Un’istituzione può permettersi di chiamare “vivaci” parole che in realtà offendono un cittadino?
Riceviamo e pubblichiamo
In questi giorni mi è rimasta una sensazione strana e di fastidio più che di rabbia: quando vedi che un’istituzione si rivolge pubblicamente a un cittadino con toni offensivi, qualcosa si rompe. Ti fermi e pensi se tutto ciò possa essere ritenuto normale.
San Marino è piccola, ma non è chiusa in una bolla. Quello che succede qui viene visto anche fuori. Non serve essere esperti di politica per capire che certi comportamenti, soprattutto se arrivano dalle istituzioni, non ci fanno fare una bella figura e fanno nascere dubbi su come funzionano davvero le cose.
Da giovane appassionato di politica, mi chiedo dove stia il confine. Se a un cittadino viene chiesto rispetto, educazione e misura, è normale aspettarselo anche da chi rappresenta lo Stato.
Chi ricopre un incarico istituzionale non arriva lì da soli. Si proviene da un partito e si ha un progetto. Quando succedono episodi del genere il silenzio non dovrebbe mancare mai. In questo Paese, invece, il silenzio è la routine. Il partito di appartenenza non dice nulla. Il Congresso di Stato non dice nulla. Forse hanno paura di dire qualcosa? Forse è più comodo far finta di niente? Fatto sta che, per chi guarda da fuori – soprattutto noi giovani – il messaggio è chiaro e deludente.
Qualche giorno fa l’istituzione in questione ha detto: “Chiedo scusa per la vivacità degli scambi social”. Vivacità? No. È stato offensivo. Quando lo fa un cittadino le conseguenze ci sono subito. Quando lo fa un’istituzione non si può voltare pagina.
Non sto cercando colpevoli e non voglio creare polemica. Ritengo solo che le istituzioni dovrebbero stare un passo avanti e non scendere al livello di chi insulta sui social. È lì che si vede se un ruolo viene davvero preso sul serio.
Poi ci si chiede perché tanti si allontanano dalla politica: perché cresce il disinteresse e perché sembra sempre tutto lontano dalla gente. La distanza non nasce dal nulla e si costruisce anche così con piccoli episodi messi insieme.
Io penso che San Marino possa fare di meglio. Penso che restare in silenzio non aiuti.
Se anche tu che stai leggendo pensi che certe cose non vanno, che il rispetto deve valere per tutti e che chi governa dovrebbe comportarsi meglio, allora non restare fermo. Parla, fatti sentire e prova a cambiare le cose insieme a noi.
DOMANI – Motus Liberi e la sua sezione giovanile esistono per dare spazio a chi vuole confrontarsi, esprimersi e metterci la faccia.
Simone Urbano – Presidente di DOMANI – Motus Liberi Giovani – Sezione Giovanile del Partito


