San Marino. Il presidente di ECF all’assemblea: “Abbiamo di fronte scelte irrinunciabili. Dobbiamo imprimere un cambio di passo”
di Angela Venturini.
“Meno male” si sfoga in primissima battuta il presidente di ECF Sergio Barducci. “Meno male che non abbiamo dato seguito al contrasto e BSM ha fermato tutto”. Non poteva non fare cenno alle vicende di questi ultimi giorni in occasione della prima assemblea (un’adunanza, come viene ancora chiamata) della nuova gestione, entrata in carica nello scorso autunno. Anche se nell’ordine del giorno si parla solo di aggiornamento e di condivisione delle attività svolte dal Consiglio di amministrazione.
Barducci ripercorre in maniera del tutto sintetica le indagini giudiziarie in corso, le parole pesantissime del dirigente del tribunale, le reazioni scomposte dei soggetti interessati. “Ci si chiede con forza di conoscere di più – accentua – lasciamo lavorare la magistratura; c’è un’azione forte del governo, lasciamolo lavorare. A noi compete guardare al futuro”.
Ma prima di affrontare programmi e obiettivi, apre una piccola parentesi personale ricordando come avesse vincolato l’accettazione dell’incarico alla cura degli aspetti sociali e culturali, che sono quelli fondativi di ECF. “Poi questi progetti sono passati in secondo piano. È successo un terremoto senza precedenti, siamo stati investiti da una tempesta improvvisa e devastante. A quel punto ho capito che non c’erano le condizioni per fare quello che avevo in animo. Ma le mie dimissioni sarebbero equivalse a mettere benzina sul fuoco, così ho fatto prevalere il senso di responsabilità”.
Nonostante le difficoltà oggettive, un paio di cose buone sono state comunque portate in porto. La prima riguarda il trasloco di ECF da Villa Manzoni e il rientro nella sede naturale a Faetano: “Torniamo a casa”. Un obiettivo reso possibile grazie al sostegno del direttore di BSM Aldo Calvani. La seconda riguarda l’accordo siglato con la cooperativa In Volo tramite il suo presidente Maurizio Ceccoli. L’accordo prevede l’apertura del primo ristorante sociale a San Marino, nello stesso stabile dove ha sede ECF. Vi lavoreranno ragazzi con differenti forme di disagio, sotto la guida di uno chef famoso. L’apertura verso Pasqua.
Poi, di nuovo, le questioni spinose. Barducci riferisce che l’Ente si è costituito parte civile nelle vicende della tentata scalata alla banca ed è stato riconosciuto parte lesa, quindi avrà diritto a un risarcimento. Ma ci sono urgenze a cui non si può derogare, come la ricerca di nuovi partner per la banca. “Per prima cosa abbiamo affrontato le questioni di metodo, al fine di viaggiare sul binario della trasparenza e della legalità, togliendo questo compito dalla discrezionalità del Consiglio di amministrazione ed evitare di metterci in contatto diretto con potenziali investitori”.
Per questo motivo, ECF ha cercato un advisor con le caratteristiche richieste e l’ha trovato in PROMETEIA, società con caratteristiche di alta competenza, legalità e trasparenza (Mattia Nincheri, Senior Manager – strategic advisory & corporate finance di Prometeia, presente in sala). A questa società ha affiancato lo Studio legale e notarile BNM dell’avvocato Matteo Mularoni.
“ECF non è un qualcosa appannaggio di pochi – chiosa il presidente – non è cosa nostra. È cosa di tutti. I soci devono essere sempre informati di ogni passaggio, insieme alle autorità di vigilanza, mentre alla politica chiediamo adeguata attenzione, ma senza pressioni, né il fiato dell’emergenza sul collo. L’ultima parola dovranno sempre dirla i soci. Ma c’è bisogno di unità di intenti. Basta con i risentimenti, i personalismi, gli interessi particolari. Basta con le divisioni. Dobbiamo cercare insieme di uscire insieme dalle sabbie mobili”.
Infine, un cenno sulla situazione della banca, nel vortice di avvenimenti di cronaca “anche oltre i bulgari”. Ciò nonostante, è riuscita a dimostrare una forza straordinaria nell’arginare quel moto di sfiducia che si era esteso tra i risparmiatori. “Qualcuno ci ha abbandonato – postilla Barducci – molti altri hanno creduto nella capacità di rialzarci. Il chiacchiericcio non aiuta. Le illazioni e la disinformazione non aiutano. La nuova linfa e la nuova forza dovranno arrivare da una nuova postura di tutti”.


