Politica

San Marino – UE, il momento della verità sarà il 6 maggio prossimo, con la riunione del COREPER. È qui che si deciderà il “nulla osta” politico per l’Accordo

di Angela Venturini.

Gli esami non finiscono mai, diceva il grande Eduardo De Filippo. Come quelli che San Marino continua ad affrontare (e a superare) per arrivare alla firma dell’Accordo con la UE. Una tappa decisiva era stata ipotizzata già per il 21 aprile, poi il calendario istituzionale l’ha spostata al prossimo 6 maggio. In questa giornata è prevista infatti la riunione del COREPER, l’organismo che rappresenta uno degli snodi finali per l’approvazione dell’Accordo di Associazione tra San Marino e l’Unione Europea.

Intanto spieghiamo cos’è il COREPER. L’acronimo sta per: “Comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri presso l’Unione Europea“. È il principale organo preparatorio dei lavori del Consiglio UE e del negoziato tra gli Stati membri. È composto dagli ambasciatori (o vice) dei 27 Paesi UE presso Bruxelles, è il vero “motore” del processo decisionale, dove si cerca il compromesso su gran parte delle leggi europee prima della ratifica finale. In pratica, prepara l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio dell’UE, facilitando l’accordo tra gli interessi nazionali.

Ha dunque un ruolo chiave perché svolge il lavoro di prenegoziato, permettendo al Consiglio di ratificare molti dossier già concordati tecnicamente.  Il COREPER è presieduto dallo Stato membro che detiene la presidenza di turno del Consiglio UE. Non è un organo decisionale e gli accordi raggiunti al suo interno possono essere rimessi in discussione dal Consiglio, che invece ha potere decisionale. Comunque, un’arma a doppio taglio per San Marino. Vediamo perché.

In pratica, da questo organismo dovrà arrivare il via libera politico, confermando l’unanimità dei 27 Paesi membri sul testo finale del trattato. Sarà il momento in cui verranno sciolte le ultime riserve tecniche o politiche (come quelle discusse recentemente riguardo alla posizione della Bulgaria o della Spagna) per permettere di andare alla firma ufficiale.

E qui arrivano le prime, possibili, ombre. La Bulgaria, con la quale non scorre buon sangue per le note vicende finanziarie, ha appena visto un cambio al vertice con la nomina di Radev, che promette di mettere fine a lunghi mesi di instabilità politica. Ma Radev è filorusso, euroscettico e populista. Insomma, un altro Orbán. Abbiamo già visto, lo scorso febbraio, con la votazione in Parlamento, che San Marino ha riscosso 552 voti favorevoli, 24 contrari (tra cui la Bulgaria) e 75 astenuti. Un responso meraviglioso, perché ha superato alla grande il primo scoglio. Adesso qui, con il COREPER, ci vuole l’unanimità. Ovvero un voto finale non banale né tanto meno scontato. Speriamo che la diplomazia sammarinese abbia lavorato e stia ancora lavorando molto.

Ma vediamo quale sarà la tabella di marcia se il 6 maggio arriverà il via libera. In questo caso, l’Accordo verrà trasmesso al Consiglio Affari Esteri dell’UE per l’adozione formale senza ulteriore dibattito (come “Punto A”). La finestra temporale attualmente prevista per la firma ufficiale dell’accordo a Bruxelles vede la seconda settimana di giugno.

Entro fine 2026, è previsto l’inizio della fase di ratifica. Si valuterà anche la possibilità di un’applicazione provvisoria dell’Accordo per consentire a San Marino di accedere ai benefici del Mercato Unico già durante l’iter che andrà a svolgersi nei parlamenti nazionali. Tutto questo salvo imprevisti procedurali o la richiesta di approfondimenti da parte di qualche Stato appartenente all’Unione.

Diciamo dunque che la data cruciale è il 6 maggio, perché Il COREPER agisce come “filtro” definitivo: un esito positivo il 6 maggio trasformerebbe l’Accordo da una proposta negoziale a un impegno internazionale pronto per essere siglato, chiudendo un percorso iniziato da oltre 10 anni.