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San Marino. Alla Biblioteca di Stato la presentazione del libro: “Non più cittadine a metà. Le sammarinesi e il riconoscimento del diritto di voto”

Un volume unico nel suo genere, che racconta uno spaccato fondamentale della nostra storia. Attestato del cammino di emancipazione femminile sul Titano, realizzato tramite fonti d’archivio e orali. Questo è il volume: “Non più cittadine a metà. Le sammarinesi e il riconoscimento del diritto di voto”, curato dalla professoressa Valentina Rossi. Il lavoro è parte della collana editoriale del Centro sammarinese di studi storici dell’Università di San Marino, rappresentato anche dal direttore Stefano Pivato. A farne parte anche Patrizia Gabrielli, docente che ha stimolato il lavoro in qualità di esperta di suffragio femminile. Diritto elettorale attivo che a San Marino le donne conquistano a partire dal 1960. Bisognerà poi aspettare 13 anni per ottenere la possibilità di essere elette. Il Titano è in ritardo rispetto alle principali democrazie occidentali.

“Si stratificano tante cause e concause – spiega Valentina Rossi – come il contesto politico del secondo dopoguerra. Solo per citare alcuni elementi di riflessione, il fatto che le sammarinesi non hanno vissuto direttamente un Paese in guerra nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale. In Italia e in tanti paesi occidentali il suffragio è arrivato ad esempio quando le donne sono dovute uscire di casa per sostituirsi ai mariti che erano al fronte. Sul Titano non c’era l’industrializzazione. La mentalità e la chiusura anche del Paese piccolo non hanno aiutato”.

Il libro, uscito nel 2025, verrà presentato presso la Biblioteca di Stato, sala Alberoni, lunedì 9 marzo, alle ore 18.00

Accanto all’autrice, l’avvocato Giovanna Crescentini, dirigente della Segreteria Istituzionale; e Stefano Pivato, direttore del Centro sammarinese di studi storici dell’Università di San Marino