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Crisi a Mondaino e Morciano, Santi: “Manca la politica, prevale l’ego individuale”

Che succede in Valconca? Il sindaco di Gemmano Riziero Santi non le manda certo a dire: “Crisi a Mondaino e qui manca la politica, prevale l’ego individuale”.

“Crisi e dimissioni a Mondaino, crisi e dimissioni a Morciano, difficoltà a tenere insieme l’Unione. Tutto questo che indebolisce il territorio e le singole comunità accade nel momento in cui la Regione, con i Fondi Coesione e Sviluppo, ha deciso di farci investire 4,5milioni di Euro. Inoltre in questi anni – spiega Santi, già Presidente dell’Unione Valconca –  lavorando insieme abbiamo sistemato diverse cose e, associando nuove funzioni come la gestione del personale, siamo passati da Unione c.d. avviata a Unione in sviluppo, potendo ora ambire all’eccellenza, con l’ulteriore possibile scatto in Unione avanzata”.

A rischio ulteriori risorse

“La Regione, con l’assessore Baruffi e la consigliera Petitti che abbiamo incontrato nei mesi scorsi a Morciano, ha mostrato interesse verso il nostro percorso, tant’è che si è detta disposta a mettere ulteriori importanti risorse nelle gestioni associate. Ora invece anche i progetti messi sulla carta di recente, come la ridefinizione e il rilancio della governance, con l’obbiettivo di eleggere il nuovo Presidente, la realizzazione del nuovo Centro sovracomunale di Protezione Civile e la valorizzazione della Residenza per Anziani, rischiano di diventare lettera morta”.

“Manca la politica”

“Perché? Cosa succede in Valconca? Qual è il virus che l’ha colpita? i campanili e il disallineamento politico – si chiede Santi – non bastano a motivare questo momento di grave difficoltà in cui versano le istituzioni della Valconca. Io da Sindaco di Gemmano la risposta la sintetizzo così: ciò che manca in Valconca è la politica. Mancando la politica prevalgono l’ego individuale, la frammentazione dei bisogni e delle risposte, il populismo e le soluzioni semplificate. Il mio appello quindi è proprio questo: rimettiamo in campo la politica in Valconca. La politica trasforma il conflitto in confronto e l’interesse individuale in progetto collettivo. Lo stesso PD, unico Partito attivo sul territorio, non sempre è attrezzato per misurarsi con le contraddizioni del pensiero breve, con gli individualismi e con un civismo legato al qui ed ora, fortemente parcellizzato e carente di visione strategica. Ognuno, a partire da noi amministratori, dobbiamo dire “mi interessa”, “me ne voglio fare carico”. Serve un salto culturale e cambiamenti veri, strutturali. La prima cosa su cui impegnarci tutti è lo sviluppo della democrazia partecipativa, dalla quale far scaturire la nascita e la formazione di una nuova classe dirigente, giovane, moderna e, mi si consenta, non chiusa nei confini municipali ma aperta ai cambiamenti e allo stare insieme”.

Fonte: Chiamamicittà