Politica

San Marino. Opposizioni all’attacco: “Maggioranza al capolinea, sopraffatta dalla questione morale. La Dc isolata”

La fotografia uscita dall’Aula ieri sera è impietosa e certifica un dato politico inequivocabile: questa maggioranza è al capolinea – dichiarano all’unisono i tre capigruppo di opposizione. Di fronte a quello che è stato definito il dibattito più importante dell’anno, voluto dalla stessa maggioranza per dimostrare un presunto “senso dello Stato”, Governo e partiti di maggioranza hanno offerto uno spettacolo di totale disorganizzazione, inadeguatezza e pressapochismo.

Lo racconta Nicola Renzi, facendo chiarezza su come sia andata la serata di ieri e come si sia arrivati al “fallimento dell’ordine del giorno”. Renzi attacca definendo inaccettabile che, dopo dieci ore di discussione, la maggioranza non sia stata in grado di depositare un proprio Ordine del Giorno prima che la Reggenza chiudesse il dibattito. Noi -prosegue il capogruppo di RF- per senso di responsabilità, abbiamo offerto una via d’uscita: eravamo pronti a lavorare su una formulazione condivisa del nostro OdG, a patto di inserire una ferma condanna agli attacchi esterni e di ribadire la volontà di accertare subito le responsabilità politiche, parallelamente al lavoro del Tribunale.

La risposta è stata un muro e la verità è, evidentemente, che non c’era alcuna volontà di fare sintesi.

“Respingiamo con forza il tentativo di posticipare la Commissione d’Inchiesta di un anno e mezzo” dichiara con fermezza Emanuele Santi. “Se siamo di fronte a un piano parallelo potenzialmente eversivo contro gli interessi della Repubblica, la presa di posizione della politica deve essere netta.” Non accettiamo la scusa dell’interferenza con la magistratura: quando si trattò di Banca CIS, in una situazione analoga, la Democrazia Cristiana votò la commissione senza esitare. Oggi che il vento cambia, la DC cambia idea a corrente alterna?

“Non vogliamo assolutamente interferire con il lavoro del Tribunale – dichiara Fabio Righi, capogruppo di DOMANI Motus Liberi – ma le responsabilità politiche vanno verificate subito. I cittadini non possono aspettare anni per avere delle risposte sui coinvolgimenti politici di questa vicenda.”

“Il fatto che non si voglia fare luce immediatamente – continua Righi – alimenta il sospetto che si vogliano proteggere equilibri inconfessabili. Non accetteremo il gioco che tenta di fare la maggioranza creando vere e proprie “liste di proscrizione” tra buoni e cattivi, tra chi vuole difendere e chi non vuole difendere le istituzioni: noi siamo e saremo sempre dalla parte delle Istituzioni, altri sembrano voler fare solo un’ammucchiata per sopravvivere.”

I tre capigruppo evidenziano una forte preoccupazione per quella che viene definita “la potenza di fuoco” dimostrata da attori esterni, capaci di minacciare pressioni sul governo bulgaro contro San Marino. Ci preoccupano le modalità e gli esiti del furto in BSM. E soprattutto, ci preoccupano le vicinanze di alcune parti della politica a questa vicenda.

Le forze di opposizione, infine, concludono definendo l’esito del voto sul nostro OdG la pietra tombale su questa legislatura. La Democrazia Cristiana è rimasta l’unica forza a votare compatta NO. Libera si è astenuta, il PSD (salvo un’eccezione) pur presente non ha partecipato al voto. AR si è divisa tra il no e un non voto.

La DC è isolata. La maggioranza non esiste più nella sostanza.