Informazione

San Marino. Le istanze d’arengo di Attiva-Mente: una scelta di coerenza per la Repubblica

Tra le Istanze d’Arengo promosse da Attiva-Mente, ce n’è una, presentata in queste ore, che chiama la Repubblica a una scelta di respiro europeo, tema quanto mai attuale: l’adesione di San Marino alla Carta Sociale Europea.

La Carta Sociale Europea, adottata in ambito Consiglio d’Europa, è lo strumento che tutela diritti sociali fondamentali: il diritto al lavoro dignitoso, alla protezione sociale, alla salute, all’abitazione, alla non discriminazione, alla tutela delle persone in condizioni di vulnerabilità. È, in sostanza, il complemento sociale della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Se quest’ultima garantisce le libertà civili e politiche, la Carta garantisce che quelle libertà siano concretamente vivibili. Per uno Stato come San Marino, che fonda la propria identità sulla libertà e la giustizia, l’ingresso nella Carta Sociale Europea rafforzerebbe la sua collocazione nel sistema europeo dei diritti, assumendo l’impegno di rendere verificabili e misurabili le proprie politiche sociali. Significherebbe dotarsi di uno standard e di una bussola. San Marino è tra i pochissimi Paesi del Consiglio d’Europa che ancora non ne fanno parte.

Invitiamo i cittadini a leggere questa Istanza, a comprenderne il valore e a sostenerla 
 https://www.attiva-mente.info/progetti/cultura/istanze-d-arengo/istanza-d-arengo-affinché-la-repubblica-di-san-marino-aderisca-alla-carta-sociale-europea

Questo orizzonte europeo e internazionale non è separato dalle altre Istanze che il Consiglio Grande e Generale sarà chiamato a discutere nella prossima sessione. Al contrario, ne rappresenta il quadro di riferimento.

Tra pochi giorni verranno esaminate quattro Istanze d’Arengo proposte da Attiva-Mente: una legge sull’Assistenza Personale, una normativa contro la discriminazione basata sulla disabilità, l’aumento del Fondo per la disabilità e l’avvio di indagini statistiche nazionali sulla disabilità. A queste si aggiunge, per il prossimo semestre, l’Istanza sull’effettiva implementazione del Piano Individuale di Vita.

Letti insieme, questi atti rappresentano una visione, non una sequenza di richieste isolate. 

L’Assistenza Personale non è un servizio in più, ma la condizione per rendere reale il diritto alla Vita Indipendente sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata anche dalla Repubblica di San Marino. Senza la possibilità di scegliere chi ti supporta, quando e come, la libertà resta teorica. Senza strumenti di autodeterminazione, l’autonomia finisce per dipendere dalla buona volontà altrui.

Una normativa chiara contro la discriminazione basata sulla disabilità non è un dettaglio giuridico, ma un fondamento di uguaglianza sostanziale. I diritti non possono dipendere dalla sensibilità individuale o dalla capacità di farsi ascoltare. Devono essere garantiti e rispettati per legge.

L’aumento del Fondo per la disabilità richiama una verità semplice: i diritti hanno bisogno di risorse. Il fondo in oggetto, peraltro, è quello destinato ai soli progetti delle associazioni. Investire in politiche strutturali per la disabilità è altra cosa: richiede capitoli finanziari dedicati, stabili e adeguati.

La richiesta di indagini statistiche nazionali sulla disabilità nasce da un altro principio elementare: non si governa ciò che non si misura. Senza dati affidabili non esiste pianificazione seria, non esiste valutazione delle politiche, non esiste programmazione strutturale. La nostra è, anzitutto, una proposta di carattere metodico.

Infine, l’implementazione concreta del Piano Individuale di Vita rappresenta il passaggio culturale decisivo: mettere la persona al centro, non il servizio; costruire percorsi personalizzati, non soluzioni standardizzate; accompagnare l’intero arco della vita, non limitarsi a gestire emergenze.

Queste Istanze non chiedono trattamenti privilegiati. Chiedono coerenza tra gli impegni internazionali assunti e la realtà interna del Paese. Chiedono che la libertà non sia un principio astratto, ma una condizione concretamente esercitabile anche dalle persone con disabilità che necessitano di maggiori supporti.

Il Consiglio Grande e Generale sarà chiamato a esprimersi. Non su un’associazione, non su una categoria, ma su una direzione. Scegliere di accogliere queste Istanze significherebbe affermare che San Marino intende rafforzare il proprio sistema di tutela dei diritti sociali e della Vita Indipendente. Respingerle significherebbe ritenere sufficiente l’attuale assetto del nostro sistema.

Una Repubblica si misura anche così: dalla capacità di trasformare dichiarazioni in strumenti, impegni in norme, principi in politiche e buone prassi.

Le Istanze d’Arengo sono uno strumento di partecipazione democratica, la loro forza sta nella proposta, soprattutto quando è coerente con gli standard europei e con le Convenzioni già ratificate.

La scelta è culturale, ancor prima che politica.

 Attiva-Mente