Attualità

San Marino. L’Associazione Famiglie Adottive e Affidatarie ringrazia per la realizzazione dell’incontro del 28 gennaio

L’associazione famiglie adottive e affidatarie, dopo la grande soddisfazione e partecipazione all’incontro tenutosi mercoledì 28 gennaio, intende ringraziare tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questa importante serata.
Dapprima ringraziamo il segretario agli Esteri dott. Luca Beccari che ci ha onorati della sua presenza, e ci ha concesso il patrocinio alla serata assieme alla segreteria alla Sanità e Sicurezza Sociale e alla giunta di Castello di Serravalle, la dottoressa Cecilia Pedini responsabile Ufficio per le adozioni internazionali che ci ha sempre sostenuti, alla Direzione degli Istituti culturali nelle persone dell’ing. Carlotta Ceccoli e dell dottor Filippo Mularoni referente del Centro Sociale di dogana e del suo staff. Un caloroso ringraziamento alla dottoressa Laura Corbelli psicologa e psicoterapeuta che ha generosamente accettato di intervenire a questa serata, alle educatrici del servizio minori Chiara e Maria Chiara che a titolo volontario hanno intrattenuto i bambini presenti, ai genitori adottivi Nicola e Chiara, Giovanni e Mara e alla sig,na Cecilia che hanno raccontato le loro storie provocando grande emozione ed entusiasmo.
La serata aveva per tema, appunto, il racconto di storie reali di alcune famiglie e di una figlia ormai adulta. Nei racconti, che hanno suscitato nelle presenti intense emozioni, sì intrecciavano sentimenti carichi di partecipazione emotiva e affettiva, e aneddoti legati alle vicende burocratiche che, se pur necessarie, non sempre favoriscono lo sviluppo della relazione accudente, generativa che occorre instaurare fra genitori e figli fin dai primi momenti. Spesso come più volte ci è capitato di sostenere, anche le istituzioni non offrono sempre il necessario sostegno affinché l’innesto adottivo possa realizzarsi pienamente e con tutte le sicurezze di cui il figlio, che a volte porta anche una diversità etnica, linguistica oltre che di una precedente appartenenza, ha bisogno.
Nelle storie se pur sono stati evidenziati i punti critici, le difficoltà cui si va incontro, e la fatica che non è certo risparmiata, è anche emerso lo straordinario potere che questi bambini, bambine, hanno di far emergere in noi genitori il desiderio di donare, di esserci per loro. Piano piano si apprende che questo è già sufficiente, che non c’è nulla da aspettarsi in cambio.
Si scopre con ciascuno di loro questo mondo nuovo, che ci vede costruire e rafforzare il rapporto, navigando insieme lo stesso mare dove tenere il timone non è sempre facile.
Le tempeste arrivano anche quando non ce lo aspetteremmo. Ma il timone non si lascia: che sia tempesta o bonaccia; che sia gioia o profonda amarezza e sconforto.
Si “resta” come brillantemente ci ha suggerito la dottoressa Laura Corbelli ospite della serata.
Si resta insieme, nello stesso mare nonostante, le burrasche, i forti scossoni; e così il rapporto si fa più intenso e approdo sicuro. Uno dei papà intervenuti ha usato questa metafora”:
E’ come un trapianto di cuore un po’ malandato, che per quanto sia doloroso e difficile, faccia molta paura e può determinare un rigetto, dona, a chi lo sperimenta, una possibilità nuova ed una vita diversa. Un’esperienza profonda che cambia la vita in meglio anche se costa tanto farla” .
Mara e Giovanni hanno fatto l’esperienza dell’adozione di un bambino già grande, aveva 11 anni, e che ad oggi, come padre e madre, hanno accompagnato ad essere un uomo realizzato e capace di essere d’aiuto agli altri.
Entrambe le famiglie presenti con le loro storie, una più recente, l’altra più lunga temporalmente, hanno raccontato, senza risparmiare nodi critici, momenti di fatiche che parevano insormontabili.
Ma hanno anche raccontato tutta la bellezza e la ricchezza della genitorialità adottiva invitando i presenti a farne l’esperienza.
Cecilia, la figlia ha poi arricchito il finale della serata con il suo racconto enucleato attorno agli aggettivi che sintetizzano la sua esperienza adottiva.
“Sono stata adottata all’età di tre anni, e mi sono sempre sentita amata, supportata, lasciata libera di scegliere il mio cammino”
Questa conclusione ha fatto molta presa nelle giovani famiglie presenti che si sono sentite a loro volta supportate e confortate intravedendo la possibilità di un futuro buono dove la generatività adottiva possa sviluppare quella relazione di donazione reciproca fra genitori e figli. Il dono per noi genitori è proprio quello che dice Cecilia: far si che i nostri figli si sentano amati, supportati e lasciati liberi di esprimere la loro progettualità di vita.
I genitori presenti ci hanno manifestato il loro apprezzamento per l’iniziativa e così ci siamo sentiti incoraggiati a proseguire. Abbiamo sempre sostenuto e perseguito l’importanza del mutuo aiuto in stretta collaborazione con le istituzioni e servizi preposti.
Auspichiamo che questo possa presto realizzarsi.

c.s.