DOMANI–Motus Liberi attacca: “Basta micro-opere, San Marino ha bisogno di visione”
Una critica netta alla politica infrastrutturale del Paese arriva da DOMANI – Motus Liberi, che in un comunicato stampa contesta duramente l’intervento di allungamento di 140 metri della tratta del trenino, giudicato simbolo di una mancanza di visione strategica.
Nel testo diffuso dal movimento si legge: “C’è chi festeggia 140 metri di trenino come se fossero una svolta storica, noi vediamo invece la fotografia impietosa del declino politico di questo Paese”. Secondo DOMANI–Motus Liberi, l’investimento di oltre 500.000 euro per un intervento di dimensioni così ridotte non può essere considerato una grande opera, ma rappresenta piuttosto un limite strutturale dell’azione politica sammarinese.
Il comunicato chiarisce che la questione non riguarda aspetti tecnici, bensì politici: “Il nodo non è tecnico. Il nodo è politico. Ed ha un nome preciso: il vincolo democristiano”. Una linea che, secondo il movimento, da decenni impone una logica di rinuncia preventiva, sintetizzata nelle formule del “non si deve fare” e del “meglio poco che troppo”, ostacolando qualsiasi progetto infrastrutturale considerato realmente incisivo.
Nel testo si sottolinea come, in altri Paesi, un intervento di questo tipo sarebbe considerato marginale: “In qualunque altro Paese un intervento come quello dell’allungamento di 140 metri sarebbe considerato un intervento marginale, incompleto, quasi ridicolo”. Al contrario, si afferma che San Marino venga “condannato ad accontentarsi”, non per impossibilità oggettive ma per una precisa volontà politica.
DOMANI–Motus Liberi respinge inoltre l’idea che si tratti di prudenza amministrativa: “Questa non è prudenza. Questa non è responsabilità. Questa è paura del futuro, questo è mantenimento del potere fine a sé stesso”. Nel comunicato viene ricordato che l’obiettivo originario era il ripristino della ferrovia Borgo Maggiore–Città, mentre l’intervento attuale viene definito “solo il ‘contentino’”.
La nota si conclude con un appello politico esplicito: “San Marino ha bisogno di visione, coraggio e libertà politica”. Secondo il movimento, finché il Paese resterà “prigioniero del vincolo democristiano”, continueranno a essere celebrate micro-opere come risultati straordinari, mentre i governi accetteranno di operare secondo la logica del “meglio di niente”.



