Il cuore di Rimini sale sul palco: al Teatro Galli la festa per i 25 anni di Opera Sant’Antonio per i poveri
La musica che fa sorridere, le storie che scaldano il cuore e una città che si stringe attorno ai suoi cittadini più fragili. Mercoledì 14 gennaio 2026, il Teatro Amintore Galli aprirà le sue porte per un compleanno speciale: i primi 25 anni di Opera Sant’Antonio per i poveri. Quello che era nato come un piccolo gesto di accoglienza è diventato, in 25 anni, un pilastro insostituibile del welfare riminese. Per onorare questo traguardo, l’Opera ha scelto di trasformare la propria storia in uno spettacolo aperto a tutta la cittadinanza, unendo riflessione e leggerezza in uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina.
L’evento è sponsorizzato da: Riviera di Rimini Convention Bureau; Palacongressi di Rimini; Italian Exibition Group; Scm Group; Robopac; Gruppo Maggioli; Focchi; Mode, eco mode hotel; Trattoria La Marianna. Con il patrocinio del Comune di Rimini.
Due protagonisti d’eccezione: tra narrazione e ironia. La serata sarà guidata da Francesca Fialdini, volto noto della Rai e da sempre attenta alle dinamiche del terzo settore. Sarà lei a tessere il filo dei ricordi attraverso una conversazione con frate Giordano Ferri, presidente di Opera Sant’Antonio, ripercorrendo le tappe di un impegno che non ha mai conosciuto sosta. A rendere l’atmosfera magica e vibrante sarà la presenza di Elio. L’artista porterà in scena il suo acclamato spettacolo “Quando un musicista ride”: un viaggio eccentrico nel lato ludico della musica classica e moderna. Tra virtuosismi e satira, Elio dimostrerà come il riso e l’armonia siano gli strumenti migliori per celebrare la vita e la dignità umana.
Dalla mensa serale alla distribuzione di farmaci, dalle docce calde al sostegno quotidiano per le famiglie: Opera Sant’Antonio oggi non è solo un servizio, ma una famiglia allargata. I numeri raccontano una realtà in continua evoluzione, capace di rispondere alle nuove povertà con umanità e professionalità grazie a una rete instancabile di volontari.
“Celebrare al Teatro Galli non è un esercizio di stile ma un atto di riconoscimento verso l’intera comunità di Rimini – spiega fra Giordano Ferri -. In questi 25 anni la città non ci ha mai lasciato soli. Mettere la solidarietà sul palcoscenico più importante significa ricordare a tutti che il bene comune è l’opera d’arte più bella che possiamo costruire insieme”.
Fonte: RiminiToday


