condizioni per farlo perché non c’è una valutazione ufficiale su come mitigare eventuali rischi legati alle attività sanitarie. Sappiamo che ogni esame porta con sé dei rischi e l’obiettivo, grazie alle nuove tecnologie, è proprio quello di abbassarli. Tutto il resto che sento in aula è allarmismo. Lo screening non è stato cambiato e una eventuale riduzione sarà valutata solo dopo adeguati approfondimenti. Voglio ribadire che il miglior risparmio per lo Stato è la prevenzione, insieme alla lotta agli sprechi e agli abusi. Quando parliamo di appropriatezza, intendiamo proprio la lotta all’abuso. Ho sentito attacchi pesanti a questo governo definito un “disastro”, ma mi sembra che chi ci legge da fuori dica l’esatto contrario. Proprio nelle settimane scorse sono arrivati i giudizi del Fondo Monetario Internazionale e di agenzie come Standard & Poor’s, Fitch e DBRS; tutti danno atto della buona conduzione della cosa pubblica, dello sviluppo e della diminuzione del debito. Allora mi domando di cosa stiate parlando. Non siamo perfetti e facciamo degli errori, ma dire che stiamo rovinando il Paese fa ridere chiunque si trovi al bar. Quello che fa presa è creare allarmismo sullo screening per dire che vogliamo risparmiare o che le tasse sono devastanti, ma i fatti dicono altro. Io credo che il modo migliore di fare gli interessi della Repubblica sia quello di sollecitare il governo sui temi dove è più debole, non generare allarmismo, perché alla prova dei fatti il governo sta dimostrando che la strada intrapresa è quella corretta.

Nicola Renzi (Rf): Segretario di Stato Gatti, io e lei frequentiamo dei bar diversi, dobbiamo dircelo. Partiamo da qui e iniziamo a mettere in fila le cose con serietà. Io non ho mai visto un momento così difficile per il nostro Paese come quello che stiamo vivendo in queste giornate. Se ora il Segretario di Stato Beccari si alzasse per dirci che l’accordo di associazione è stato finalmente firmato o che lo sarà tra una settimana, sarei il primo a essere contento e ritirerei parte di quello che dico, ma per il resto dobbiamo analizzare le cose con precisione. Purtroppo non esistono solo le agenzie di rating, che a volte vengono ingaggiate con contratti particolari o tramite agenzie di lobbying per aumentarne il punteggio; va bene, si gioca anche questa partita, ma se si vuole leggere correttamente il report del Fondo Monetario Internazionale si vedono ombre importanti oltre alle luci. E a questo si aggiunge il fatto che molte famiglie a San Marino stanno iniziando a fare fatica ad arrivare alla fine del mese; è inutile fare dibattiti in Consiglio sulla povertà che aumenta e poi dire che i conti pubblici sono meravigliosi. Bisogna rendersi conto della situazione. Abbiamo diverse problematiche gravi che arrivano da più fronti: la Corte Europea dei Diritti dell’uomo ci ha detto cose precise, si sta aprendo un arbitrato internazionale che dovrebbe preoccupare chiunque gestisca la cosa pubblica e si celebrerà persino un processo per un tentativo di colpo di Stato nel nostro Paese. L’accordo di associazione, l’obiettivo fondamentale degli ultimi governi, si è clamorosamente impantanato. Abbiamo quasi dichiarato guerra a uno Stato membro dell’Unione Europea. Di fronte a tutto questo, rimango stupito che nessuno si renda conto della gravità della situazione: si mette da parte l’accordo, si mette da parte la giustizia, si mette da parte la questione dei bulgari e si va a fare cassa sulla pelle delle persone con la questione delle mammografie. Queste non sono cose che capitano per sfortuna; il rigetto da parte della CEDU non è casuale, così come non lo è il fallimento del tentativo di ricusazione. Sono state tutte scelte vostre, del Congresso di Stato supportato dalla maggioranza. Questa è la visione che hanno di noi all’estero. Voi pensate bene di dare consulenze esterne appaltando tutto fuori perché pare che qui dentro non ci siano professionalità da valorizzare. Gli esperti che abbiamo a San Marino li insultiamo dai microfoni di quest’aula e cerchiamo consulenti fuori pagandoli decine di migliaia di euro. Avete persino aperto il bando per il nuovo giudice a Strasburgo a cittadini non sammarinesi per la prima volta. Noi siamo profondamente contrari a questa gestione che segna il fallimento della linea politica di una certa classe dirigente democristiana. L’ultima volta il consigliere Massimo Ugolini urlava che i giudici di Strasburgo erano tutti corrotti; ma vi rendete conto? La prima legge della passata legislatura è stata valutata come un tentativo di eludere lo Stato di diritto. E riguardo all’accordo di associazione, qualcuno di voi si è messo nelle trattative per la vendita della banca. Ricordo bene i vostri interventi in Consiglio quando dicevate che la Bulgaria era un Paese serio e che gli investitori avevano diritto di venire qui; oggi invece sono diventati i nemici pubblici numero uno e l’accordo non si fa. Noi mettiamo sul tavolo tutta la nostra preoccupazione perché state facendo in modo che San Marino si metta contro il mondo intero: l’Europa, gli investitori, le corti internazionali. Questo quadro è un disastro e non si può rispondere semplicemente dicendo di “fare squadra”. La risposta deve essere un’altra: vi dovete fermare, ragionare su quello che avete fatto e cambiare il quadro politico, perché così non si può andare avanti. L’ultima ciliegina sulla torta è la nomina del prossimo Segretario alla Sanità: ci avete detto che lo nominerete nel prossimo Consiglio e pare che la scelta sia caduta su Gian Carlo Venturini. Peccato che, in base alla legge, lui non possa diventare Segretario di Stato. Mi sembra una barzelletta: non riuscire nemmeno a interpretare una legge per capire chi può essere nominato. Magari troverete un consulente che per 50.000 euro vi farà un’interpretazione autentica, mentre per le mammografie dite che i soldi non ci sono. È una vergogna e vedo che tutto sta andando a scatafascio; fermatevi e assumetevi le vostre responsabilità.

Massimo Andrea Ugolini (Pdcs): Intervenendo subito dopo Renzi, devo dire che lo vedo sempre intento a dipingere la situazione del nostro Paese come la più drammatica possibile. Cominciamo dalla giustizia: quello che ha appena annunciato al microfono non corrisponde affatto alla realtà dei fatti. Nessuno ha descritto la situazione di Strasburgo nel modo in cui l’ha fatta lui; è certamente molto bravo con le parole a edulcorare fatti del passato che però non corrispondono assolutamente al vero. È evidente che qualcuno sia stato toccato nel vivo, perché reazioni simili si hanno solo quando qualcosa fa male a qualcuno. Vorrei solo ricordargli che, dati alla mano, se andiamo a leggere la relazione sullo stato della giustizia del 2022 — ovvero l’eredità che abbiamo ricevuto proprio dalla sua gestione alla Giustizia — si parla di ben dodici fascicoli aperti tra magistrati. Dodici denunce che i magistrati si sono fatti tra loro: vi sembrava un clima tranquillo quello? Lo chiedo perché alla fine sembra che chi oggi dipinge il mondo nel modo più brutto sia lo stesso che prima sosteneva di aver fatto le migliori cose possibili. Sulla questione di Adesso.sm, per carità, non potrà durare all’infinito, ma mi pare che Renzi e la sua forza politica abbiano delle responsabilità ben precise che non si possono ignorare. Io mi prendo le mie: ho portato avanti la delega alla giustizia, posso aver fatto cose buone o meno buone e credo, come tutti, di poter aver commesso degli errori. Ma se devo pagare io per quello che è stato fatto in quel periodo, allora cominciamo a guardare anche tutti i danni economici causati ai tempi di Adesso.sm, con le manleve date alla Cassa di Risparmio e tutti i vari dissesti bancari e finanziari. Andiamo a vedere tutte le delibere di quel Congresso di Stato e poi tiriamo la riga. Io penso e spero che, nell’interesse di tutti, si possa finalmente guardare avanti, smettendola di descrivere un Paese che non esiste. Lo ha detto bene il Segretario di Stato per le Finanze: se dall’esterno ci leggono in maniera diversa è perché vedono in San Marino un Paese virtuoso e sano, che sta facendo dei miglioramenti. I dati economici ci vengono incontro, la disoccupazione di fatto in questo momento fortunatamente non c’è e il settore economico sta rispondendo in maniera positiva. Persino la riforma dell’IGR, che era stata dipinta come la peggiore riforma possibile, si sta rivelando un buon lavoro di modifica delle impostazioni fiscali sul territorio. Abbiamo il Segretario di Stato Ciacci che è molto attivo e sta cercando, insieme agli altri Segretari, di riordinare tante infrastrutture ferme da tempo: finalmente le telecomunicazioni e i telefoni funzionano su tutto il territorio, per non parlare della rete stradale che spesso dimentichiamo. Il Segretario di Stato Bevitori sta lavorando sull’aspetto della raccolta indifferenziata su tutto il territorio. In Commissione IV abbiamo portato un provvedimento per dare una forte spinta alla riqualificazione degli impianti, siano essi sportivi o scuole; c’è una volontà trasversale di dare un segnale positivo non solo per chi ci legge da fuori, ma anche per chi vive all’interno del nostro Paese. Invito veramente tutti a fare uno sforzo per non dipingere sempre un Paese allo sfascio, perché non è così. Sicuramente lavorando si commettono errori, ma guardando lo stato dell’arte si vede che sono stati fatti tantissimi passi avanti. Ci sono due dossier fondamentali su cui il Paese deve interrogarsi e lavorare: uno è l’accordo di associazione con l’Unione Europea, un percorso in itinere che speriamo di perfezionare prima dell’estate, e il secondo è la soluzione di stabilità per Banca di San Marino, segnata dalle dinamiche dell’affare bulgaro. Io sono curioso quanto il consigliere Emanuele Santi di vedere gli atti del tribunale; non c’è alcun problema, ci sarà anche una commissione d’inchiesta politica per accertare le responsabilità e capire chi siano questi ipotetici “fighters”. Vogliamo sapere tutti se qualcuno è stato connivente rispetto ai reati di corruzione o di amministrazione non fedele. Aspettiamo gli atti del tribunale e le verità giudiziarie per poi comprendere la verità politica, perché l’unico interesse superiore è far sì che il sistema bancario e finanziario trovi stabilità, per la salute della nostra economia.

Paolo Crescentini (Psd): Capisco perfettamente che l’opposizione debba fare il suo mestiere e cercare criticità nell’operato del governo, però l’onestà intellettuale vorrebbe che venissero riconosciuti anche i risultati positivi di questa maggioranza. Lo hanno già citato altri colleghi: gli attestati di stima che arrivano dagli organismi internazionali sono lo specchio di un’economia che sta bene e che ha il segno positivo. Mi meraviglia che arrivino solo critiche anziché attestati di stima; se l’opposizione avesse veramente a cuore il Paese, dovrebbe riconoscere che questi risultati vanno a beneficio di tutta la collettività. Dispiace non sentire giudizi positivi, anche perché questo governo e questa maggioranza stanno lavorando sodo, come dimostrano i tanti progetti di legge licenziati dalle commissioni. Faccio parte della Commissione IV che ha licenziato provvedimenti importanti, come il progetto di legge a sostegno della famiglia e quello sulla pianificazione territoriale. Proprio ieri è stato adottato anche il provvedimento sullo sport e sul patrimonio immobiliare del nostro Paese. Un altro progetto fondamentale è quello di iniziativa popolare sul fine vita, per il quale ringrazio l’Associazione Emma Rossi e il Movimento Rete, che ha presentato a sua volta un provvedimento permettendo questa discussione. Questi provvedimenti hanno una valenza etica altissima e avrebbero dovuto trovare una condivisione unanime in commissione. L’Associazione Emma Rossi ha espresso dispiacere per la mancata condivisione, ma io credo che chi si è presentato ai lavori sia arrivato con lo spirito di voler spaccare la maggioranza. Non mi riferisco certo a Rete o a Domani Motus Liberi, quindi è chiaro a chi mi riferisco: qualcuno era convinto di poter giocare sulle sensibilità per poi fare da ago della bilancia, ma non è andata così e quel qualcuno è uscito dalla commissione con la coda tra le gambe. Avete comunque tempo per rimediare in seconda lettura, magari sostenendo allora questo provvedimento così importante. Tutto questo dimostra che stiamo lavorando in maniera puntuale da due anni; possiamo fare errori, ma li facciamo in buona fede e con la voglia di contribuire al Paese. Qualcuno ha criticato il fatto che i cimiteri non sarebbero una priorità, ma questo governo ci ha messo mano e il Segretario di Stato Andrea Belluzzi sta cercando di risolvere un problema che è sotto gli occhi di tutti. Permettetemi una battuta, visto che siamo in tempo di esami di maturità: credo che questo governo e questa maggioranza siano stati promossi con la lode. Spesso in quest’aula viene criticato il progetto del trenino, parlando di soldi buttati per una struttura inutile. Io dico che allungare le rotaie è un punto di partenza importante, anche come attrazione turistica. Capisco che dia fastidio vedere un governo che mette a terra le idee, specialmente a chi in passato ha lasciato per aria idee come dirigibili e monorotaie; quelli sono rimasti sogni campati in aria, o forse incubi, mentre il trenino è un progetto concreto che i Segretari di Stato Federico Pedini Amati e Matteo Ciacci hanno realizzato. Evidentemente qualcuno è dispiaciuto perché c’è chi le idee le ha e riesce anche a farle; dobbiamo andare avanti così, perché siamo sulla strada giusta.

Luca Beccari Segretario di Stato: Forse il caldo di questa estate che stentava a partire ha scaldato un po’ troppo gli animi in aula. Non voglio essere provocatorio, ma diventa difficile non esserlo dopo aver ascoltato certi attacchi contro il governo, la maggioranza e la Democrazia Cristiana; bisogna cercare di fare un po’ d’ordine. Mi si dice al microfono che questo momento di apparente stop dell’accordo di associazione debba servirci per ricalibrare la strategia, ripartendo dal rapporto con l’Italia. Come dire: azzeriamo tutto e ricominciamo. Peccato che l’Italia, per voce dei suoi massimi rappresentanti, abbia sempre ribadito che l’accordo di associazione è la via maestra. Non so che tipo di azzeramento dovremmo fare, specie se poi dopo otto secondi ci venite a dire che dobbiamo costruire centrali nucleari, magari pure prima dell’Italia che ne discute da cinquant’anni. Magari apriamo anche una casa da gioco o qualche casa d’appuntamento e poi vediamo come ci traghetta l’Italia verso l’Europa. Questa sarebbe la strategia? E poi veniamo sbeffeggiati noi per mancanza di visione; credo sia colpa del caldo. Non mi piace la contrapposizione forzata tra maggioranza e opposizione, ma mi dà fastidio la mancanza di memoria. Mi dispiace sentire critiche sull’uso di consulenti quando chi muove queste accuse, meno di sei anni fa, affidava l’intera governance del sistema bancario a soggetti che influivano persino sulle decisioni istituzionali; sono atti processuali noti a tutti. Parliamo del debito e ci dimentichiamo della norma del 2018 che creava un debito occulto pari alla svalutazione dei crediti Delta, un debito che noi abbiamo semplicemente fatto emergere e consolidato. Vi scandalizzate per un bond quando prima si nascondevano debiti enormi per legge e ora ci fate la predica dicendo che siamo un Paese sottosviluppato. In realtà tutti gli osservatori internazionali guardano a San Marino come un caso unico di performance post-Covid. Ci sono problemi sociali e non ci sottraiamo dal discuterne se avete proposte serie, ma non ditemi che San Marino è al collasso economico oggi, perché allora mi chiedo cosa fosse qualche anno fa. Non voglio fare la solita ramanzina sul governo Adesso.sm, ma per favore non fateci la predica su problemi che originano molto prima di noi. La giustizia vera è l’accertamento della verità, come diceva un illustre magistrato sammarinese, non quella che fa comodo politicamente. La giustizia sta facendo il suo corso anche sulla vicenda della Banca di San Marino e dobbiamo lasciarla lavorare; oggi abbiamo la conferma che cose nate mesi fa stanno prendendo una direzione chiara e ne discuteremo nelle commissioni d’inchiesta. Da una parte ci accusate di avere portato i bulgari, dall’altra dite che è colpa nostra se si sono arrabbiati: decidetevi. Noi non abbiamo fatto venire nessuno; se avete prove che il Segretario Marco Gatti li abbia portati qui, mostratele, altrimenti sono solo illazioni, come quelle sulla trattativa da 60 milioni per l’arbitrato. Sulla presunta lettera del governo bulgaro agli altri Paesi membri, noi non abbiamo alcuna conferma ufficiale. Oggi il Ministro degli Esteri di Cipro è venuto a San Marino per una lectio magistralis eccellente e non c’era un solo membro dell’opposizione presente; evidentemente vi interessano solo gli scandali e il gossip. Il Ministro ci ha assicurato che la presidenza cipriota continuerà a cercare il consenso fino all’ultimo giorno e il dialogo è positivo. Non vogliamo mischiare le vicende giudiziarie con la posizione bulgara, che rimane nebulosa. La finestra temporale per una valutazione sarà metà luglio, perché poi si fermano gli organismi; l’obiettivo è chiudere la vicenda entro la presidenza irlandese. È difficile gestire questo dossier con l’equilibrio diplomatico necessario mentre all’interno subiamo una miriade di informazioni inesatte. Come diceva Vujadin Boskov, “rigore è quando arbitro fischia”: quando qualcuno ci dirà che l’accordo è incagliato, verrò qui a dirvelo, ma ora dobbiamo lavorare per raggiungere l’obiettivo nei tempi prefissati.

Miriam Farinelli (Rf): Io sono profondamente indignata dopo aver ascoltato l’intervento del consigliere Paolo Crescentini. Quello che abbiamo portato a casa in Commissione IV con la legge sul fine vita è stato il risultato di un muro contro muro, non certo di un confronto; chiedere un dialogo un’ora prima della consegna degli emendamenti è qualcosa di vergognoso. Il consigliere Crescentini sa benissimo che gli emendamenti di Repubblica Futura sarebbero stati migliorativi per una legge che doveva appartenere a tutti i cittadini, non solo alla maggioranza. Non abbiamo trovato riscontri, se non per qualche correzione formale di punteggiatura. Vi invito ad andare a vedere le nostre proposte sulla tutela dei minori, sul modulo delle DATS che è sparito o sull’obiezione di coscienza che è stata cancellata senza alcuna discussione. Volevamo una legge giusta per tutti, ma avete preferito la chiusura totale.

Paolo Crescentini (Psd): Molto velocemente, non è mia abitudine replicare, ma vorrei dire che il fatto che gli emendamenti di Repubblica Futura fossero migliorativi lo dice solo il consigliere Farinelli. Gli emendamenti che abbiamo adottato sono stati frutto di un confronto in maggioranza e sono stati sostenuti anche da una forza di opposizione come Rete, che ha votato il provvedimento. Questo dimostra che la legge non andava bene solo alla maggioranza. Capisco che ora il consigliere cerchi di salvare il salvabile, ma ritengo che questa sia la legge migliore possibile e c’è stato apprezzamento anche dal comitato promotore. Se la maggioranza e il movimento di Emanuele Santi hanno votato a favore, significa che la direzione è quella giusta.

Marinella Lorena Chiaruzzi (Pdcs): Vorrei riportare alcune brevi considerazioni su argomenti molto vicini alla gente, come l’emergenza dei loculi cimiteriali. Qualcuno faceva riferimento alla scorsa legislatura, ma in realtà già nel 2007 il Segretario di Stato Valeria Ciavatta aveva segnalato queste lacune. Non c’è nulla di più difficile per una famiglia che dover pensare a dove collocare un proprio caro nel momento del dolore. Le cremazioni sono aumentate non solo per scelta personale, ma spesso per necessità di ottimizzare gli spazi, ed è un tema che il Segretario di Stato Andrea Belluzzi e il Segretario di Stato Matteo Ciacci hanno giustamente portato all’attenzione. Non possiamo più attendere oltre quello che abbiamo già aspettato dal 2007. Abbiamo anche un’Istanza d’Arengo accolta su forme più ecologiche, come la “Capsula Mundi”, che può dare ulteriori spunti. Un altro tema che mi preme è la nomina del dirigente dell’Avvocatura dello Stato; auspico che venga rispettata la normativa sulla dirigenza, che prevede che tali ruoli restino ai residenti, ad esclusione dei medici. Abbiamo avuto un brutto esempio nel 2018-2019 con il tentativo di inserire un non residente all’Ufficio Tributario, cosa che fu giustamente contestata. Dobbiamo valorizzare le nostre professionalità interne. Infine, sugli screening, ringrazio il Segretario di Stato Gatti per aver precisato che le scelte sono ancora da approfondire. L’atto organizzativo del 2024 non prevede tagli o restrizioni sulla prevenzione e questo deve rimanere il nostro filo conduttore, perché sulla salute c’è la piena attenzione di tutta l’aula.

Mirko Dolcini (D-ML): Io inizio il mio intervento cercando di rispondere a quanto è stato detto dai consiglieri Luca Gasperoni e Paolo Crescentini, ma anche dal Segretario di Stato Gatti e da alcuni articoli di stampa che sono usciti recentemente. In pratica ci dicono che è molto strano che l’opposizione, nonostante il successo del rating e il fatto che le agenzie internazionali lo abbiano aumentato, non si sia esaltata né abbia sottolineato adeguatamente questo traguardo. Ecco, io parlo in qualità di rappresentante dell’opposizione e almeno a titolo personale voglio dire che certamente me ne compiaccio; mi soddisfa il fatto che il nostro Paese abbia raggiunto questo livello e ottenuto questo upgrade, però onestamente non riesco a esaltarmi o a fare comunella con il governo sulla base di questo solo risultato. Non lo faccio perché, se è vero che ora avremo la possibilità di recuperare il nostro debito con più facilità, io tutto questo grande vantaggio a livello internazionale attualmente non lo noto affatto. Abbiamo ancora diverse ombre che pesano su di noi a livello internazionale e ne abbiamo discusso ampiamente; non riusciamo ancora a dire, ad esempio, che firmeremo l’accordo di associazione con l’Unione Europea perché permangono delle criticità evidenti, anche se magari riusciremo a farlo più avanti. Io faccio sempre molta fatica a esaltarmi per questo sistema Paese quando vedo che certi diritti di base vengono minati proprio dalle istituzioni. Posso partire da quella che ormai è diventata una prassi, ovvero il fatto che non ci sia la minima volontà di riconoscere un referendum a seguito della firma dell’accordo; nessun partito politico lo vuole, a parte Domani Motus Liberi, e quindi non c’è la volontà di coinvolgere effettivamente la popolazione in una scelta così importante. Posso parlare poi delle commissioni d’inchiesta che sono assolutamente deficitarie, come quella sulla vicenda bulgara che non è stata strutturata in modo paritetico; era stata prevista per settembre, ma visto che la notizia di oggi parla di rinvii a giudizio, io mi auguro che una gran parte delle indagini sia finalmente terminata e che si possa procedere con questa commissione quanto prima, se non immediatamente. Non posso esaltarmi quando vedo che ci apprestiamo ad affrontare le modifiche del regolamento consiliare che tolgono potere al Consiglio Grande e Generale; mi chiedo se ci fosse davvero bisogno di farlo proprio adesso e di far partire queste modifiche già da questa legislatura. Se avessimo fatto chissà quale attività di ostruzionismo potrei capire, ma non ce n’è stato bisogno, e allora perché spingere proprio su questi temi? Mi viene da pensare che forse non sia l’aula a volerlo, ma qualche potere esterno che lentamente e a lungo termine ha deciso che il Consiglio Grande e Generale debba essere esautorato dai suoi poteri. Ogni volta che abbiamo fatto una commissione per le riforme istituzionali abbiamo sempre messo al centro il recupero dei poteri del Consiglio, mentre voi ora andate nella direzione opposta e volete far passare un progetto di legge spingendolo avanti solo con la forza dei numeri. Se non c’è un potere esterno dietro tutto questo, allora dovete spiegare voi, governo e maggioranza, perché lo fate e perché spingete in questa direzione, perché secondo me è una scelta fuori da ogni logica. Poi magari cercate di dare la colpa all’opposizione o ultimamente a Domani Motus Liberi per la presunta spregiudicatezza di aver presentato un’interpellanza sull’esistenza di una trattativa nell’ambito della questione bulgara. Questo attacco è venuto anche dal collega Zeppa, che è sempre all’opposizione; io qui non voglio ribattere alle sue parole perché non le condivido, ma come ha ricordato Sua Eccellenza, le democrazie vivono nel confronto di opinioni diverse ed è giusto che si possa dire tutto. Sottolineo però che il confronto è proprio quello che questo governo e questa maggioranza stanno togliendo. Mi voglio soffermare su una frase del consigliere Zeppa che mi ha colpito molto quando ha detto rivolgendosi a noi che “i panni sporchi si lavano in casa”. Ecco, mi permetta collega, il punto non è se i panni sporchi si lavano in casa o fuori; il punto è che io e noi siamo stanchi di cercare di capire come lavare panni che sono stati sporcati da altri. Più che capire come lavarli, io penso che i panni non dovrebbero proprio essere sporcati, perché questa cosa ci danneggia da sempre e continua a farlo anche oggi a livello internazionale. In tutto questo mi stupisce sinceramente il silenzio delle sinistre, di Libera e del Psd, a partire dalla mancata ricerca di un referendum sull’accordo di associazione e su tutto questo atteggiamento arrogante verso l’opposizione. Mi stupisce che non si parli più della questione morale: dov’è finita? Io vi esorto, se non prendete le distanze da certe dinamiche, dovrete renderne conto anche voi; non lo dico perché mi aspetti un sussulto d’orgoglio, ma perché questa cosa mi sorprende davvero. Cambiando discorso, Domani Motus Liberi ha acceso un dibattito sul nucleare e, come sempre accade appena si cerca di aprire un confronto serio, si viene subito criticati. Il Segretario di Stato Beccari dice che non si può parlare di nucleare se si vuole un buon rapporto con l’Italia, visto che l’Italia se ne interroga da anni e noi arriveremmo a farlo così all’improvviso. Ma non è questo il punto: noi abbiamo voluto aprire un dibattito e chiesto un tavolo di confronto proprio perché l’Italia ne parla da anni e, se un giorno decidesse di aprirsi al nucleare nelle varie forme possibili come i micro-reattori, noi vorremmo essere pronti. Vorremmo essere pronti per non arrivare sempre indietro e dopo gli altri, come purtroppo facciamo sempre. Ci hanno criticato anche sulla stampa dicendo che i costi sarebbero esorbitanti, ma non è vero; ci sono soluzioni con micro-reattori che hanno costi assolutamente accessibili. E se mi dite che mancano gli spazi, mi si permetta una battuta rivolta al Segretario di Stato al Territorio: dopo il piano strategico territoriale che ha dato un colpo di spugna alla possibilità di fare un piano regolatore generale con vincoli precisi, io penso che questi impianti li possiamo mettere dove vogliamo. Infine, il Segretario ha fatto una battuta dopo le dichiarazioni del consigliere Muratori sugli screening della mammografia, dicendo che sarebbe un ottimo candidato come Segretario di Stato per la Sanità; però guarda un po’, non sarà affatto lui il nuovo Segretario di Stato e anche su questo punto ci sarà molto da discutere.

Federico Pedini Amati Segretario di Stato: Io voglio innanzitutto associarmi al cordoglio espresso dalla Reggenza per la scomparsa della nostra collega Mariella Mularoni. Abbiamo posato questi fiori sul tavolo come simbolo della sua presenza, perché pensiamo sia giusto che in qualche modo continui a essere ricordata qui tra noi in quest’aula. Mi ricollego proprio a questo punto, e anche all’intervento del collega Mirko Dolcini, per parlare del nuovo Segretario di Stato alla Sanità: stando a quanto si legge sui giornali e nei comunicati, l’incarico dovrebbe andare a Gian Carlo Venturini. Se la sua nomina verrà confermata, gli faccio fin da ora i miei migliori auguri di buon lavoro, perché in quella Segreteria c’è davvero moltissimo da fare. Non dico che fino a oggi non sia stato fatto il massimo, ma parliamo di un ambito estremamente delicato che richiede una presenza e un’attività costante, sia all’interno delle strutture che nei rapporti esterni delle istituzioni. Ce lo ritroveremo in Congresso di Stato a brevissimo e quindi faccio un “in bocca al lupo” anche a noi stessi per il lavoro che ci aspetta. Detto questo, e sperando che una battuta non guasti mai il clima, devo dire che mi aspettavo un Consiglio un po’ più vigoroso. Viste le dichiarazioni che i membri dell’opposizione hanno rilasciato ai giornali in questi giorni, sembrava che qui dentro dovesse scoppiare il finimondo e invece, ancora una volta, mi pare che la montagna abbia partorito il topolino. Di notizie ce ne sarebbero tante, ma se poi le edulcorate fino a farle sparire, diventano delle “non notizie”. I fatti delicati non mancano: la Commissione d’inchiesta è alle porte e la questione bulgara non è affatto terminata, anzi, proprio oggi abbiamo saputo di nove rinvii a giudizio. Io avrei preferito accendere di più i riflettori su questi fatti di cronaca di stamattina, mentre invece sento la solita dinamica di attaccare Tizio o Caio. Ho sentito la consigliera Mularoni prendersela di nuovo con il trenino, con me o con Matteo Ciacci; guardi, consigliera, noi nelle gallerie abbiamo trovato il trenino, mica i dirigibili che voleva fare Michelotti. Scherzi a parte, abbiamo scelto di fare le rotaie anziché attaccare fili ai dirigibili, perché io penso davvero che questo Paese debba andare avanti. Io non farò mai parte del “partito del No” e non mi troverete mai al fianco di chi vuole solo bloccare le cose. Se anche in maggioranza c’è qualcuno che ragiona così, io mi colloco dall’altra parte. Questo non significa fare tutto a occhi chiusi o buttare i soldi, ma non si può continuare a non fare niente in questo Paese, specialmente sulle infrastrutture turistiche. Vi faccio un esempio che non mi riguarda direttamente ma tocca i colleghi Teodoro Lonfernini e Andrea Belluzzi: il polo museale. È un’opera di cui parliamo tutti da tempo, una sede in pieno centro storico presso la Cassa di Risparmio che andrebbe bene a tutti sulla carta, ma non riusciamo mai a metterla a terra. Il trenino è un esempio di opera che ha richiesto investimenti importanti già in passato per la ristrutturazione dell’elettromotrice AB03, eppure si criticano solo le spese di oggi. Abbiamo sistemato le gallerie e le motrici; non possiamo mica spendere soldi e poi chiudere tutto in garage e far finta di niente. Penso anche agli espropri alla Torraccia, dove abbiamo speso 4 milioni per poi lasciare tutto fermo. Entro giugno avremmo dovuto fare delle serate pubbliche, ed è anche colpa mia se non è successo, ma voglio dirvi che i lavori per la pista da 860 metri inizieranno il primo gennaio 2027, indipendentemente dalle risorse che verranno usate. Lo ha deciso il Consiglio Grande e Generale. Dobbiamo smettere di dire no a tutto e riconoscere che i giudizi di Fitch e Standard & Poor’s sono positivi: abbiamo risparmiato molto sugli interessi del debito e questo significa avere più risorse per il bilancio. Il Segretario Gatti ci dice che i conti sono in salute e quelle risorse devono servire a costruire qualcosa, non solo a tappare i buchi, compresi quelli nel settore bancario che purtroppo lo Stato ha dovuto coprire per anni, come ha spiegato bene il Segretario Beccari. Io voglio che il Paese progredisca. Ma chi dobbiamo ascoltare? Le società di rating e il Fondo Monetario dicono che il turismo ha performance solide, con record di arrivi e pernottamenti. Questo significa che le politiche turistiche di questi anni hanno funzionato. Le infrastrutture servono: il trenino storico non è solo un treno, è un punto di partenza per riqualificare l’area della stazione e l’auspicio di tutti è arrivare fino a Borgo Maggiore per avere due mezzi di risalita, la funivia e il trenino. Invece sembra che dobbiamo sempre litigare per forza su tutto. Certo che non va tutto bene nel Paese, non ho memoria di un governo in cui tutto funzionasse alla perfezione e non succede nemmeno con questo, l’ho detto prima facendo degli esempi. L’accordo di associazione con l’Unione Europea deve essere il nostro faro; ci sono dei problemi, è vero, ma concordo con Luca Beccari: finché non ci dicono ufficialmente che non si firma, noi abbiamo l’obbligo di crederci e di lavorare per quell’obiettivo. Lo chiedono le nostre aziende e il nostro Paese. Io continuerò a crederci sempre, anche se ne parlo poco perché non penso interessi a molti sentire Pedini che parla dell’accordo. Io mi occupo delle cose che devo fare per delega e vi annuncio che nei prossimi giorni riprenderemo in mano la norma sull’edilizia sociale. È una legge superata sotto molti punti di vista e, visto che non tutte le fasce della popolazione stanno bene, ci siamo posti il problema di aiutare i più fragili. La bozza è già articolata e la confronteremo presto in maggioranza e con le opposizioni. Stiamo cercando di lavorare a tutto tondo in ogni campo, quindi per favore basta lanciare attacchi continui contro tutti.

Sara Conti (Rf): Inizio questo mio intervento scusandomi con la Reggenza per aver parlato prima fuori microfono, ma c’è una cosa che mi fa arrabbiare tantissimo: la falsità e la volontà deliberata di distorcere la realtà a proprio piacimento. Quello che il governo e la maggioranza stanno facendo oggi è proprio questo: usare slogan, propaganda e ricostruzioni parziali dei fatti per omettere quello che non si deve sapere. Evidenziate solo ciò che vi fa comodo strumentalmente per disegnare una realtà che non è quella vera, ma solo una narrazione che vi serve per restare attaccatissimi alle poltrone e traghettarvi fino al 2029. Se da un lato le agenzie di rating promuovono la solidità della nostra economia, dall’altro non possiamo mica dimenticare che su San Marino pende una condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Vi sembra una cosa da niente? È una sentenza pesantissima che ha accertato la violazione dei diritti fondamentali e ha individuato nella legge di interpretazione autentica del gennaio 2020 una lesione dei principi dello Stato di diritto. Questo però non lo volete dire perché non vi fa comodo. Il governo, non soddisfatto di questa mannaia, ha deciso di fare ricorso alla Grande Camera e oggi sappiamo com’è andata a finire: il ricorso è stato respinto. Questo significa che non è più una questione di opinioni politiche; c’è una decisione definitiva che sancisce in modo inequivocabile che nel 2020 è stato compiuto un atto incompatibile con la democrazia. Quella legge non fu una necessità istituzionale o un provvedimento tecnico, ma un intervento chirurgico mirato, un’operazione costruita per modellare il Tribunale secondo i desideri del governo e dell’allora Segretario alla Giustizia. È stato deciso accuratamente chi poteva restare e chi doveva essere estromesso, intervenendo direttamente sull’assetto della magistratura alla faccia della separazione dei poteri. Oggi a dirlo non è più solo l’opposizione, ma il massimo organismo europeo preposto alla tutela dei diritti fondamentali. Ricordo bene le reazioni scomposte ai miei interventi precedenti, specialmente quella di Massimo Andrea Ugolini che arrivò a parlare di “agenti all’Avana”, insinuando che la decisione della Corte fosse frutto di manovre politiche dell’opposizione. Un’affermazione sconcertante e offensiva non solo verso la Corte, ma verso l’intero Paese, perché sostenere che una Corte Internazionale possa essere manipolata significa gettare discredito sulle istituzioni ed esporre San Marino a una figuraccia internazionale. Eppure nessuno ha mai chiesto scusa. Anzi, oggi assistiamo addirittura alla possibilità che a rappresentare San Marino alla Corte possano essere soggetti non sammarinesi e non residenti. Sembra quasi che il problema non sia trovare le migliori competenze, ma evitare che persone non allineate alla maggioranza possano ricoprire incarichi internazionali. Se fosse così, sarebbe un messaggio devastante: le istituzioni appartengono alla Repubblica, non a una parte politica. Chi si assume la responsabilità di tutto questo dopo aver insistito col ricorso, con tutte le consulenze e le spese che ne sono derivate? La condanna resta e quando si governa bisogna assumersi le responsabilità delle proprie scelte, non si possono solo incassare i meriti e scaricare le colpe degli errori sugli altri. Questa preoccupazione riguarda anche l’accordo di associazione con l’Unione Europea, perché mentre il Paese affronta vicende che incidono sulla sua credibilità internazionale, il governo va avanti come se nulla fosse. Si parla solo di cose positive, del trenino e delle grandi iniziative. In una democrazia matura, di fronte a una simile condanna internazionale, qualcuno si interrogherebbe sulla propria permanenza nei ruoli pubblici e chiederebbe scusa al Paese. Invece qui vedo solo silenzio e autodifesa, come se nulla fosse accaduto. Ma i fatti dicono che la violazione dello Stato di diritto è stata accertata definitivamente e a pagare il prezzo delle scelte di chi ha confuso l’interesse di parte con quello generale sarà l’intera comunità. È una vergogna.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Nel mio intervento ho deciso di seguire un ordine preciso: metterò le questioni forse meno urgenti all’inizio per arrivare poi a quelle che considero davvero fondamentali. Comincio parlando del Treno Biancoazzurro e della bellissima idea di affidare ad Eron, noto writer, la realizzazione di un grande affresco. Secondo me, attraverso questo intervento non andiamo solo a valorizzare un bene storico della nostra Repubblica, ma restituiamo finalmente dignità a un luogo che merita di essere frequentato. Da una parte abbiamo Eron, dall’altra il treno e non dimentichiamoci di Cattelan: la sua opera all’interno della galleria è preziosissima, pensate che la sua famosa banana è stata venduta per circa tre milioni di euro, quindi anche l’opera che abbiamo noi è altrettanto importante. In questo modo diamo spazio e visibilità a un luogo che purtroppo fino a ieri era rimasto nel dimenticatoio.
La seconda questione, salendo in ordine di importanza, riguarda la mammografia. Se ne è discusso molto e sono state valutate delle proposte che sono state giustamente criticate, ma voglio garantirvi che in questo settore non ci sarà nessun cambiamento. Vi garantiamo che la prevenzione resta il tema numero uno di tutte le politiche sanitarie che devono essere fatte all’interno del nostro territorio e lo screening mammografico è essenziale per intervenire tempestivamente su una malattia che può essere curata con successo; non ci saranno cambiamenti, nonostante l’opposizione abbia provato a far credere che tutto fosse già deciso e determinato.
Riguardo al ricorso alla Corte Europea, sapete bene qual era la posizione di Libera: secondo noi non si sarebbe dovuto fare, anche se nessuno vieta di tentare questa strada. Oggi però abbiamo un’indicazione molto chiara dalla Corte Europea. Voglio ricordare che la Corte Europea è l’organo che tutela la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, che il nostro ordinamento mette al primo posto assoluto, all’articolo 1 della nostra Dichiarazione dei diritti dei cittadini, definendola una norma sovraordinata rispetto alle norme interne. Se dalla CEDU arrivano delle indicazioni, lo Stato deve tenerle in altissima considerazione e agire di conseguenza; il messaggio non deve essere quello di trascurare o demonizzare queste indicazioni, ma di usarle per portare un cambiamento reale nelle cose che facciamo nella nostra Repubblica.
Arrivo poi all’accordo di associazione, una questione fondamentale per San Marino. È evidente a tutti che i tempi hanno subito uno slittamento, ma ritengo che attraverso un’azione diplomatica intelligente si possano superare gli ostacoli che oggi ci separano da questa decisione. Dobbiamo risolvere le questioni interne che stanno bloccando il percorso, dimostrando scientificamente che le nostre istituzioni funzionano bene e in piena autonomia. Allo stesso tempo, dobbiamo far sì che gli interventi nei settori strategici della nostra economia non siano relegati alle decisioni di qualche privato, perché riguardano il funzionamento stesso dello Stato. La decisione adottata nel caso di Banca di San Marino, ad esempio, ha avuto una rilevanza pubblica tale da bloccare la firma dell’accordo di associazione. Dobbiamo far sì che le prossime scelte non abbiano la stessa valenza e non portino alle stesse difficoltà, attenendoci alle regole generali alle quali dovremmo adeguarci siglando l’accordo. Guardo con grande favore alle dichiarazioni del Segretario di Stato per le Finanze sulla possibilità di strutturare un progetto ponte per la cessione di Banca di San Marino a un altro gruppo; questo ci darebbe la possibilità di decidere con serenità dopo la firma dell’accordo, quando le nostre banche assumeranno molto più valore sul mercato finanziario.
Voglio fare anche un accenno al rating: sono contentissimo che Standard & Poor’s abbia riportato San Marino in fascia A; era un traguardo che ci auguravamo da anni e su questo terreno si deve continuare ad andare avanti, magari agendo sul debito pubblico e cercando di trasferire parte dei benefici all’interno della Repubblica, incrementando la quota di debito interno. Vorrei chiudere questo intervento con la cosa che oggi mi sta più a cuore: la situazione del popolo cubano. Il 90% della popolazione a Cuba vive sotto la soglia di povertà, non riesce a raggiungere le 2000 calorie giornaliere nell’alimentazione, mancano medicinali, acqua e beni di prima necessità. Per questo il mio gruppo vuole presentare un ordine del giorno che vado a leggere: 

“La Repubblica di Cuba sta vivendo la peggiore crisi economica della sua storia. La popolazione non dispone degli strumenti necessari per risollevare le sorti dell’isola di fronte all’enorme pressione esercitata dagli Stati Uniti da oltre 64 anni. Il nuovo status del Venezuela sta provocando gravi scossoni al già traballante status quo cubano. Dal Paese amico non arriva più il petrolio che assicurava un minimo di rete per il trasporto di merci e persone e per la produzione di energia elettrica, che oggi è invece soggetta a continui blackout. La situazione è catastrofica sia per la catena di conservazione degli alimenti sia per servizi essenziali come gli ospedali e il pronto soccorso, dove spesso non funzionano le sale operatorie, gli incubatori e le unità di terapia intensiva. Secondo il Food Monitor Program, 4,2 milioni di persone, pari a circa il 38% della popolazione, soffrono di una grave insicurezza alimentare, non riuscendo a consumare il fabbisogno minimo di 2.100 calorie giornaliere. Manca l’acqua potabile, mancano i medicinali, mancano le proteine e le fonti di vitamine. La Repubblica di San Marino non ha mai condiviso le azioni intraprese contro la Repubblica di Cuba e, in particolare, si è sempre espressa contro l’embargo, che penalizza prima di tutto le fasce più deboli della popolazione. Il Consiglio Grande e Generale ribadisce la posizione da sempre sostenuta affinché l’embargo nei confronti della Repubblica di Cuba venga rimosso al più presto, garantendo al Paese la libera circolazione di beni e servizi, indispensabile per migliorare le condizioni di vita dei cittadini cubani. Esprime la propria solidarietà nei confronti di un popolo che ha pieno diritto all’autodeterminazione, auspicando che i percorsi verso la democrazia possano avere la medesima valenza di quelli relativi alla sanità e all’istruzione, ambiti nei quali Cuba è stata un esempio. Invita il Segretario di Stato per gli Affari Esteri a intervenire, attraverso i propri rappresentanti diplomatici presso le sedi multilaterali, affinché si facciano promotori di iniziative volte a chiedere la fine dell’embargo e il ripristino delle normali relazioni con la Repubblica di Cuba”.

Enrico Carattoni (Rf): Io penso di vivere un momento distopico. A fronte di tutto quello che leggiamo sui quotidiani ogni giorno e vivendo la realtà del nostro Paese, assisto a un dibattito sconcertante, in cui il governo esulta trionfante per l’upgrade della qualità del debito — cosa di cui siamo tutti contenti — ma che non sposta di una virgola l’entità del debito enorme che abbiamo sottoscritto. Fingete di non accorgervi di tutto quello che accade nel mondo e di quello che dicono di noi all’estero; sostenete che chiunque osservi San Marino da fuori sia entusiasta dei nostri miglioramenti, ma poi basta uscire a Cerasolo per accorgersi che il gradimento della Repubblica all’estero di fatto non esiste. Anzi, per la prima volta nella storia subiamo critiche quotidiane su questioni di assoluta importanza e il governo qui dentro non è stato capace di dire una parola. Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, che dovrebbe essere il primo ministro di questo Paese, viene qui col dito puntato come un maestrino a rimproverarci perché non eravamo presenti alla lectio magistralis del ministro degli esteri di Cipro, e poi sparisce. Io sono scioccato. In una tempesta internazionale come quella che sta vivendo San Marino, l’unica urgenza che sente il Segretario di Stato Beccari è dirci che non ci siamo presentati a una conferenza? Mi sembra che siamo alla frutta, per non dire bolliti. Segretario, lei dovrebbe riflettere seriamente sul suo futuro politico, perché le abbiamo dimostrato una collaborazione a tratti persino immotivata, ma l’intervento di oggi è stato ridicolo e dà il senso del livello bassissimo raggiunto da questo governo. Ci viene a dire che con i rinvii a giudizio la giustizia funziona, ma io qualche dubbio ce l’ho, visti i battibecchi sul colpo di Stato. Magicamente quando c’è di mezzo la Democrazia Cristiana e la sua banca storica, noi siamo sempre quelli brutti e cattivi coinvolti nelle vicende. Dire che non siete stati voi a portare i bulgari è un colpo di genio, quando il Segretario Gatti andava in assemblea a dire di vendere loro la banca. È stato un intervento orrendo, non degno di un membro di governo. Sulla questione dell’accordo di associazione non è stata detta una parola seria, se non che siete fiduciosi. Forse scaramanticamente sarebbe meglio stare zitti, visto che ogni volta che promettete la firma questa slitta. Adesso sostiene che si firmerà entro la fine della presidenza di Cipro, ovvero entro il 30 giugno: mi sembra un’affermazione un po’ avventata. E poi date la colpa all’opposizione e alle nostre interpellanze, ignorando l’azione devastante del governo nelle istituzioni finanziarie e nel Paese. Serve un bagno di realismo e di umiltà. Anche sulla condanna della Corte Europea il governo resta muto. Il Segretario di Stato Ciacci dice che la politica non c’entra, come se non fosse evidente che qui è lo Stato a essere condannato per delle decisioni e per una legge del 2020 che non andava bene. È un imbarazzo politico enorme, ma il governo fa spallucce e spende centinaia di migliaia di euro in consulenze. Continuate anche sull’Avvocatura dello Stato: il Segretario Belluzzi ci parla di una profonda riforma, ma l’avete fatta solo due anni fa! Avete fatto dei bandi di concorso per il dirigente andati deserti e ora volete un’altra riforma. Io annuncio già un emendamento: cambiatele nome in ‘Avvocatura del governo’, perché questi sono avvocati che devono difendere solo gli interessi della vostra compagine. Volete mettere ai vertici dell’amministrazione dei dirigenti italiani in pensione che non conoscono per niente la realtà del Paese, probabilmente perché quelli che ci sono oggi a un certo punto vi dicono di no di fronte a certe schifezze. Mi sarei aspettato un moto d’orgoglio da Libera su questo, ma li vedo deboli sulla difesa dei diritti. Dal Psd ormai non mi aspetto nulla. Il silenzio tombale di Libera è preoccupante, a parte qualche flebile presa di posizione di Giuseppe Morganti che poi finirà per allinearsi alla Democrazia Cristiana per votare Gian Carlo Venturini. Va tutto bene, madama la Marchesa!

Gian Matteo Zeppa (Rete): Sento il bisogno di fare un preambolo perché mi sento molto vicino a quel sentimento di inadeguatezza che era stato palesato dalla collega Denise Bronzetti. Credo che la politica stia toccando dei picchi orrendi e osceni da entrambe le parti, sia in maggioranza che in opposizione, e penso che forse sia giunto il tempo di farci un serio esame di coscienza. Onestamente non mi sento più adeguato e non riesco più a giustificare le prese di posizione degli uni e degli altri; lo dico con molta tranquillità. Rispondo con altrettanta pacatezza al collega Dolcini, che evidentemente ha ricevuto delle informazioni su quanto successo in Commissione Esteri. Io ritengo che le interpellanze debbano sempre avere un motivo di approfondimento e che bisogni citarne le fonti; mi considero una persona intellettualmente moderata e consapevole dei propri limiti. Se scrivete in un’interpellanza chiedendo se sia vero che la richiesta di risarcimento per l’arbitrato ammonti a 150 milioni di euro o di indicare l’importo esatto, e poi aggiungete che da informazioni informalmente assunte risulterebbe in corso una trattativa per 60 milioni per una definizione stragiudiziale della controversia, io vi chiedo dove abbiate preso questa somma. Ho chiesto anche al vostro capogruppo dove l’avesse recepita, perché eravamo entrambi presenti alla riunione informale con il Segretario di Stato per gli Affari Esteri e non si è mai parlato di una definizione stragiudiziale; anzi, questa ipotesi è stata categoricamente smentita. Questo non vuol dire che io appoggi Beccari, ma mi ritengo intellettualmente onesto: quando si usano le interrogazioni senza citare le fonti, per me non si è onesti. Quell’interpellanza ha creato un battage che non ha fatto altro che dare sponda al “bulgaro”. Oggi sono molto contento per il rinvio a giudizio di Assen e questa sera brinderò a questa notizia, perché non tollero più che un negoziato di dieci anni rischi di finire in alto mare. Non sono un europeista convinto, ma ho visto lo sviluppo di quel lavoro e penso che stare alle regole dell’Unione Europea sia molto più tutelante che restare sotto i dogmi di una politica sammarinese che dice una cosa la mattina e l’esatto contrario la sera. Faccio un piccolo esempio con l’interpellanza del nostro movimento su una delibera del Comitato Esecutivo che è stata abilmente oscurata. Riguardava la riorganizzazione degli spazi per la disabilità, i servizi minori, la Città di Oz e la tutela dei minori. La delibera è del 10 marzo, noi facciamo l’interpellanza il 15 maggio e solo il 12 giugno, tre mesi dopo, ci rispondono che l’aver oscurato l’atto è stato un mero errore materiale: in calce alla delibera era stato indicato “atto non divulgabile” anziché “divulgabile”. È l’ennesima presa in giro di questo Comitato Esecutivo che continua imperterrito. La parte che mi fa infuriare è che ci dicano che il parere favorevole del direttore delle attività sanitarie non risulta da un atto scritto, ma è stato espresso a voce durante gli incontri. Ma vi pare normale che si riorganizzino quattro settori dell’ISS che servono persone fragili senza scrivere niente? Parliamo dei dirigenti Claudio Vagnini, Manuel Canti e Alessandro Bertolini. Mi pare che la maggioranza stessa in Commissione Sanità abbia chiesto chiarimenti. Capite bene come sia semplice per personaggi come i bulgari entrare a San Marino: se questo è l’atto di vassallaggio di chi gestisce gli organismi dello Stato, capite perché non abbiamo gli anticorpi necessari. È successo con Conforti, stava per succedere con Banuelos ed è successo con Assen. Gestiamo tutto per un mero tornaconto politico, ed è questa la vera disgrazia e l’inadeguatezza che sento. Veniamo qui e quali sono le vostre priorità? Di fronte a un pedofilo condannato in Italia non vi assumete la responsabilità di fare accertamenti e delegate tutto a una commissione tecnica che non ha scritto nulla. L’altra priorità, e qui concordo con Dolcini, è la modifica del regolamento consiliare in barba alla commissione sulle riforme istituzionali. Il Segretario Belluzzi si preoccupa dei loculi che mancano; io mi farò cremare, quindi per me non è un problema, ma capisco che per molti sia un retaggio importante. Tuttavia, non può essere questa la priorità assoluta dello Stato. Mi domando chi sarà il prossimo Assen, perché gli anticorpi mancano e se la politica guarda solo al ritorno elettorale invece che alla comunità, allora significa che siamo qui solo per i voti, e a me non va più bene stare qui solo per questo.

Tomaso Rossini (Psd): Io vorrei cambiare tono e argomento. Saper immaginare significa sapere cosa desiderare. La parola desiderio deriva dal latino de-sidus che letteralmente significa “mancanza di stelle”, quel sentimento che i marinai esprimevano nelle notti prive di astri. Se non sappiamo immaginare non possiamo desiderare. Facciamo un esperimento: immaginiamo di avere un barattolo dei desideri e che questi siano delle sfere. Se inseriamo prima le sfere grandi, i desideri profondi come una vita piena di gioia, empatia o un mondo in pace, rimarrà sempre spazio per le sfere più piccole, per i capricci effimeri come l’ultimo iPhone o una cena in un ristorante stellato. Se invece facciamo l’inverso e riempiamo il barattolo con le piccole sfere dei capricci immediati, non resterà più spazio per i desideri grandi. Il rischio è ritrovarsi con vite apparentemente piene di cose ma vuote di futuro, senza una direzione e incapaci di dare pienezza all’esistenza. Viviamo in un periodo storico in cui l’abuso dei social network sta togliendo ai giovani la capacità di immaginare. È una condizione globale e tutta la comunità internazionale si sta interrogando su come limitare l’uso dei social per i minori. Un uso eccessivo è collegato ad ansia, depressione, liti in famiglia e difficoltà nelle relazioni con i coetanei. Molti minori ne abusano perché le big tech hanno creato algoritmi tossici basati sullo scrolling infinito, progettati per massimizzare il tempo di permanenza sulla piattaforma. Siamo tutti soggetti a questo meccanismo; siamo sempre lì a scrollare senza alzare lo sguardo, e non è colpa nostra ma di questo algoritmo che sfrutta vulnerabilità psicologiche e neurologiche. Lo scrolling infinito segue lo stesso principio delle slot machine: muovere il pollice verso il basso è come tirare la leva; non sai mai se il contenuto successivo sarà noioso o interessante, e questa incertezza genera un picco di dopamina che spinge a continuare. Il cervello rimane in uno stato di flusso passivo e perde la percezione del tempo. L’intelligenza artificiale misura al millesimo di secondo quanto ci soffermiamo su un contenuto, anche senza cliccare o mettere un “mi piace”. Se un minore rallenta su video con standard di bellezza irrealistici o contenuti ansiogeni, l’algoritmo registra che funzionano e ne propone di sempre più estremi perché le emozioni negative generano più coinvolgimento. Si crea così una bolla distorta che altera la percezione della realtà e aumenta il rischio di disturbi alimentari o depressione. Per questo l’Unione Europea, con il Digital Fairness Act, punta a vietare queste tecniche considerate “modelli oscuri”. L’obiettivo è obbligare le big tech a disattivare lo scrolling infinito di default per i minori e introdurre punti di blocco. Alcuni Paesi, come l’Australia, l’Inghilterra o la Francia, pensano addirittura al divieto per gli under 16. La Cina adotta un approccio basato sul “minor mode” con limitazioni di tempo e coprifuoco notturno. Personalmente non credo nei divieti assoluti ma in una scelta consapevole e nell’azione di protezione che lo Stato e la famiglia devono esercitare. È fondamentale attivare politiche di informazione per ragazzi e famiglie. Data la nostra dimensione, è imprescindibile affrontare questo tema insieme all’Italia e all’Europa, perché da soli non avremmo il potere di obbligare le big tech alle nostre normative. Ecco perché l’accordo di associazione con l’Unione Europea diventa fondamentale anche su questi temi. Come dice una frase della compagnia di circo “Il Grito”, una società che non sa immaginare non può desiderare un mondo migliore.

Iro Belluzzi (Libera): Prendo spunto dall’intervento del consigliere Rossini: un politico che non sa immaginare non crea un futuro per il proprio Paese. Se devo pensare a un sogno da realizzare per la nostra Repubblica, è quello di sancire in maniera reale uno Stato di diritto dove la certezza del diritto non sia qualcosa che barcolla. Come ha ricordato il collega Morganti, la Carta dei Diritti Europea rappresenta il nostro faro per adeguare le nostre norme, perché lo Stato di diritto è l’elemento più importante per la Repubblica più antica del mondo, un luogo dove il diritto del singolo non deve essere violato da nessuno. Questo significa anche una vera separazione dei poteri, dove ogni potere dello Stato svolge la propria azione senza interferenze esterne. È un principio che sulla carta sembra presente, ma che troppo spesso viene annacquato o non applicato in modo perentorio. Mi accodo alle considerazioni dei consiglieri Chiaruzzi e Morganti sull’importanza che i ruoli apicali della Repubblica siano ricoperti da persone residenti da tempo, che si sono formate qui e conoscono perfettamente il diritto sammarinese e le nostre tradizioni. L’appartenenza non è solo una questione di cittadinanza, ma di aver vissuto e costruito insieme la nostra Repubblica, e su questo punto Libera non transigerà. Parliamo spesso di meritocrazia: non basta la nomina dell’esperto esterno, i ruoli dirigenziali devono andare a chi vive nel territorio. Non condivido invece l’impostazione della collega Sara Conti riguardo ai ruoli presso la Corte EDU di Strasburgo; in certi ambiti non può esserci vicinanza politica o condivisione con una maggioranza, ma solo l’applicazione del diritto e della giurisprudenza. Se la politica non sa agire solo per il bene collettivo senza farsi condizionare da altri poteri, allora deve fare un passo indietro. Vedere le sentenze della Corte EDU contro San Marino è una grande sofferenza; non cerchiamo di giocare con questi argomenti per far vincere una fazione sull’altra. Un altro elemento che mi preme riguarda la prevenzione sanitaria. Dobbiamo pensare all’appropriatezza delle prestazioni e delle indagini specialistiche. Riguardo alle mammografie, si è cercato di dare un contributo alle liste d’attesa seguendo protocolli internazionali. La scienza distingue tra donne in età fertile e soggetti a rischio o meno; la politica non dovrebbe intervenire a prescindere solo per cercare consenso.

Silvia Cecchetti (Psd): In apertura vorrei fare alcune considerazioni perché mi ha sorpreso molto l’atteggiamento di alcune forze, sia di maggioranza che di opposizione, rispetto a quella che è l’apertura verso le competenze esterne. Questo atteggiamento a volte un po’ campanilistico, se mi passate il termine, è purtroppo noto nel nostro Paese e mi riferisco sia alla nomina di un giurista italiano per i rapporti con la Corte EDU che all’emissione di un bando internazionale per un giudice europeo. Io non credo affatto che questo sia un segnale di debolezza, anzi, penso che sia un segnale di maturità istituzionale poiché i nostri predecessori nella storia non hanno mai avuto problemi ad ammettere che in una realtà così piccola spesso non si hanno, in ogni momento della storia, tutte le competenze adeguate o lo standing necessario per affrontare alcune problematiche. Di esempi in questo senso ce ne sono diversi, pensiamo ad esempio al Presidente e al Direttore della Banca Centrale, ma anche al Presidente del Tribunale che abbiamo tanto apprezzato e che, pur venendo da realtà diverse e non conoscendo nello specifico la realtà sammarinese, è stato in grado di risolvere problematiche veramente importanti riguardanti il nostro tribunale e i suoi conflitti interni. Pensiamo anche ad alcuni giudici del nostro tribunale o addirittura a quelli della nostra storia, dove nel tempo questa provenienza dall’esterno, e non intendo solo dall’Italia ma parlo proprio di estero in generale, è stata considerata una garanzia di terzietà e un valore aggiunto, proprio perché credo che la nostra cultura debba incontrarsi con le culture esterne. Per questo motivo non mi scandalizzo assolutamente, come forma mentale e approccio culturale, di fronte all’interscambio di soggetti che assumono ruoli in dirigenze apicali, purché ne abbiano le competenze, le capacità e lo standing professionale e deontologico, e credo che sulle nomine effettuate non ci possa essere dubbio alcuno. Penso invece che si debba parlare seriamente di formazione, perché credo sia sbagliato nascondersi dietro questa cosiddetta ‘sammarinesità’ quando il fatto che alcuni concorsi pubblici per livelli dirigenziali non abbiano avuto iscritti sia dovuto, temo, proprio a un problema di formazione. Allora bene ha fatto il Segretario agli Interni ad aprire una riflessione per quelle che saranno le prossime dirigenze pubbliche come opportunità per i giovani sammarinesi, a patto però che vi sia un’adeguata formazione. Per quanto riguarda invece la pronuncia della Corte EDU, siccome si è parlato di una presunta mancata difesa dei diritti inviolabili, credo che questa sia veramente una grande mistificazione e ribadisco il mio totale e massimo rispetto per tutte le pronunce della Corte, compresa ovviamente l’ultima. San Marino ha intrapreso un percorso di evoluzione del proprio diritto attraverso l’adesione alla Convenzione EDU e il recepimento delle sue pronunce, un cammino che tutti noi riconosciamo, e il fatto che in un singolo caso che si è voluto decontestualizzare le cose siano andate diversamente non deve far dimenticare che parliamo di un momento e di un contesto difficile. Ha detto bene l’ex Segretario della Giustizia Ugolini quando ha affermato con tutta tranquillità che possono essere stati commessi anche degli errori, perché quando si hanno delle emergenze e si devono risolvere problemi seri e gravi ci sta che si possa sbagliare. Noi valutiamo quella sentenza con il massimo rispetto, ma credo che come ogni altro Stato possiamo adoperare gli strumenti che ci sono in qualche modo riconosciuti e non penso sia corretto appellarsi a una mistificazione o a un’emergenza che non esiste. Questa sentenza non è né la prima né l’ultima, tutti gli Stati subiscono sentenze di questo tipo, le rispettano e devono tenerne conto nel loro percorso, ma il punto che mi preme di più è denunciare la mistificazione di chi usa belle parole riguardo al rallentamento della firma dell’accordo di associazione. Nessuno lo può negare, il fattore di blocco oggi è la riserva della Bulgaria, una riserva che per stessa ammissione delle fonti diplomatiche si lega a una vicenda privata e commerciale riguardante un tentativo di acquisto non riuscito grazie al tribunale. Questo però non può giustificare uno Stato membro nell’usare il proprio potere di veto su un accordo che coinvolge 27 Stati come una leva di pressione su una controversia privata, ed è inaccettabile che l’opposizione non sottolinei questo aspetto insieme a noi. Invece di riconoscere che non è giusto che uno Stato faccia pressione per interessi personali, si preferisce distorcere la realtà per affibbiare una colpa generica al governo continuando con questa narrazione. Io mi auguro invece che i cittadini si compattino insieme a noi rispetto a questa lettura e al fatto che il Paese non debba subire questo, poiché ci sono fatti che testimoniano che il Paese sta andando avanti con l’economia che è ripartita e nuove entrate apprezzate dal Fondo Monetario e dalla Banca Mondiale. Un altro segnale concreto è l’offerta di ben 7 miliardi sui nostri titoli con un interesse che è dimezzato rispetto a quello pagato in passato, e questi sono fatti e non parole di chi è bravo a raccontarla. Infine trovo grave sostenere che il rating si compri, quando invece quei due rating ottenuti sono la risposta a una politica economica valida che passa dalla cartolarizzazione, dalla riforma fiscale, dalla collocazione dei titoli, dal risparmio sul bilancio e dal nostro turismo. Dobbiamo smetterla con i ‘no’ perché ha ragione il Segretario Amati quando dice che bisogna superare la politica del ‘facciamo cose piccole’: siamo partiti con un piccolo trenino perché vogliamo arrivare a un treno che magari colleghi Rimini con San Marino.

Alessandro Bevitori Segretario di Stato: Io intendo utilizzare la stessa strategia adottata dal presidente di Libera, Giuseppe Maria Morganti, partendo quindi dagli argomenti più semplici per poi arrivare a quelli più complessi. La prima comunicazione che voglio fare all’aula, sfruttando questa occasione per parlare alla cittadinanza e divulgare il messaggio il più possibile, riguarda la riorganizzazione del trasporto pubblico. Il progetto Smuvi, in questi primi mesi sperimentali che abbiamo avviato, rappresenta veramente un banco di prova importante. In particolare, segnalo che dal 16 giugno c’è stata l’estensione del servizio, che ora è attivo dalle 6:30 del mattino fino alle 20:00 della sera; restano confermati gli orari per i giorni festivi, prefestivi e per il venerdì e il sabato, con il servizio garantito fino all’una di notte. Tutto questo è stato possibile grazie a un accordo che abbiamo sottoscritto, un motivo di grande soddisfazione per la Segreteria al Lavoro che rappresento, grazie alla condivisione con le forze sindacali e soprattutto alla grande disponibilità delle aziende guidate dalla Direzione Generale della Funzione Pubblica, con il contributo del direttore di AASS, il dottor Forcellini, e del direttore di AALSP, Lucia Mazza. Abbiamo raggiunto un’intesa su una situazione annosa che trascinavamo da tanti anni e siamo finalmente riusciti a risolverla con soddisfazione, in particolare per gli autisti e per chi opera concretamente sul campo nel servizio di trasporto pubblico. Oggi lo possiamo dire in maniera chiara, forti dei 15.000 passeggeri registrati dall’avvio del progetto, un numero che è in costante crescita. In passato c’era una riflessione aperta all’interno della politica sulla convenienza di mantenere il servizio pubblico, ma oggi possiamo dire che questa scommessa è stata vinta. Alla fine del periodo di sperimentazione capiremo come introdurre le modalità di pagamento, che è sicuramente un nostro obiettivo; intanto comunico a tutti che dalle 6:30 del mattino è possibile prenotare il servizio Smuvi. È un modo diverso per vivere San Marino e per cambiare la mobilità all’interno del nostro Paese; credo che sia un piccolo obiettivo, ma molto significativo per la nostra realtà. Passando a questioni economiche più rilevanti, ci tengo a comunicare all’aula il grande risultato ottenuto per quanto riguarda la nostra autosufficienza energetica. Mi riferisco all’accordo strategico per il gas naturale chiuso tra la nostra azienda Aass e il colosso Socar, gruppo dell’Azerbaijan, che ci permette di avere garanzie di approvvigionamento in quantitativi importanti. C’è poi l’aspetto economico, fondamentale per le bollette dei sammarinesi, affinché abbiano un prezzo competitivo, ma anche per tutto il nostro sistema economico. Oggi abbiamo aziende energivore che ricercano il gas fuori da Aass perché trovano prezzi più convenienti, ma da domani, grazie a questo accordo, potremo riportarle ad acquistare dalla nostra azienda, permettendo una maggiore redditività interna che verrà utilizzata per nuovi investimenti. Tutti gli investimenti che Aass ha in campo, in particolare per l’autonomia energetica, sono autofinanziati; forse qualcuno se lo dimentica, ma non stiamo incidendo sul bilancio dello Stato, è l’azienda che usa la propria liquidità con coscienza. A differenza di come qualcuno ha agito in passato, depauperando quei fondi, noi utilizziamo le disponibilità per aumentare l’autonomia energetica, che fino a un paio d’anni fa non raggiungeva nemmeno il 10%. Noi chiuderemo il 2026 arrivando al 20%, quindi chi dice che si sta facendo poco sbaglia; semmai ci siamo svegliati tardi perché probabilmente i governi del passato avrebbero dovuto farlo prima, mentre noi oggi lo stiamo facendo con determinazione. Gli investimenti seguono i criteri del Piano Energetico Nazionale, che prevede l’uso di rinnovabili e tecnologie consolidate; il 2026 sarà un anno importante perché dovremo presentare il nuovo piano per il quadriennio 2027-2030. Il piano sarà guidato dall’Autorità per l’Energia, che ha già coinvolto la Segreteria, l’Università e i tecnici per una programmazione seria. Stiamo recuperando un terreno particolarmente importante per la competitività e l’attrattività della Repubblica; non a caso le agenzie di rating, nel loro upgrade, hanno menzionato specificamente il percorso sull’autonomia energetica e gli accordi stretti in questa legislatura. Sono stati accordi faticosi, con approfondimenti avviati con Socar fin dal marzo 2025 grazie all’ambasciatore Jhon Mazza, e che siamo riusciti a chiudere solo ora. Questo è quello che la politica deve dare al Paese e ai cittadini: competitività e attrattività, dimostrate dalla crescita della nostra liquidità, dai 7 miliardi di raccolta e dai miglioramenti del rating. Gruppi internazionali importanti vedono San Marino come una terra di opportunità e vogliono sottoscrivere accordi quadro con noi; questa è la prova provata che siamo sulla strada giusta. Tante cose possono essere fatte meglio, ma credo che il governo e la maggioranza, in questi primi due anni, abbiano fatto la propria parte più che bene.

William Casali (Pdcs): Io vorrei riconoscere il valore umano e istituzionale di chi, come Mariella Mularoni, ha servito la Repubblica con impegno e dedizione. Mi complimento anche per il riferimento appena ricevuto dal Segretario Bevitori; lui ha esordito parlando di una cosa semplice e di una complessa, ma sappiamo bene che sia i trasporti che l’approvvigionamento energetico erano due “patate bollenti”, due problemi importanti, e avere questo riferimento oggi è fondamentale per il Paese. Io devo confermare quanto detto dal Segretario Gatti quando afferma che l’opposizione non sa più cosa dire. Ho apprezzato lo sforzo e l’onestà intellettuale del consigliere Zeppa, che ha evidenziato un fatto grave: l’interpellanza di Domani Motus Liberi basata su fonti non verificate. Penso che questo sia un pessimo esercizio del nostro ruolo in quest’aula. Mi sono segnato anche le affermazioni del consigliere Nicola Renzi, secondo cui le società di rating si farebbero influenzare dal lobbying migliorando i giudizi su commissione; mi sembra una cosa gravissima e spero sinceramente che si sia sbagliato. Ho sentito anche dire che San Marino avrebbe dichiarato guerra alla Bulgaria e mi stupisco di certe affermazioni, così come del fatto che da quest’aula si sia dato dei corrotti ai giudici di Strasburgo. Si parla di disastri e fallimenti, quando nei fatti il Paese colleziona riconoscimenti internazionali uno dopo l’altro. San Marino si sta aprendo al confronto internazionale e questo comporta tensioni, frizioni e vertenze che per altri Stati sarebbero la normalità; noi invece gridiamo allo scandalo e, quando un soggetto privato come la Starcom prova a fare pressioni, in quest’aula si dà più credito a quella pressione che alla difesa dei principi dello Stato. Io preferisco guardare ai fatti: Standard & Poor’s ha alzato il rating della Repubblica da BBB a A-, e altre agenzie hanno confermato la stessa direzione. Non è un dettaglio di bilancio, ma un giudizio sulla serietà del nostro percorso; un rating più alto significa più credibilità, più fiducia degli investitori, meno interessi da pagare sul debito e quindi più margini per famiglie, imprese e politiche pubbliche. È un risultato che va difeso e non buttato via per rincorrere ogni polemica. In questa scia si inserisce l’accordo con Socar per l’energia, che aprirà nuovi scenari di sviluppo. Qui la parola d’ordine è concretezza: contenere i costi, investire sulle rinnovabili, sull’efficienza e sulla diversificazione. In questi giorni si è parlato anche di nucleare per San Marino; io non voglio ridicolizzare chi pone il tema dell’indipendenza energetica, ma su materie così delicate serve senso dello Stato e non annunci d’effetto. Il tema energetico va affrontato su ciò che è davvero utile oggi per i cittadini. San Marino continua a fare passi avanti acquisendo credibilità e quindi maggiore sovranità, ma vorrei concludere parlando della sovranità digitale, quella che permette di governare i dati, gli algoritmi e l’intelligenza artificiale. Non è un tema per specialisti, riguarda la Pubblica Amministrazione, il lavoro e i diritti delle persone. Anche Papa Leone se ne è occupato con l’enciclica Magnifica Humanitas, parlando della custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale; non è un richiamo confessionale, ma il segno che questa tecnologia pone una responsabilità che riguarda tutti. Nel dibattito giuridico sammarinese si è parlato di rischio esistenziale legato all’intelligenza artificiale e della necessità di non lasciare un vuoto normativo; non è un caso che l’Università per la Pace delle Nazioni Unite abbia rilanciato il ruolo che un piccolo Stato come il nostro può giocare. Queste consapevolezze devono accompagnare i lavori per una legge sammarinese sull’intelligenza artificiale che sia seria, utile e strategica. Una legge che serva a innovare, non a bloccare, e che crei certezza per imprese e professionisti, perché regole chiare non frenano l’economia ma la rendono più affidabile. Dobbiamo tutelare i cittadini e i loro dati, mettendo nero su bianco la responsabilità umana nelle decisioni automatizzate e la trasparenza degli algoritmi. La legge deve essere coerente con l’AI Act europeo e gli strumenti del Consiglio d’Europa, ma deve essere proporzionata alla nostra realtà. San Marino non deve diventare un paradiso deregolato, ma un laboratorio regolatorio credibile capace di attrarre chi vuole investire responsabilmente.

Gerardo Giovagnoli (Psd): Ci ritroviamo in questo comma comunicazioni a valutare l’affare bulgaro, ma questa volta in presenza di un’espressione chiara del Tribunale, dato che sono arrivati dei rinvii a giudizio. Nei giorni scorsi c’erano molti dubbi sulla portata del “piano parallelo” o sulle vicende dell’acquisizione di BSM, ma ora sappiamo che, dal punto di vista del nostro Tribunale del quale ci fidiamo, ci sono elementi per dire che i responsabili qui e in Bulgaria non hanno agito secondo le regole. È un fatto rilevante che mette la Repubblica in un contesto in cui alcuni in quest’aula non hanno ancora capito la portata della sfida. Apprezzo gli interventi dei consiglieri Matteo Zeppa e Silvia Cecchetti che hanno messo al centro il fatto che questa battaglia non riguarda le nostre solite beghe di periferia o di partito, ma un problema esterno in cui noi siamo la parte che non provoca la guerra. Qualcuno ha detto erroneamente che San Marino fa la guerra alla Bulgaria, ma è il contrario: se un Paese intende bloccare un accordo internazionale a causa di un problema di un suo imprenditore, allora è quel Paese che dichiara guerra diplomatica a San Marino. Quello che succede viene rimbalzato verso Bruxelles e coinvolge tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea e anche il Principato di Andorra, impedendo il viaggio verso l’accordo di associazione. Noi dobbiamo farci forti di quanto siamo cambiati in questi anni; in altri periodi non avremmo avuto le stesse armi per dire che non siamo noi a sbagliare. Dal punto di vista delle regole internazionali e della separazione dei poteri, spero che nessuno qui dentro voglia usare questi fatti per sabotare il Paese. Nelle prossime settimane, se la Bulgaria dovesse confermare ufficialmente che il problema è quello, dovremo essere tutti compatti come sistema Paese, non per difendere un partito o il governo, ma San Marino in quanto tale. Su questa sfida internazionale non possiamo inciampare, è una prova di maturità. Dobbiamo dimostrare di saper stare al gioco multilaterale facendo forza sui fatti e sulle analisi altrui. In questi quindici anni, da quando siamo usciti dalla blacklist, abbiamo fatto molti passi avanti sotto un occhio investigativo che non è a pagamento; se il Fondo Monetario in passato ci dava valutazioni negative, non era perché non avevamo pagato abbastanza. Le valutazioni positive di oggi del Consiglio d’Europa, del Fondo Monetario e delle agenzie di rating su questo settore specifico ci dicono che San Marino è diversa. Dobbiamo essere orgogliosi e convinti di questi effetti; poi, se ci sono responsabilità politiche faremo luce con la commissione d’inchiesta, ma ora il punto è portare a casa il risultato per il Paese. Non dobbiamo bilateralizzare il rapporto ma multilateralizzarlo: quando saremo nell’accordo di associazione avremo a che fare con una moltitudine di Stati e con l’Unione Europea, che è un organismo complicato. Questa fase è un esercizio utile per il futuro, per imparare a non risolvere tutto in “baruffe” ma aumentando la nostra qualità. Ritengo che questa fase debba essere per tutti noi ricostituente, per reagire alle pressioni esterne in modo diverso dal passato e aumentare la qualità dell’operato del Consiglio e del governo. Non si tratta di fare rivoluzioni, ma di fare l’ultimo passo per avere davvero gli anticorpi necessari; non siamo lontani, in altre epoche questi casi sarebbero stati insabbiati o la politica avrebbe interferito con la magistratura, ma oggi non è andata così perché siamo cambiati.

Dalibor Riccardi (Libera): Io intervengo per cercare di sollevare alcune questioni rispetto a provvedimenti adottati dal Consiglio e dal Congresso di Stato, poiché nel contatto con la cittadinanza ho riscontrato alcune problematiche. Mi riferisco in primis a una recente delibera del Congresso di Stato, la numero 37 del 26 marzo 2026, che ha modificato il regolamento delle prestazioni sanitarie rimborsabili per la procreazione medicalmente assistita (PMA). Il criterio inserito limita il rimborso alle sole coppie eterosessuali, maggiorenni, coniugate o unite civilmente, conviventi, in età fertile e residenti. Io credo che questa scelta sollevi una questione di principio che non possiamo ignorare; la nostra Repubblica si è sempre distinta per la tutela dei diritti, ma con questo regolamento rischiamo di introdurre una discriminazione evidente che esclude altre forme di genitorialità e non rispetta il principio di uguaglianza della nostra Costituzione e delle convenzioni internazionali. Non metto in discussione l’impegno per la natalità, ma queste misure devono essere inclusive e rispettose della pluralità delle famiglie; il sostegno pubblico non può diventare terreno di esclusione. Associo a questa riflessione il tema delle pratiche per la cittadinanza, basato su un provvedimento votato a febbraio. All’articolo 4 si impone ai richiedenti l’obbligo di conseguire un attestato di lingua italiana di livello B1 attraverso corsi da sostenere fuori dal territorio della Repubblica. Mi appare paradossale, se pensiamo che lo stesso esame di storia sammarinese viene sostenuto in lingua italiana; non comprendo la necessità di un ulteriore attestato linguistico per persone che vivono da molti anni nel nostro territorio e sono integrate nella comunità. Queste due vicende pongono il rischio di trasformare strumenti di inclusione in barriere che generano esclusione; come membro della maggioranza, confido che il governo possa riconsiderare queste scelte per ripristinare un equilibrio basato sull’equità. È nostro compito vigilare affinché le politiche civili non creino cittadini di serie A e di serie B, ma offrano pari opportunità a tutti. Spero che queste mie parole possano aprire un confronto costruttivo per riaffermare che salute e cittadinanza sono diritti universali e non privilegi per pochi. Chiudo il mio intervento associandomi all’ordine del giorno letto dal mio presidente, Giuseppe Maria Morganti, sulla situazione a Cuba. È una crisi che avevo già evidenziato in Commissione Esteri: l’isola è al 67% senza elettricità, con blackout continui e famiglie che soffrono la fame ricevendo acqua e cibo in modo irregolare. Credo che questa posizione debba essere evidenziata negli organismi internazionali dove San Marino è presente, per giungere a una soluzione urgente; il nostro Paese non può e non deve rimanere indifferente di fronte a queste situazioni.

Michela Pelliccioni (Indipendente di opposizione): Intervengo in questo comma comunicazioni per fare una breve analisi del momento delicatissimo che stiamo vivendo; mi riferisco chiaramente all’ennesimo stop che abbiamo ricevuto da parte della Bulgaria nel percorso di associazione europea. Io credo che questo momento ci chiami a una responsabilità politica forse mai vista prima d’ora; questo non esclude le criticità e le critiche, anche corrette, da parte dell’opposizione, perché io penso che degli errori di prospettiva ci siano stati, e saremo chiamati a verificare chi li ha commessi, come e quando. Però io ritengo che questo sia il momento in cui la politica debba dimostrare maturità e fare quadrato per tutelare l’immagine che il nostro Paese deve dare all’esterno. Secondo me ci sono degli atteggiamenti assolutamente accettabili anche da parte dell’opposizione, ma ci sono invece dei comportamenti che considero inaccettabili, come l’interpellanza depositata da Domani Motus Liberi riguardo alla presunta trattativa di 60 milioni che il governo avrebbe portato avanti. Io trovo inaccettabile che si usino i mezzi della democrazia per fare del male al proprio Paese e intervengo in maniera decisa perché in quest’aula sono state dette parole gravissime, come quelle del collega Dolcini secondo cui i panni sporchi non si lavano in famiglia. Io invito davvero a riflettere sulla gravità di queste parole in questo momento storico e sposo completamente quanto richiamato prima dal collega Zeppa sull’onestà intellettuale. L’onestà intellettuale deve essere applicata anche dall’opposizione — di cui io faccio parte — perché il nostro ruolo è vigilare sulla legalità, sulla trasparenza e sull’efficienza del governo, ma mi chiedo come si possa cercare la trasparenza con un’azione così poco trasparente. Io mi chiedo quale fosse l’obiettivo reale in un momento così delicato e non riesco a trovare una risposta, soprattutto perché il silenzio di chi ha proposto l’interpellanza sulle fonti e sui dettagli, anche dopo la ferma posizione del governo, fa aumentare i dubbi. Io ero presente all’incontro informale con il Segretario agli Esteri in cui venivano forniti chiarimenti sui passaggi delicati che il Paese sta attraversando e in quel contesto è stato formalizzato in modo chiaro e categorico che nessuna trattativa o azione transattiva era in corso. Io credo che la critica giusta debba partire sempre dalla verità dei fatti; possiamo parlare degli aeroporti a Torraccia o delle centrali nucleari, ma sulle questioni delicate che fanno male al Paese occorre maturità politica. Serve coerenza, perché quando facevo parte di quella forza politica, in occasione dei tavoli con il GRECO sulla violenza di genere, si sosteneva che i panni sporchi andassero lavati in casa; non si può cambiare idea a seconda dell’opportunità del momento. Io ritengo che certi passi siano errori incredibili dai quali spesso non si può tornare indietro; si deve pensare al bene del Paese senza fare strategie politiche su queste partite. Cambio argomento per parlare dello screening senologico e della possibilità di portarlo da uno a due anni per la verifica dei tumori al seno. Io penso che la politica debba interrogarsi seriamente prima di fare passi affrettati e sbagliati; dato che abbiamo un’attività di screening superiore a quella italiana, credo che questo sia un punto d’eccellenza da preservare. Quando si parla di revisione occorre partire da quello che non funziona, basandosi sulle evidenze e sui dati, specialmente considerando il numero dei casi in questo Paese. Se in campo sanitario tariamo la nostra azione solo sulla riduzione delle spese, allora io penso che il punto di partenza sia sbagliato. Voglio ricordare quanto successo durante il Covid: non aver potuto fare screening ha portato a un incremento di tumori non intercettati per tempo, con un impatto economico e sanitario che rischia di avere l’effetto contrario rispetto al risparmio perseguito. Io credo che la riflessione della politica debba essere molto seria e accurata per ottenere i risultati migliori, perché in sanità non esistono scorciatoie.

Lorenzo Bugli (Pdcs): Intervengo anch’io in questo comma comunicazioni dopo diversi interventi che mi hanno sollecitato e che hanno dimostrato un alto senso del Consiglio Grande e Generale e del ruolo del parlamentare, dando segnali importanti di democrazia interna. Mi riferisco in particolare agli interventi dei colleghi Zeppa, Giovagnoli e Pelliccioni; secondo me è fondamentale riportare chiarezza e un certo orgoglio nell’essere consiglieri della Repubblica di San Marino. Spesso tendiamo a generare confusione su fatti di cronaca recenti che oggi trovano riscontro nelle informative del tribunale; questa confusione non crea solo distorsioni interne, ma genera incertezza anche in chi ci guarda dall’esterno, dall’Italia o dall’Europa, dove quello che diciamo a questi microfoni viene ascoltato con attenzione. Sulla questione dell’accordo di associazione con l’Unione Europea voglio essere preciso: non abbiamo elementi ufficiali sul perché ci sia un veto della Bulgaria o una richiesta di approfondimento che frena il passaggio al COREPER e la successiva firma. Oggi possiamo solo alludere a rallentamenti dovuti a preoccupazioni mai manifestate ufficialmente. Io penso che San Marino abbia fatto un grande passo avanti in termini di capacità diplomatica e tecnica, ottenendo l’appoggio autorevole di Paesi come Italia, Germania, Francia e Spagna. Questo percorso ci darà maggiore sicurezza nel nostro lavoro istituzionale, economico e giudiziario, inserendoci stabilmente in un contesto democratico europeo. Io auspico che il nuovo governo bulgaro, insediatosi da pochi mesi con un programma incentrato sull’anticorruzione, agisca con forza proprio in quella direzione. Ricordo che alla Bulgaria erano stati bloccati i fondi del PNRR proprio perché le precedenti amministrazioni non avevano affrontato adeguatamente le leggi anticorruzione. Io vado fiero del fatto che San Marino abbia accolto tantissime sollecitazioni del GRECO sul ruolo dei parlamentari e sull’anticorruzione; abbiamo fatto un grande lavoro come Parlamento e non dobbiamo rincorrere le “notiziuole” dei blog. Dobbiamo essere fieri di un accordo di associazione condiviso da più governi e forze politiche, senza gettarci fango sopra. Mi rivolgo agli amici di Domani Motus Liberi: è importante non buttare fango sulla Repubblica quando si fanno le interrogazioni. Voi vi etichettate come il partito patriottico che mette al centro l’identità sammarinese, ma poi sporcate le istituzioni con interpellanze che creano una percezione negativa all’esterno. Io penso che ci voglia onestà intellettuale e molti vostri consiglieri dovrebbero prendere le distanze da questo modo di fare opposizione. Bisogna essere corretti nei metodi politici; questa fase è costituente e richiede una maturità che non permetta di gettare fango sulla Repubblica solo perché si è all’opposizione. Dov’è il patriottismo quando si sporcano le istituzioni? Secondo me dovreste riflettere sul fatto che alcuni consiglieri se ne vanno e molti manifestano malumori per questa linea politica incoerente, anche rispetto alla vostra stessa famiglia europea. Io credo che in questa fase debba prevalere il senso di unità e di sammarinesità.

Marino Albani (Pdcs): Anticipo che farò prima un intervento tecnico e poi un breve ringraziamento a cui tengo molto. Negli ultimi mesi ho letto diversi interventi autorevoli sul tema della cittadinanza e ho seguito con interesse i lavori della Commissione I. Già a febbraio 2025 sentivo il dovere morale di intervenire sull’Istanza d’Arengo approvata nella scorsa legislatura per esprimere la mia visione sulla doppia cittadinanza e sul progetto di legge della maggioranza sulla naturalizzazione. Quell’istanza impegnava il governo a eliminare l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine per chi acquisisce quella sammarinese. Io ho espresso una posizione personale che guardava alle norme di altre micro-realtà come Monaco, Andorra e Liechtenstein, che prevedono tuttora la rinuncia per salvaguardare l’integrazione e il senso di appartenenza alla comunità. Quella posizione è stata poi mutuata da un comitato di cittadini sammarinesi con cui però non ho mai avuto a che fare. Oggi, con l’approvazione della legge numero 27 del 25 febbraio 2026 che elimina l’obbligo di rinuncia, credo che si sia raggiunto un traguardo irreversibile e la volontà generale mi pare chiara. Io però ho maturato autonomamente una nuova posizione che costituisce un’evoluzione logica: in presenza della doppia cittadinanza si possono creare conflitti di interesse dovuti al passaporto d’origine che potrebbero contrastare con l’interesse nazionale sammarinese. Secondo me dovremmo condividere tra le forze politiche un “paletto” concreto per affrontare questo problema, magari intervenendo sui requisiti dell’elettorato passivo nella legge elettorale. Io non credo sia possibile imporre una sola cittadinanza a chi fa politica, ma dovremmo istituire un’incompatibilità per chi ha già ricoperto cariche politiche in un altro Paese. Sarebbe come per gli oriundi nello sport: se scegli una nazionale non puoi giocare per un’altra; basterebbe una norma semplice per evitare i conflitti d’interesse più pericolosi, ponendo l’opzione tra la carriera politica a San Marino o all’estero. Io auspico che la Commissione I, che sta svolgendo audizioni sulla revisione delle incompatibilità e del cumulo degli incarichi, possa recepire questa proposta per rivedere la legge elettorale. Passo ora al mio breve ringraziamento. A titolo personale e della mia famiglia, sento il dovere di ringraziare le Eccellenze e i membri del Congresso di Stato per le bellissime parole e la grande sensibilità dimostrata nei confronti di Mariella Mularoni, riconoscendole i più alti onori istituzionali. Ringrazio i colleghi consiglieri per il merito e il ricordo che le hanno riservato, ma soprattutto ringrazio le tantissime persone della Repubblica che le hanno tributato un’ondata di affetto, riconoscendo la sua gentilezza d’animo, la sua umanità e il suo spirito di servizio. Mariella ha lasciato un’impronta, come dovremmo cercare di fare tutti noi.

Rossano Fabbri Segretario di Stato: Io credo che i colleghi del Congresso di Stato che hanno parlato prima di me abbiano espresso in modo molto onesto la realtà delle cose: è vero, il Congresso sta affrontando diverse vicissitudini e problematiche, quindi il bicchiere non si può dire che sia del tutto pieno e siamo consapevoli delle sfide importanti che ci aspettano. Tuttavia, abbiamo già affrontato passaggi significativi, come il miglioramento del rating sovrano e la riforma dell’IGR, e stiamo mettendo le basi per infrastrutture vitali per il Paese. Penso ad esempio alla telefonia, un tema già citato; io stesso a volte mi lamento nei nostri incontri di lavoro perché avrei voluto arrivare qualche mese prima e rispettare la tabella di marcia fissata a inizio legislatura, ma qualcuno ricorda che erano vent’anni che si aspettavano questi interventi. Quindi, se il bicchiere non è pieno, non è nemmeno tutto vuoto come certa parte dell’opposizione vorrebbe far credere con narrazioni catastrofiche e scenari infausti. Passiamo il 60% del nostro tempo a smentire ricostruzioni fantasiose che non hanno alcun riscontro nei fatti oggettivi. Lo abbiamo visto con la vicenda delle mammografie discussa ieri in Commissione e oggi in Consiglio, dove è emerso che nulla di quanto prospettato dall’opposizione corrisponde al vero; lo vediamo con le interpellanze su presunte trattative mai esistite da 60 milioni per la questione dei bulgari, una cifra e una situazione totalmente prive di fondamento. Mi trovo invece d’accordo con le parole di apprezzamento per il consigliere Zeppa, perché quando dall’opposizione si riconosce che certe ricostruzioni sono campate in aria, questo ha un valore ancora maggiore proprio perché arriva da chi sta dalla parte avversa. Sulla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, mi spiace vedere alcuni gruppi politici venire qui quasi con la bava alla bocca per una condanna che, per quanto seria, non è certo la prima che il nostro Paese riceve; ne abbiamo avute diverse in passato e non ho sentito tutto questo allarmismo o mezza parola di critica. Questo mi fa pensare che dietro ci sia un intento puramente politico. Bisognerebbe chiedersi da dove nasca davvero quella legge di interpretazione autentica del 2020 che oggi viene giudicata lesiva; è stata messa in campo per riparare ai danni fatti nella legislatura precedente. Ci siamo forse dimenticati che il tribunale stava letteralmente saltando in aria quando Nicola Renzi era alla giustizia? Oggi sento proprio lui parlare di uno Stato che appalta le sue funzioni all’esterno, quando negli atti giudiziari emerge che i decreti del suo governo venivano scritti da soggetti esterni come Conforti, portando alla chiusura di Asset Banca. Adesso venite a fare la morale a noi sulle consulenze, quando noi cerchiamo di valorizzare le risorse interne e l’Avvocatura dello Stato, che ha sempre lavorato con ottimi risultati. Se si è ritenuto necessario un supporto in settori iperspecialistici, lo vedremo, ma non si può dire che l’Avvocatura non faccia bene il suo lavoro quotidiano nelle cause civili e amministrative. Le sentenze della CEDU vanno rispettate e recepite al meglio, ma non bisogna strapparsi le vesti come se fossimo l’unico Stato a riceverne; capita a tutti i Paesi, solo che in una realtà piccola come la nostra tutto viene enfatizzato per inquinare i pozzi. Bisognerebbe parlare anche della libertà della stampa, di quei pochi giornali che non hanno simpatie o collocazioni di parte. Io penso che ognuno debba guardare prima in casa propria; noi continueremo a lavorare sui problemi reali e sulle infrastrutture, senza allarmismi o fake news, assumendoci le nostre responsabilità e adeguando l’ordinamento della Repubblica dove necessario, sempre nell’interesse del Paese.

Andrea Menicucci (Rf): Io inizio con una battuta perché nel sentimento popolare sammarinese diciamo spesso, quasi con ironia, che il mondo non finisce a Dogana. È un’espressione divertente che però racchiude una grande verità: non siamo un microcosmo isolato e non possiamo pensare che le nostre logiche interne o le narrazioni che propiniamo ai cittadini valgano allo stesso modo anche fuori. Mi rivolgo al Segretario di Stato Gatti: io non so davvero che bar frequenti lui, avremo sicuramente gusti diversi, ma io nei bar non sento elogi per il governo o per l’innalzamento del rating, pur riconoscendolo come un fatto positivo. Nei bar che frequento io si parla del caro affitti, dell’emergenza legata al calo del potere d’acquisto e dell’inflazione; si parla del perché non sia stato fermato prima un soggetto condannato per abusi sessuali sui minori che lavorava in una scuola, o del perché chi ha disseminato centinaia di esche avvelenate in tutta la Repubblica sia ancora a piede libero. La gente si chiede perché si spendano oltre un milione di euro per soli 100 metri del trenino in questa situazione economica, o perché ci sia un rallentamento nell’associazione europea e perché i bulgari ce l’abbiano tanto con noi. Forse frequentiamo davvero locali diversi. Sono poi stanco di sentire fiumi di parole su questi giovani brillanti che se ne vanno perché qui non hanno sbocchi. È vero che esiste un limite strutturale dovuto alle dimensioni della nostra economia, ma se a questo aggiungiamo un’opera sistematica di appalto dei ruoli apicali della Pubblica Amministrazione a professionisti stranieri, allora il sistema non può funzionare. Non accetto più che si dica che servono gli italiani perché non abbiamo sammarinesi pronti: siamo nel 2026, il tessuto sociale è cambiato e abbiamo giovani formati per ricoprire posizioni chiave. Mi fanno arrabbiare i concorsi che vanno deserti, non per mancanza di formazione, ma perché spesso sembrano cuciti addosso a persone con caratteristiche non presenti a San Marino. Se mancasse davvero la formazione, invece di regalare migliaia di euro in consulenze a professionisti italiani, dovreste iniziare a spendere quei soldi per incentivare la formazione dei nostri giovani. Questo appalto della sovranità si vede bene nella giustizia, che il Segretario agli Esteri definisce ricerca della verità. La verità oggi è quella sancita da Strasburgo sul caso Simoncini: San Marino ha leso i diritti fondamentali di un cittadino con una legge contraria al principio di irretroattività, definita elusiva dello Stato di diritto. È esattamente quello che Repubblica Futura denuncia da tempo e ora lo dice un organismo internazionale molto più autorevole di noi. È grottesco che qualcuno in maggioranza arrivi a delegittimare la Corte Europea o che si sia tentato di infangare l’indipendenza del giudice nazionale, arrivando persino a ricusarlo, come accade in Paesi come la Turchia. Nonostante le contrarietà di alcuni membri della stessa maggioranza, siete voluti andare avanti ostinatamente con il ricorso alla Grande Camera, nominando un giurista italiano di oltre settant’anni che non aveva alcuna esperienza documentata di ricorsi alla CEDU e che doveva imparare da zero il nostro sistema. Il risultato è stato che il ricorso non è stato nemmeno accolto e ora lo Stato dovrà pagare più di centomila euro di risarcimento, oltre alle spese legali; tutti soldi dei cittadini. E lo schema si ripete con la nomina del nuovo agente di raccordo con la CEDU: ancora un professionista italiano senza esperienza specifica, con un pacchetto da ottantamila euro tra compenso e consulenze infilate ad hoc. Infine, la ciliegina sulla torta è il bando per il giudice nazionale aperto ai non cittadini. Non è becero nazionalismo, ma è una vergogna che questa politica non sia capace di valorizzare il capitale umano sammarinese, preferendo frustrarlo con spese astronomiche per consulenze esterne.

Giulia Muratori (Libera): A dire la verità io non volevo intervenire in questo dibattito, ma devo dire che gli ultimi interventi che ho ascoltato mi hanno stimolato diverse riflessioni profonde. Innanzitutto sulla questione della CEDU: il nostro presidente Giuseppe Maria Morganti ha già spiegato bene che Libera si era espressa in precedenza in modo non favorevole al ricorso. Ovviamente ricorrere è un diritto e una possibilità che ogni Stato possiede, però a me continua a preoccupare molto la percezione che si può avere delle nostre azioni quando usciamo dai nostri confini e ci interfacciamo con organismi internazionali come la Corte. Dobbiamo ricordarci che la Corte e il Consiglio d’Europa fanno parte integrante del nostro ordinamento e quindi vanno rispettati in quanto tali. Secondo me ogni azione deve essere compiuta nel pieno rispetto della separazione dei poteri; ora non ci resta che tenere conto delle sentenze e delle indicazioni che ci arrivano per cercare di migliorare e fare del nostro meglio. Da questo ragionamento ne nasce uno strettamente collegato che riguarda le trasferte internazionali. Io penso che non ci sia nulla di male nel dialogare con gli organismi di cui facciamo parte. Nella mia breve e umile esperienza posso dire che in queste interlocuzioni, come Libera, ci siamo sempre preoccupati che tutto avvenisse nel rispetto dei ruoli. Credo che alla fine queste trasferte abbiano dato un riscontro positivo, portando alla nomina del nuovo agente di governo che ha permesso di rafforzare il dialogo con la Corte. L’obiettivo è certamente quello di rafforzare anche l’Avvocatura dello Stato attraverso questo nuovo ruolo di affiancamento. Qualcuno dice che serva soprattutto per l’Europa, perché l’accordo di associazione ci porterà ad affrontare sfide nuove e impegnative. Io vorrei fare una riflessione: il mio partito non è assolutamente contrario a consulenze o affiancamenti di qualità, ma secondo me nella Pubblica Amministrazione si è perso troppo tempo senza mettere nelle mani degli uffici gli strumenti necessari per affrontare quello che verrà dopo la firma dell’accordo. Io credo che ora serva uno sforzo ulteriore, affiancandoci a persone che vengono da fuori e che possono darci nuovi strumenti, ma deve trattarsi appunto di un affiancamento. Io penso infatti che nel nostro territorio e nella nostra amministrazione ci siano valide risorse che, con il giusto supporto, possono ricoprire ruoli di dirigenza e affrontare le sfide future. Anche sulla dirigenza servirebbe una riflessione, perché il tempo a disposizione non è molto; nel nostro programma abbiamo inserito la necessità di una riforma della legge sulla dirigenza. Secondo me negli anni si è un po’ cristallizzata la possibilità di accesso ai ruoli apicali, specialmente per quegli esperti di ottavo livello che hanno l’ambizione di crescere; a loro bisogna dare il giusto accesso, dando anche più spazio ai bandi pubblici. Sinceramente io non so quali bar frequentiate, ma non è affatto vero che noi come maggioranza non abbiamo la percezione delle problematiche del Paese. Sappiamo benissimo che il costo della vita sta aumentando e che c’è il problema della denatalità, ma io credo che questa maggioranza e il governo stiano dando delle risposte concrete. Si può discutere sulla ferrovia o sul pattinaggio, ma io penso che finalmente si stia dando una risposta al Paese con i cantieri che si aprono e si concludono; stiamo portando a casa opere pubbliche attese da tempo. Allo stesso tempo ringrazio il Segretario Bevitori per aver ricordato l’accordo siglato con il gruppo Socar: io credo che vada nell’ottica dello sviluppo del Paese e dell’approvvigionamento energetico. Stiamo mettendo in campo politiche di progresso di cui San Marino ha estrema necessità; è un bel segnale che un gruppo importante come Socar abbia guardato con attenzione alla nostra realtà. Condivido anche quanto detto dai colleghi Gerardo Giovagnoli e Lorenzo Bugli sul multilateralismo: quando parliamo in quest’aula ci ascoltano anche da fuori. Bisogna stare attenti a come si usano certi strumenti come le interpellanze; è normale e giusto interrogare il governo in democrazia, ma bisogna vedere quale notizia si vuole davvero ottenere. È facile far emergere notizie prive di fondamento che creano solo messaggi negativi, proprio mentre ci giochiamo la partita fondamentale dell’accordo di associazione. Su questo punto il Paese tutto dovrebbe essere unito per rafforzare il dialogo con l’Unione Europea. Un ultimo passaggio lo voglio fare sulla sanità, un tema su cui Libera ha preso posizioni precise in campagna elettorale. Noi non ci rimangiamo nulla e siamo convinti che questo Comitato Esecutivo rappresenti la nostra idea di sanità. Sulla questione delle mammografie, in commissione ci è stato detto che non avremmo a cuore il tema, ma non è affatto così. Se c’è la necessità di riorganizzare gli screening sulla base di evidenze scientifiche, come ha spiegato il Segretario Gatti, queste verranno valutate, ma oggi non è stata presa alcuna decisione formale. Io e la maggioranza, e Libera in particolare, saremo sempre a difesa di questa tipologia di screening. In generale i costi della sanità stanno aumentando, ma non dobbiamo considerare questi stanziamenti come un semplice costo. Se guardiamo all’Emilia-Romagna, hanno stanziato 200 milioni in più rispetto all’anno scorso. Noi abbiamo approvato un piano sociosanitario che parla di prevenzione e di potenziamento della medicina di base, in cui crediamo fortemente. Bisognerà ridurre le liste d’attesa lavorando sull’appropriatezza delle prescrizioni e abbiamo messo in campo anche le prestazioni aggiuntive. Questi sono fatti concreti e ora vedremo i risultati; io garantisco che avremo a cuore ogni aspetto che riguarda la prevenzione e gli screening.

Manuel Ciavatta (Pdcs): Inizio il mio intervento parlando di Europa, condividendo con voi l’esperienza che io e il consigliere Lorenzo Bugli abbiamo avuto partecipando come delegazione al meeting del PPE a Sarajevo l’8 e il 9 giugno scorsi. Mi ha colpito molto vedere Paesi come Montenegro, Bosnia Erzegovina, Albania, Macedonia del Nord e Serbia — tutti fuori dall’Unione Europea — lavorare insieme per entrarci. Dicevano di essere circondati dall’Unione e di trovarsi in un bacino strategico, e per questo si dicevano disposti a mettere da parte le proprie conflittualità storiche. Chi ha la mia età ricorda bene i conflitti e le guerre nell’ex Jugoslavia e le difficoltà per ricreare un equilibrio. Vedere che questi Paesi, non solo per motivi economici ma anche per questioni di viabilità e monetarie, sottoscrivono unitariamente un documento per chiedere aiuto al Partito Popolare Europeo mi ha colpito enormemente. Peraltro sia i partiti di governo che quelli di opposizione in quegli Stati sono quasi tutti orientati all’ingresso nell’Unione. Questo testimonia il valore del percorso che stiamo facendo noi, considerando che abbiamo già l’euro e la libera circolazione, cose che per loro che sono fuori da Schengen sono traguardi rilevantissimi. In quel contesto, parlando con membri di altri partiti del PPE fuori dagli incontri ufficiali, abbiamo constatato quanto San Marino abbia acquisito credibilità nel percorso verso l’accordo di associazione. Io penso che questo sia un grande valore, perché spesso siamo noi all’interno a toglierci credibilità quando invece da fuori ce ne riconoscono molta più di quanto crediamo. Il merito va a tutti coloro che hanno lavorato in questi anni su questo dossier. Questa credibilità è stata confermata anche dai rating recenti: il fatto che Standard & Poor’s ci abbia dato la tripla A è un elemento estremamente positivo per la salute del Paese. Questo non significa che non ci siano problemi come il caro affitti, l’inflazione o altre difficoltà, ma significa che il Paese oggi sta molto meglio di due anni fa e infinitamente meglio di sei anni fa, quando il rischio concreto era di non avere la liquidità per pagare gli stipendi pubblici. Non possiamo dimenticarlo. In questo contesto considero fondamentale il valore degli organismi internazionali; chi dice che San Marino ha delegittimato la Corte EDU secondo me dice una cosa del tutto aberrante. Noi abbiamo sempre sostenuto che le sentenze si recepiscono e si attuano. Si possono non condividere, ma mai contestare. Questo però non significa che se esistono dei gradi di giudizio per far valere le proprie ragioni non si debbano percorrere; che ci sia stato un ricorso ulteriore, poi bocciato, credo fosse del tutto normale nell’ottica della procedura. Quello su cui però io insisto e che ribadisco è che, secondo me, se il nostro giudice nazionale si fosse astenuto avrebbe fatto una figura migliore e avrebbe dato alla sentenza una nettezza incontestabile. Dico questo perché lui in passato è stato uno degli elementi in gioco in quelle vicende; la sua presenza toglie forza alla sentenza e non è una questione di delegittimazione della Corte. Vedremo se nelle prossime occasioni il comportamento del giudice sarà lo stesso o se cambierà. Sul piano politico vorrei rilevare una cosa: ho sempre avuto stima per la competenza del consigliere Nicola Renzi, ma non posso non notare che oggi la sua posizione — e immagino quella del suo partito — sia cambiata. Mi pare che stia dicendo che o c’è un cambio politico o non si va più avanti. Io sono un attento ascoltatore e mi sembra una posizione politica molto forte. Non so cosa significhi esattamente, ma l’impressione è che Repubblica Futura sia disposta a fare battaglia su qualunque cosa, compreso l’accordo di associazione, perché non accetta più che il Paese vada avanti così sotto la guida della dirigenza democristiana, accusata di ogni danno possibile. Io faccio parte di quella dirigenza e penso che al nostro partito si possa dire tutto, ma non che il Paese non sia cresciuto in questi anni con noi al governo insieme alle altre forze. Rilevo questa posizione politica di Repubblica Futura che non mi sembra un semplice passaggio ma una scelta precisa, quella di un partito che mi pare sempre più isolato e che rischia di trasformare ogni questione in una battaglia campale. Questo sarebbe un modo di fare politica molto grave, specie vista la situazione attuale in cui auspichiamo invece la collaborazione di tutti per chiudere l’accordo di associazione quanto prima.

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