Cantonieri, completata la prima fase del progetto: il territorio sammarinese sarà diviso in 9 zone per una manutenzione più efficace
Tuta arancione, badile, falcetto, rastrello: sono i cantonieri lungo le strade di San Marino. Ormai riconoscibili un po’ ovunque. Il progetto di rilancio di questa storica figura professionale era partito lo scorso anno a cura della Segretaria Territorio proprio per contrastare quella aria di degrado e di incuria che ormai imperavano un po’ ovunque.
A un anno di distanza, si è conclusa la prima fase del progetto di riorganizzazione del servizio cantonieri, un intervento che ha introdotto un nuovo modello operativo fondato sulla suddivisione del territorio in 9 zone omogenee, ciascuna affidata a una coppia stabile di operatori e dotata di un mezzo dedicato.
La nuova organizzazione consente una presenza costante e riconoscibile sul territorio, migliorando la tempestività degli interventi di piccola manutenzione e la capacità di presidio delle aree. Ogni zona è stata definita con criteri territoriali precisi e comprende specifici tratti stradali per le attività di sfalcio e di sorveglianza, garantendo una copertura capillare dell’intera Repubblica.
Accanto alle 9 zone operative è stata istituita anche una Squadra di Supporto, incaricata di affiancare i cantonieri in caso di necessità e di assicurare la continuità del servizio durante assenze o situazioni straordinarie. Il fabbisogno di personale risulta oggi completo, anche grazie a nuove assunzioni, mentre l’assetto organizzativo sarà oggetto di monitoraggio costante per valutarne l’efficacia.
«Si chiude la prima fase del progetto cantonieri, che verrà stabilizzato nel 2026 – spiega il Segretario di Stato per il Territorio e l’Ambiente, Matteo Ciacci – la divisione del territorio in 9 zone, con risorse e mezzi dedicati, sta funzionando. Sta funzionando anche la pagina delle segnalazioni dei cittadini, che ci permette di intervenire in modo più rapido e mirato. La piccola manutenzione quotidiana è fondamentale: migliora il decoro, la sicurezza e contribuisce a rendere il territorio più ordinato e vivibile».
Le attività dei cantonieri riguardano in particolare lo sfalcio diretto delle aree assegnate e la sorveglianza dei tratti stradali, mentre gli interventi più complessi vengono gestiti tramite ditte esterne. Un modello che punta sulla conoscenza diretta delle zone, sulla responsabilizzazione degli operatori e su un rapporto più immediato con il territorio.
Il progetto rappresenta un passo concreto verso una manutenzione diffusa e continuativa, capace di prevenire il degrado e di migliorare la qualità degli spazi pubblici, in attesa della piena stabilizzazione del servizio prevista per il 2026. Partiranno anche specifici corsi di formazione dedicati.



